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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Al Viminale la riunione del Tavolo di confronto con i rappresentanti di associazioni e comunità islamiche presenti in Italia

INTEGRAZIONE E SICUREZZA

L’incontro presieduto dal ministro dell’Interno, Marco Minniti. Tra i temi affrontati la formazione degli Imam, il riconoscimento dei luoghi di culto, l’uso della lingua italiana nei sermoni, la condizioni dei giovani e delle donne musulmane

 

ROMA – Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha presieduto al Viminale la riunione del Tavolo di confronto con i rappresentanti delle associazioni e delle comunità islamiche presenti in Italia, istituito al fine di approfondire i temi connessi alla presenza islamica nel nostro Paese, con particolare riferimento alle questioni che possono costituire ostacolo all’integrazione e all’esercizio dei diritti civili, ivi compresi quelli connessi alla libertà religiosa e alla convivenza sicura e pacifica nell’ambito della nostra società.

I partecipanti hanno evidenziato come la convocazione sia segnale di grande attenzione verso le comunità musulmane e hanno posto l’accento, in particolare – si legge nella nota diffusa dal Viminale in proposito, – sulla centralità del dialogo, evidenziando l’impegno continuo e comune delle comunità e associazioni per la coesione sociale e la coesistenza pacifica delle culture ai fini del rafforzamento del rispetto dei valori comuni. In tale prospettiva, è stata rappresentata l’urgenza di misure volte ad avviare concretamente processi di integrazione che coinvolgano soprattutto i giovani immigrati di seconda generazione.

Sono state affrontate, altresì, le questioni connesse alla formazione degli Imam, al riconoscimento dei luoghi di culto, alla condizione dei giovani e delle donne musulmane. Inoltre, è stata evidenziata l’importanza del riconoscimento giuridico delle associazioni in ente di culto.

Minniti, dopo aver espresso apprezzamento per il lavoro svolto dal Tavolo, caratterizzato – ha detto – da una forte maturità e grande disponibilità al dialogo, ha posto l’accento sull’importanza del processo d’integrazione e di inclusione sociale, sia per favorire la crescita di un Paese, sia per la sicurezza della collettività.

Il Ministro dell’Interno ha auspicato, inoltre, che, partendo dell’esperienze pattizie positive territoriali avviate in alcune regioni, intese a costruire una cittadinanza attiva condivisa, interessata al bene comune nel rispetto delle differenze religiose e culturali, le comunità musulmane italiane possano pervenire in tempi rapidi ad un accordo nazionale. Un patto, cioè, che le organizzazioni stesse si impegnano responsabilmente a rispettare e che riunisca e traduca operativamente, pur nella differenza dei punti di vista che esistono all’interno della comunità islamica italiana, le proposte discusse e condivise dal Tavolo ministeriale con particolare riferimento alla formazione degli Imam, ai luoghi di culto – che devono essere pubblici e riconoscibili, – all’uso della lingua italiana nei sermoni e alla condizioni dei giovani e delle donne musulmane. (Inform)

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