FARNESINA
(fonte immagine Farnesina)
MILANO – Nel quadro degli Stati Generali della Diplomazia 2024, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha aperto presso l’Università Bocconi di Milano la seconda edizione della Conferenza nazionale dell’export e dell’internazionalizzazione delle imprese. Con un ampio numero di partecipanti registrati e più di 700 incontri tra Ambasciatori e rappresentanti delle imprese, che consentiranno di stabilire contatti operativi volti ad approfondire nuove opportunità di ingresso nei mercati esteri, la conferenza rappresenta un momento chiave per rafforzare il supporto alle nostre imprese che vogliono crescere nel mondo. Questa azione proseguirà nelle prossime settimane attraverso ulteriori incontri, anche in modalità virtuale, tra Ambasciate e imprese, volti ad approfondire le prospettive di sviluppo delle attività delle imprese nei rispettivi mercati. Nell’intervento di apertura Francesco Billari (Rettore Università Bocconi) ha spiegato che l’obiettivo di giornate come questa è quello stabilire le strategie di internazionalizzazione del sistema Italia, con tre tratti distintivi: favorire l’apertura internazionale, interagire con il mondo delle imprese, far crescere la reputazione dell’Italia a livello globale. Billari ha aggiunto che queste sono anche le direttrici strategiche dell’Università Bocconi. “Rappresentiamo come università una piattaforma aperta al mondo, con l’obiettivo di generare ricerca e favorire la circolazione dei talenti”, ha rilevato il Rettore sottolineando come la Bocconi abbia università partner in oltre 50 Paesi, con un interscambio costante anche tra studenti e docenti a livello internazionale. Formazione, ricerca, dialogo con la società: queste sono in sostanza le tre chiavi di lettura vincenti secondo il Rettore. Dal canto suo Attilio Fontana (Presidente Regione Lombardia) ha ricordato come la Lombardia sia per numeri la porta di accesso privilegiata all’Italia sotto il profilo dell’internazionalizzazione. Fontana si è riferito ai numeri dell’export ma anche alla capacità di fare squadra, accompagnando gli imprenditori lombardi all’estero. “Questo si realizza grazie alla collaborazione tra istituzioni, mondo accademico e delle imprese, ma anche con quello delle ambasciate”, ha spiegato Fontana. E’ stata poi la volta del Ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha spiegato le motivazioni della scelta della sede dell’incontro. “Milano è la capitale economica del nostro Paese; abbiamo scelto la Bocconi perché da qui escono tanti economisti italiani”, ha esordito Tajani ricordando il ruolo dell’Italia e l’alto livello del nostro Paese come manifattura. “Ma l’Italia, così come l’Europa, ha bisogno di una nuova e forte politica industriale e il Ministero degli Esteri non può non essere protagonista di questa stagione”, ha aggiunto il Ministro auspicando la valorizzazione dei prodotti italiani all’estero. Tajani ha parlato della necessità di una cooperazione estesa a tutta la rete italiana all’estero, comprendendo anche entità come Ice, Simest e Sace. Il Ministro ha evidenziato come l’export rappresenti il 40% del Pil per un giro d’affari di oltre 600 miliardi. “L’obiettivo è quello dei 700 miliardi entro la fine di questa legislatura”, ha precisato Tajani anticipando l’idea di una riforma della struttura del Ministero degli Esteri orientata a queste finalità. “Non si può fare export se non c’è un forte sistema di banche che accompagni la nostra attività imprenditoriale al di là dei confini”, ha aggiunto Tajani preoccupato dal mercato interno europeo per via della situazione che stanno vivendo Francia e Germania. “Il mercato interno è fondamentale, non possiamo sottovalutarlo. Servono l’armonizzazione fiscale e l’unione bancaria”, ha detto il Ministro auspicando inoltre una difesa comune orientata anche al sostegno della crescita economica. Il Ministro degli Esteri ha anche segnalato l’aumento del costo energetico e per questo ha menzionato la via del moderno nucleare come possibile soluzione. Si è poi parlato della guerra in Ucraina e di quella in Medio Oriente, ma è stata espressa preoccupazione anche per la questione dei possibili dazi relativamente agli Usa e per le politiche economiche della Cina. Tajani ha quindi accennato ad altre zone del mondo dove è forte l’interesse dell’Italia: il Sudamerica, l’Indo-Pacifico, l’Africa ed i vicini Balcani. Per il 2025 è stato ricordato l’Expo di Osaka dove il padiglione italiano dovrà essere “una straordinaria sorpresa, in una regione strategica”, ha spiegato Tajani annunciando poi che nell’estate prossima, a Roma, si terrà la conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina. Il Ministro ha poi parlato dell’industria del settore sportivo, da valorizzare non soltanto a fini turistici. Per l’anno prossimo sarà in programma anche una giornata dedicata all’italofonia, per usare la lingua come strumento di maggiori opportunità per l’Italia. A fine gennaio invece sarà firmato un protocollo d’intesa con le associazioni di categoria più rappresentative del settore della moda. “Useremo tutto ciò che è italiano per metterlo a sistema e accompagnare le imprese italiane che vogliono andare nel mondo”, ha spiegato Tajani ricordando l’importanza delle piccole e medie imprese. “Il prodotto italiano è sempre apprezzato”, ha aggiunto il Ministro invitando tutti a valorizzare il marchio italiano anche alla luce dell’avanzata del cosiddetto “italian sounding”. Tajani ha inoltre parlato della necessità di favorire innovazione e ricerca, un qualcosa da fare in sintonia con gli altri Ministeri. Emanuele Orsini (Presidente Confindustria) si è detto d’accordo con le parole del Ministro degli Esteri quando ha affermato che imprese e banche devono essere insieme. “I nostri obiettivi sono quelli della crescita e della competitività come sistema”, ha spiegato Orsini consapevole della difficoltà del riuscire a fare diplomazia nel contesto di crisi internazionali e dei conflitti in atto. Dal punto di vista economico, sul fronte interno europeo, invece preoccupa la crisi del settore delle auto. “Abbiamo bisogno di una vera politica energetica e di un mercato unico europeo dell’energia”, ha aggiunto Orsini auspicando anche una rinegoziazione con gli Stati Uniti sul fronte dei dazi. Il Presidente ha inoltre ricordato che negli ultimi anni la crescita degli USA è stata di gran lunga superiore a quella dell’Europa: “c’è un gap competitivo”, ha rilevato Orsini vedendo come fondamentale anche l’accordo con il Mercosur e quindi con i mercati latinoamericani. Si è poi parlato dell’importanza dei nuovi rapporti con l’Africa, anche attraverso il Piano Mattei. Antonio Patuelli (Presidente ABI) ha ribadito l’importanza della collaborazione istituzionale con le imprese e le banche. “Ho incontrato in tante parti del mondo Ambasciatori italiani che si prodigano a sostegno degli interessi legittimi delle imprese italiane”, ha rilevato Patuelli sottolineando come imprese e banche operino spesso in questa visione di intenti volta non solo alla qualità del prodotto ma alla pienezza della legalità. “Le banche che operano in Italia sono oggi più solide: esse sono il più complesso anello di connessione tra i settori dell’economia ed è indispensabile che siano sane e trasparenti”, ha aggiunto il Presidente ABI parlando quindi di crescite che siano quantitative e qualitative allo stesso tempo. Anche Patuelli ha espresso preoccupazione per i conflitti in atto, soffermandosi soprattutto sulla delicata situazione del Mar Rosso per il passaggio delle merci. (Inform)