MUSICA
TIRANA – L’Istituto Italiano di Cultura di Tirana è lieto di sostenere la II edizione del Festival “Gjon Mili” Jazz & Blues che si svolgerà dal 12 al 15 luglio a Tirana e Korça con la partecipazione del vibrafonista, percussionista e compositore Olmo Chittò in concerto con l’Andi Kongo Quartet , e del Giuseppe Santelli Trio I concerti in programma: 12 e 13 luglio ore 21:30 a Tirana presso Reja.al; 15 luglio ore 20:30 a Korça presso Pazari Vjeter. Ingresso libero.
Olmo Chittò inizia lo studio degli Strumenti a Percussione presso l’Associazione Filarmonica “Isidoro Capitanio” di Brescia col M° Alberto Pezzagno. Nel 2012 conclude il corso tradizionale di Strumenti a Percussione presso il Conservatorio “Evaristo Felice dall’Abaco” di Verona, diplomandosi con lode e menzione speciale nella classe del M° Saverio Tasca. Lo stesso anno vince il concorso per giovani solisti indetto dalla Fondazione Arena, suonando poi come marimba solista con l’Orchestra dell’Arena di Verona. Ha frequentato il Biennio Jazz del Conservatorio “Francesco Antonio Bonporti”di Trento, laureandosi nel 2019 con lode e menzione speciale col M° Paolo Silvestri. Ha lavorato con o per: Peppe Servillo, Geoff Westley, Fulvio Sigurtà, Paolo Alfonsi, Simona Severini, Rondò Veneziano, Orchestra Filarmonica Italiana, ParadICE Music (suonando gli strumenti di ghiaccio di Tim Linhart ad oltre 2000 metri di quota), Mátti Kovler; effettuando tournée in Russia, Germania, Italia, Croazia e Svizzera. Ha registrato per Naxos, Stradivarius, Squilibri, Scomegna, Ritmo&Blu e Sonitus. Ha scritto musiche per spettacoli di Fondazione AIDA (Vero(na), Bam!Bam!Teatro (Verona), deSidera (Bergamo), Teatro San Marco (Trento), Teatro Pan (Lugano), oltre che per il lungometraggio “Cent’Anni di Solitudine”, per l’Associazione Filarmonica “Isidoro Capitanio” (Brescia) e per Rusty Brass.
Nel 2013, dopo oltre diecimila chilometri di autostop attraverso Slovenia, Croazia, Bosnia, Montenegro, Albania, Macedonia, Grecia, Turchia, Iran, Turkmenistan, Uzbekistan, Kyrgyzstan e Cina raggiungeva Ulaanbaatar, la capitale della Mongolia: da questo viaggio e dall’urgenza di esprimere in forma coerente l’esperienza del dialogo con l’altro, dell’imprevedibile e del transeunte prende vita “Di Passaggio”, diario musicale nato dal dialogo intimo con la strada e trasformato in una più generale riflessione musicale sul senso dello stare e dell’andare. (Inform)