direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Alla Camera dei Deputati l’incontro “Il servizio pubblico quale strumento di diplomazia culturale per l’Italia nel mondo”

ITALIANI ALL’ESTERO

 

Nissoli (Des – Cd): “Comunicare nel mondo l’Italia e il suo stile di vita con un sistema pubblico radio televisivo che coinvolga  le comunità italiane all’estero e gli stranieri che sono interessati al nostro Paese ed alla nostra lingua”

Corsini (Rai Italia): “Un tempo c’era lo stereotipo della valigia di cartone, oggi le nuove generazioni hanno l’orgoglio di essere italiani pur non parlando italiano perché spesso sono nati in altri territori”

Siddi (Cda Rai):  “Il tema di Rai Italia dovrà avere un sua centralità nel piano editoriale della Rai, altrimenti non avrà il mio voto”

 

ROMA – Si è svolto a Roma, presso la sala stampa della Camera dei Deputati, l’incontro, promosso dai deputati Fitzgerald Nissoli Fucsia (Des – Cd) e Federico Fauttilli (Des – Cd),  sul tema “Il servizio pubblico quale strumento di diplomazia culturale per l’Italia nel mondo”. Il dibattito è stato moderato da Francesco Tufarelli che ha ricordato come questo incontro sia stato organizzato anche grazie al lavoro del  un network  di associazioni “Euro politica”.

“Credo che la diplomazia culturale italiana – ha esordito Fucsia Nissoli – abbia un ruolo fondamentale sullo scenario internazionale tuttavia, per meglio rispondere alle esigenze poste dalla concretezza della storia, dobbiamo avere la forza di rimodulare tale azione diplomatica in maniera sinergica per valorizzare meglio in termini di reti il nostro sistema Paese. Quindi risulta davvero importante fare sinergia fra le comunità italiane all’estero, gli Istituti Italiani di cultura, le scuole italiane all’estero e ovviamente il servizio radiotelevisivo. Oggi la competitività di un Paese – ha proseguito la deputata eletta nella ripartizione America Settentrionale e Centrale – dipende dalla sua capacità di agire in un ottica di sistema, cioè di gestire in modo efficace e coordinato i rapporti fra le proprie componenti interne e quelle deputate a rappresentalo all’estero. In questo il servizio pubblico,  radiotelevisivo ha un ruolo determinante. Dobbiamo dunque trovare il modo di renderlo sempre più efficiente, rispondendo a quell’ottica di sistema alla quale non possiamo sfuggire  se vogliamo essere in grado di raccogliere le sfide del mondo attuale.

Comunicare nel mondo l’Italia, con il suo stile di vita,  è quindi possibile anche grazie ad un sistema pubblico radio televisivo che riesca a coinvolgere sia le comunità italiane all’estero, sia gli stranieri che sono interessati al nostro Paese ed alla nostra bella lingua”.

Per la Nissoli appare  necessario attivare “una vera e propria diplomazia della diaspora che, nonostante la presenza degli organismi di rappresentanza e la circoscrizione Estero, alcune volte stenta a raggiungere i risultati sperati. Occorre poi potenziare – ha proseguito la deputata ricordando la presentazione di una sua proposta di legge su questa materia – l’informazione di ritorno e bisogna anche promuovere le realtà regionali all’estero.. Tuttavia per implementare una strategia di protezione culturale dell’Italia nel mondo è necessaria una politica estera continuativa, adeguata alla statura economica e culturale del nostro Paese . In questo – ha concluso la Nissoli – non può mancare una diplomazia della comunicazione in grado di diffondere nel mondo l’immagine del bel Paese e di integrarsi con le altre azioni poste in essere dal nostro Governo per promuovere il nostro sistema Paese”.

Ha poi preso la parola il direttore di Rai Italia Piero Corsini che ha sottolineato come negli ultimi anni questa rete abbia lavorato “per cercare di intercettare quel cambiamento che c’è stato nel sentirsi italiani nel mondo. Un tempo – ha aggiunto Corsini – c’era lo stereotipo della valigia di cartone, oggi le nuove generazioni hanno l’orgoglio di essere italiani pur non parlando italiano perché spesso sono nati in altri territori. C’è motivo di orgoglio perché il cognome italiano porta con se un qualcosa in più che viene universalmente riconosciuto”. “Il perimetro della nostra azione – ha poi spiegato Corsini – viene delineato con chiarezza dalla Convenzione fra la Presidenza del Consiglio e la Rai per Rai Italia. Si tratta di un canale generalista che offre informazione, spettacolo, cinema,  sport e una produzione originale che ha due binari primari: il racconto delle comunità e la promozione del sistema Italia. Noi cerchiamo di raccontare nostre collettività all’estero in tutte le loro facce, sia attraverso un opera di servizio per i nostri connazionali nel mondo, penso alle rubriche sui servizi notarli , l’Inps e le pensioni, sia con una serie di rubriche sulla lingua italiana realizzate con la collaborazione della Dante Alighieri. Ma soprattutto proponiamo storie che noi raccogliamo e filmiamo in tutto il mondo e che cercano di rappresentare tutte le facce della presenza dei nostri connazionali all’estero”. Dopo aver ricordato il positivo risultato della collocazione su Rai Tre di puntate che propongono al pubblico in Italia le storie dei connazionali all’estero –  in pratica la realizzazione della tanto attesa informazione di ritorno-  Corsini ha evidenziato come Rai Italia stia lavorando anche per la promozione del sistema Paese, attraverso l’arte, la lingua e il territorio, ricordando agli italiani che vivono all’estero, ma che spesso tornano in Italia per le vacanze, le bellezze nascoste del nostro Paese. Corsini ha anche segnalato la scarsità delle risorse a disposizione di Rai Italia, rispetto ad analoghe strutture all’estero.

“Nel passato – ha ricordato la segretaria generale della Comunità radiotelevisiva italofona Loredana Cornero – la Rai ha unificato la lingua italiana ed ha insegnato l’italiano all’estero a tantissimi nostri connazionali. E’riuscita a trasmettere la lingua e programmi che venivamo visti insieme per la prima volta da milioni di persone. Con la lingua è stata diffusa la cultura e il nostro modo di vivere”. La Cornero, dopo aver sottolineato che l’Italia con la sua lingua e cultura può rappresentare un ponte fra il sud dell’Europa e il nord del Mediterraneo, ha segnalato come Comunità radiotelevisiva italofona, che oggi comprende emittenti di molte nazioni che vanno ad aggiungersi a quelle dei cinque paesi fondatori (Italia , Svizzera, Vaticano, San Marino e Slovenia)  ,  promuova la lingua italiana realizzando incontri,  seminari e progetti comuni. “Non dimentichiamo – ha concluso la Cornero – quale grandezza possa essere per noi accogliere l’italofonia, accogliere punti di vista differenti degli amici svizzeri o italiani per crescere nella nostra lingua e cultura”. 

Dal canto suo il deputato Federico Fauttilli, della Commissione di vigilanza parlamentare sui servizi radiotelevisivi, ha rilevato l’esigenza  di rimettere la tematica della comunicazione al centro della politica europea e italiana e di fare di più per dare risposta alla crescente richiesta di lingua e cultura italiana nel mondo.  “ Su questo punto –ha spiegato Fauttilli – c’è sinergia fra i soggetti istituzionali operanti all’estero, ma bisogna essere più precisi su cosa la Rai deve fare per quanto riguarda questa problematica. Da pochi giorni la Commissione di vigilanza ha espresso il proprio parare sul decreto inerente il contratto di concessione del Governo alla Rai dove sono definite le linee di azione che nei prossimi anni questo servizio pubblico dovrà attuare. Ma ad oggi purtroppo non abbiamo potuto esaminare e quindi valutare il piano industriale che la Rai avrebbe dovuto proporci. Sarebbe opportuno che in questo piano industriale le tematiche che stiamo affrontando oggi vengano tenute in conto. Quanto oggi abbiamo individuato e richiesto in termini di nuova strategia e di presenza culturale dell’Italia all’estero – ha precisato il deputato – va ritrovato in modo chiaro e ben definito, in termini di risorse e di spazio, nella programmazione nazionale della Rai, perché tutto questo è richiesto dai cittadini e dalle comunità italiane all’estero. Ad esempio la così detta informazione di ritorno,  che è il tema più rilevante della proposta di legge della deputata Nissoli,  a tutt’oggi non ha avuto un’adeguata attuazione”.

E’ poi intervenuto il presidente del Comitato della Camera per gli Italiani nel Mondo e la Promozione del Sistema Paese Fabio Porta che ha rilevato l’importanza del servizio pubblico radiotelevisivo per l’informazione dei nostri connazionali nel mondo anche in relazione al voto all’estero e quindi alla loro partecipazione alle consultazioni elettorali. “Senza l’informazione di ritorno, a cui fa riferimento il progetto di legge della deputata Nissoli, – ha continuato Porta – noi non potremmo mai valorizzare le realtà italiane e italiche nel mondo. Fra qualche giorno – ha aggiunto il deputato del Pd eletto nella ripartizione America Meridionale – l’Università di Padova darà una laurea honoris causa a un imprenditore originario del Veneto che vive nel Rio Grande do Sul e che acquista, soltanto per la sua italicità, 120 milioni di euro, ogni cinque anni, di prodotti e attrezzature in Italia. Un esempio concreto che , insieme a tanti altri, potrebbero essere conosciuti nel nostro Paese se rai Italia fosse vista in Europa e in Italia”.

Ha infine preso la parola il Consigliere di Amministrazione della Rai Francesco Angelo Siddi che ha spiegato come la Rai si trovi in una delicata fase di cambiamento a cavallo fra la convenzione appena approvata e il contratto di servizio che deve arrivare. Da Siddi è stato rilevato come Rai Italia, nonostante gli ottimi risultati conseguiti, sia però ancora oggi vista all’interno dell’azienda come qualcosa di particolare. “Rai Italia – ha affermato Siddi – deve essere considerata nel sistema integrato della Rai con piena dignità. E’ una battaglia che però da soli non si riesce a vincere, per questo dobbiamo aprire al coinvolgimento del Parlamento e lavorare per la sensibilizzazione Rai nel suo complesso. C’è però un problema. Se infatti la convenzione Rai, che è stata appena approvata, non sarà seguita da un contratto di servizio molto chiaro su questo punto , vi è il rischio che si possano ridurre le risorse  per Rai Italia. Questo perché dalla nuova convenzione sembrerebbe che tutte le risorse debbano provenire dal canone. Ora il finanziamento di Rai Italia, quel poco che c’è, è extra canone. Quindi bisogna trovare la modalità per cui o si obbliga la Rai a riorganizzarsi facendo economie altrove,  ed è lì la sfida del piano industriale, oppure ci deve essere un finanziamento extra di supporto, ma con degli obblighi che vadano oltre a quanto pur di buono viene fatto adesso. Ad esempio il discorso delle sinergie con gli altri canali Rai deve diventare nel piano editoriale un elemento centrale e non un episodio lasciato alla buona intesa fra direttori di Rai Italia e altre reti Rai, perché altrimenti l’informazione di ritorno non sarà sistematica , ma una vicenda fatta di episodi positivi… Questo tema di Rai Italia – ha concluso Siddi – dovrà avere una sua centralità nel piano editoriale della Rai, altrimenti non avrà il mio voto”. (G.M. – Inform)  

 

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