ITALIANI ALL’ESTERO
ROMA – Al “question time” di oggi il senatore Aldo Di Biagio (PI) ha rivolto un quesito al ministro dei Beni culturali e del Turismo Dario Franceschini, a proposito dell’introduzione, nel cosiddetto “decreto del fare” dello scorso anno, di una norma che ha abolito il diritto al rimborso dell’IVA delle agenzie di viaggio extra Ue sugli acquisti e prestazioni effettuati in Italia a diretto vantaggio dei viaggiatori. Una norma, che sarebbe stata sollecitata dall’Agenzia delle entrate ed il cui superamento è stato chiesto anche da un altro senatore eletto in Europa, Claudio Micheloni.
Pur consapevole del fatto che tale disciplina non è di diretta competenza del MIBAC – ha detto Di Biagio -, ritengo che gli effetti di questa ricadano invece pienamente nell’ambito operativo del dicastero, compromettendo quelle progettualità di rilancio del turismo, soprattutto alla vigilia dell’Expo 2015. Chiedo dunque quale iniziativa si intende intraprendere al fine di compensare l’effetto negativo sul turismo legittimato dalla norma e se si intende sollecitare, presso le opportune sedi, una rettifica della disciplina che colloca l’offerta turistica italiana in una situazione di svantaggio rispetto ai competitor europei.
In sede di replica, Di Biagio si è detto consapevole del carattere complesso del quesito posto, soprattutto in termini di sussidiarietà delle competenze; tuttavia ritiene che questo sia un nodo cruciale per le linee guida di gestione dei programmi di valorizzazione del turismo italiano.
Infatti, questa disciplina andrà a condizionare l’offerta turistica italiana nei paesi non membri dell’UE, ponendoci in situazione di svantaggio in quanto nel resto d’Europa non esiste una disciplina fiscale di questo tipo.
Secondo Di Biagio, tutto questo assume un aspetto paradossale se si tiene conto che il nostro Paese rappresenta la prima scelta dei tour operator extra Ue e che per il biennio 2013-14 era previsto un incremento del 3% dei flussi turistici. Ovviamente questa previsione risale a ben prima dell’entrata in vigore della norma, e i dati degli ultimi mesi non sembrano confermare questo trend.
Se poi si tiene conto che non mancano le iniziative volte ad incrementare il turismo in Italia alla vigilia dell’Expo Milano , come quella che coinvolge alcune compagnie aree che stanno aderendo al programma turistico 2015 “Italiani nel Mondo” che è collegato all’Expo, con tariffe promozionali per stimolare gli italiani che vivono all’estero e i cittadini stranieri di origine italiana a visitare l’Italia, ci rendiamo conto che la contraddizione è evidente.
Trovandoci alla vigilia dell’Expo 2015 su cui il nostro paese ha investito tanto, e che pone l’Italia come osservato speciale, siamo certi – ha concluso Di Biagio – che si possa rimediare a questa svista fiscale tanto onerosa per il nostro paese. (Inform)