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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Alla Commissione Affari costituzionali lo Schema di decreto legislativo per l’istituzione e la disciplina del servizio civile universale

SENATO DELLA REPUBBLICA

Tra i settori di intervento anche la promozione della cultura italiana all’estero e il sostegno alle comunità di italiani all’estero

 

ROMA – È all’esame della Commissione Affari costituzionali del Senato lo Schema di decreto legislativo recante l’istituzione e la disciplina del servizio civile universale, tra i cui settori di intervento vi è anche la promozione della cultura italiana all’estero e il sostegno alle comunità di italiani all’estero.

Lo Schema, adottato in attuazione della legge relativa alla riforma del terzo settore, si compone di VII Capi e 27 articoli.

Nel primo Capo si ricorda come l’ambito di applicazione sia quello della revisione della disciplina in materia di servizio civile nazionale, indicando le principali definizioni e disponendo l’istituzione del “servizio civile universale finalizzato alla difesa non armata e non violenta della Patria, all’educazione alla pace tra i popoli, nonché alla promozione dei valori fondativi della Repubblica”. Individuati inoltre i settori di intervento, tra cui l’assistenza, la protezione civile e il patrimonio storico, artistico e culturale.

Definite nel Capo II le fasi della programmazione e dell’attuazione del servizio civile universale. In particolare, alla base della programmazione del servizio è collocato il Piano triennale, modulato per Piani annuali; tali Piani sono predisposti dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, sentite le amministrazioni competenti in base al settore e sono approvati con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, previo parere della Consulta nazionale per il servizio civile universale e della Conferenza Stato-Regioni.

Il Piano triennale è attuato mediante programmi di intervento proposti dagli enti di servizio civile universale nell’ambito dei settori individuati. Il Piano triennale e i Piani annuali, in relazione a ciascun anno, prevedono la definizione degli obiettivi e degli indirizzi generali, la programmazione degli interventi, anche a carattere sperimentale, e l’individuazione degli standard qualitativi.

Nel Capo III vengono indicati ambiti e funzioni di competenza dei diversi soggetti coinvolti nel nuovo sistema di servizio civile universale – Stato, Regioni, enti del servizio civile, operatori volontari e Consulta nazionale per il servizio civile nazionale – mentre il Capo IV reca disposizioni in ordine all’istituzione dell’Albo degli enti di servizio civile universale presso la Presidenza del consiglio dei ministri e alla prestazione del servizio civile in Italia e all’estero.

Il Capo V reca la disciplina del rapporto di servizio civile universale, individuando i requisiti di partecipazione, con riferimento all’età e alla cittadinanza. La procedura di selezione avverrà con un bando pubblico e procedure improntate a principi di semplificazione, trasparenza e non discriminazione. Inoltre, si stabilisce una soglia minima di otto mesi e una massima di dodici mesi per la durata del servizio e si disciplina il trattamento economico e giuridico degli operatori volontari, ai quali sono riconosciuti benefici nel campo dell’istruzione e dell’inserimento lavorativo. Infine, è previsto il rilascio di un attestato – con l’indicazione delle attività svolte – agli operatori volontari che abbiano concluso senza demerito il servizio civile.

Il Capo VI prevede il controllo sulla gestione delle attività degli enti da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri, che ha il compito di valutare l’impatto dei programmi di intervento sui territori e sulle comunità locali interessate in un rapporto annuale, da pubblicare sul sito istituzionale. Alla Presidenza del Consiglio è attribuito altresì il compito di effettuare verifiche ispettive, da realizzarsi presso gli enti, anche per il tramite delle Regioni e delle Province autonome ovvero del Ministero degli affari esteri per gli interventi all’estero, nonché di presentare al Parlamento una relazione annuale sull’organizzazione, sulla gestione e sullo svolgimento del servizio civile universale.

Infine, il Capo VII prevede che il servizio civile universale sia finanziato dal Fondo nazionale per il servizio civile, alimentato con le risorse derivanti dal bilancio dello Stato, nonché da altre fonti pubbliche e private, comprese quelle comunitarie, destinate all’attuazione degli interventi di servizio civile universale. La Presidenza del Consiglio cura l’amministrazione e la programmazione annuale delle risorse del Fondo e, a tal fine, elabora ogni anno – previo parere della Consulta nazionale del servizio civile universale e della Conferenza Stato-Regioni – un documento di programmazione finanziaria, che dispone la ripartizione delle risorse occorrenti per la realizzazione del servizio civile. Per l’anno 2016, la dotazione del Fondo è incrementata di 146,3 milioni di euro.

I settori di intervento del servizio civile universale sono: assistenza; protezione civile; patrimonio ambientale e riqualificazione urbana; patrimonio storico, artistico e culturale; educazione e promozione culturale e dello sport; agricoltura in zona di montagna, agricoltura sociale e biodiversità; promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani all’estero. (Inform)

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