CONVEGNI
Il 26 febbraio un’iniziativa per sollecitare il superamento dell’attuale sistema di riconoscimento delle domande di asilo organizzata dal Cir in occasione dei sui 25 anni di attività
ROMA – Si svolgerà il 26 febbraio alle ore 15 presso la Sala Aldo Moro della Camera dei Deputati la tavola rotonda intitolata “Il Sistema Dublino e il Principio di Solidarietà intra-UE”, organizzata dal Consiglio italiano per i Rifugiati per sollecitare un superamento dell’attuale sistema europeo di riconoscimento delle domande di asilo e in occasione del suo 25° anniversario.
Una riflessione che si rende necessaria alla luce degli sbarchi sempre più numerosi sulle coste italiane e del parallelo incremento delle domande di asilo, e che muove dal principio di solidarietà tra gli Stati membri dell’Unione in materia di controllo delle frontiere, asilo e immigrazione.
Alla tavola rotonda, presieduta dal presidente del Cir, Roberto Zaccaria, interverranno Mario Morcone, capo del Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell’Interno, Michele Nicoletti, membro della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati, Carlo de Chiara, consigliere della Corte di Cassazione, Laurens Jolles, delegato dell’UNHCR per il Sud Europa, Christopher Hein, direttore del CIR, Giandonato Caggiano dell’Università di Roma Tre, Marcello Di Filippo dell’Università di Pisa e Chiara Favilli dell’Università di Firenze.
Sono stati invitati ad intervenire il ministro per gli Affari Esteri Paolo Gentiloni, il sottosegretario alle Presidenza del Consiglio dei Ministri Sandro Gozi, il Sottosegretario all’Interno Domenico Manzione, e Michele Bordo, presidente della Commissione Politiche dell’Unione Europea della Camera dei Deputati.
L’Italia – rileva il Cir – è ormai il più importante punto di ingresso di migranti in Europa: nel 2014 sono arrivati via mare 170.000 migranti e gli arrivi nel 2015 si sono intensificati. La situazione in Libia fa presagire un flusso sempre maggiore: nessun altro Stato membro – avverte la nota – ha mai affrontato un tale numero di persone che attraversano in modo irregolare le frontiere esterne dell’Unione. Molte di queste persone sono rifugiati: lo scorso anno l’Italia ha ricevuto ben 64.000 domande d’asilo e il 60% di persone ha ricevuto una forma di protezione.
Il Cir segnala come la posizione geografica e geopolitica dell’Italia ponga il nostro Paese di fronte a sfide sempre più ardue, sfide che richiedono a tutta l’Unione Europea di prestare soccorso in mare e dare accoglienza ai rifugiati. Nel 2013 il 70% dei richiedenti asilo si è concentrata in appena cinque Stati: Germania, Svezia, Italia, Francia e Regno Unito. Questo – rileva il Cir – nonostante l’articolo 80 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea stabilisca il principio di solidarietà tra gli Stati membri dell’Unione in materia di controllo delle frontiere, asilo e immigrazione, principio che deve governare le azioni dell’Unione Europea e dei singoli Stati.
Per il Consiglio Italiano per i Rifugiati il Sistema Dublino, che determina lo Stato membro competente ad esaminare le domande di asilo partendo dal principio dello Stato che permette l’ingresso nel territorio dell’Unione, non è adeguato e trascura le situazioni individuali di chi è costretto alla fuga e alla ricerca di protezione effettiva in altri Paesi. Si richiamano inoltre le gravissime lacune delle condizioni di accoglienza e di integrazione in Italia.
L’obiettivo dell’incontro, a distanza di 25 anni dall’entrata in vigore della Convenzione di Dublino, è quindi stimolare un dibattito per il superamento di tale sistema, alla luce del Trattato di Lisbona e, in particolare, del principio di solidarietà tra Stati. Si valuteranno in particolare le prospettive per azioni giurisdizionali che, sulla falsariga delle sentenze già pronunciate dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea e dalla Corte Europea dei Diritti Umani, chiariscano se “Dublino” sia conforme ai principi generali dell’ordinamento dell’Unione europea e se sia dunque necessaria una sua profonda revisione. La discussione verterà poi sulla possibili modalità di un suo superamento o di riduzione degli effetti più nocivi sui richiedenti protezione internazionale e beneficiari dello status, seguendo anche le linee tracciate dalla Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea appena conclusa. (Inform)