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(Fonte immagine Camera dei Deputati)
ROMA – “Attività storiche: tradizione e futuro delle nostre città”, questo è il titolo dell’incontro che si è tenuto presso la Camera dei Deputati e che ha visto come protagonista l’Associazione dei negozi storici di eccellenza di Roma. L’incontro è stato organizzato da tre istituzioni politiche: Palazzo Chigi, Ministero degli Esteri e Regione Lazio. Il dibattito è stato moderato dal giornalista Davide Dionisi che ha introdotto i lavori ponendo l’accento proprio sull’importanza delle attività storiche. Nel suo intervento Maria Spena (già deputata e consigliera del Ministro degli Esteri per le filiere produttive) ha invitato a condividere un obiettivo comune: rafforzare la tutela e la valorizzazione dei negozi di eccellenza e le botteghe storiche “per difendere un patrimonio culturale e sociale”. Spena ha ricordato che si sta lavorando dal 2021 per mettere in campo anche proposte legislative: è stato menzionato il ruolo fondamentale dell’Associazione dei negozi storici di eccellenza partendo da una consapevolezza. “Se vivono le nostre attività storiche, vivono i nostri quartieri”, ha sottolineato Spena volgendo il pensiero alla tutela del tessuto urbano di piccole e grandi città. “Non pensiamo solo alla Capitale ma a tutto il territorio nazionale”, ha aggiunto Spena parlando di una sfida fondamentale alla pari di altre come la sostenibilità ambientale o la coesione sociale. Spena ha inoltre evidenziato l’idea di una valorizzazione non soltanto commerciale anche mediante la costituzione di specifici portali o percorsi turistici. Spena ha inoltre definito come indispensabile un’unica disciplina a livello nazionale per garantire tali attività: l’obiettivo è la conservazione di queste attività contro l’omologazione delle mode del momento. Francesco de Micheli (già Consigliere di Roma Capitale) ha parlato di fondi non più sufficienti da soli per tenere in piedi le botteghe storiche ricordando quindi l’importanza di una delibera comunale che era stata pensata e approvata proprio per dare a queste attività una maggiore visibilità. Questi imprenditori cono stati definiti come “capitani di impresa” portando l’attenzione proprio su quella piccola e media impresa che rispetta il suo personale e lo fa essere orgoglioso di un’appartenenza. È stato però ribadito come spetti alle istituzioni il compito di dare visibilità a questi esercenti e avvisare le attività qualora abbiano i requisiti per stare nell’albo storico. A seguire è intervenuto il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ricordando che “non c’è futuro se non c’è rispetto della tradizione e della storia”, definendo necessario conferire il giusto potere legislativo a una Capitale come Roma, alla pari di quanto avviene negli altri Stati e per le altre grandi Capitali nel mondo. “Un centro storico caratterizzato da una presenza di realtà economiche e commerciali con tradizioni centenarie viene arricchito e offre anche ai turisti la possibilità di acquistare prodotti di qualità”, ha spiegato Tajani parlando di luoghi dove si può acquistare il Made in Italy come un’offerta in più da dare al turista, oltre naturalmente al cittadino romano. Tajani ha poi sottolineato l’importanza di poter acquistare un determinato prodotto soltanto in uno specifico negozio storico. L’idea del Ministro è offrire una varietà quanto più ampia possibile vedendo nell’artigianato capitolino un saper fare romano che si rapporta con la propria identità storica. Un patrimonio che non va perduto e deve essere una parte integrante del patrimonio economico della capitale. Maurizio Gasparri (Capogruppo Forza Italia al Senato) ha sottolineato come attraverso questa proposta non si voglia solo tutelare l’attività in sé ma il dato culturale che c’è dietro. Gasparri ha voluto soffermarsi sull’importanza del sostegno al negozio che ha ancora un contatto diretto e personale con i clienti, anche alla luce della concorrenza sempre più forte del commercio elettronico. Valentino Valentini (Viceministro delle Imprese e del Made in Italy) ha sottolineato come queste attività storiche siano rappresentative del Made in Italy ma anche di una trasmissione di conoscenze di generazione in generazione. Valentini ha ricordato l’impatto delle piattaforme digitali che svolgono una concorrenza molto forte e i cambiamenti nei comportamenti di consumo: elementi che rischiano di lasciare un vuoto lì dove avvenga la scomparsa di queste attività. Valentini ha spiegato che la legge sul Made in Italy prevede il riconoscimento dei marchi storici ma anche la possibilità per il Ministero di subentrare nella titolarità dei marchi, qualora questi non vengano esercitati per 50 anni; la legge sulla concorrenza, invece, consente alle amministrazioni locali di poter disciplinare maggiormente l’insediamento di attività in determinati territori storici. Gabriele Maselli (Presidente delle attività storiche di Firenze) ha ricordato come difendere il prodotto e il saper fare aiuti a portare avanti le tradizioni che sono importanti. Questo perché le persone, italiane o straniere, possano trovare sempre quello che si aspettano in un prodotto di qualità. Romolo Guasco (Direttore Confcommercio Roma) ha parlato a sua volta delle battaglie da fare sulle disuguaglianze fiscali che devono essere un tema della campagna elettorale per le europee al fine di arrivare a un riequilibrio dei principi di concorrenza. Carlo De Romanis (Responsabile per il turismo di Forza Italia) ha parlato di un’idea di turismo che dipende da quale tipologia di turismo vogliamo: non solo vedere monumenti ma anche visitare il tessuto urbano particolare che ha il nostro Paese. De Romanis ha menzionato il progetto del turismo delle radici che punta a far tornare i discendenti degli italiani emigrati per visitare i luoghi di provenienza dei loro avi. Stefano Pizzolato (Presidente dell’Associazione dei negozi storici di eccellenza di Roma) ha ricordato che per entrare a far parte di questo mondo occorrono minimo 70 anni attività svolta nello stesso settore e circa tre generazioni di gestione da parte della stessa famiglia. Pizzolato si è poi soffermato su cosa significhi il concetto di eccellenza, spiegando come spesso si parli delle attività storiche solo relativamente alle insegne storiche; tuttavia un’attività storica contiene qualcosa in più ossia le generazioni che tramandano dei principi garantendone la continuità e la vitalità. “Le attività storiche si sostengono con la promozione e vogliamo che le istituzioni ci promuovano non solo rispetto ai residenti ma rispetto ai flussi turistici in arrivo”, ha spiegato Pizzolato annunciando infine che sui negozi storici di eccellenza di Roma è stato pubblicato recentemente un libro. Pizzolato ha concluso rilevando la necessità di un criterio uniforme per le attività storiche, artigiane e commerciali, valido su tutto il territorio nazionale. (Inform)