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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Al MEI l’incontro sul libro di Rosanna Bolognini “Tra argentinizzazione e voto all’estero: profili di storia della partecipazione politica degli italo-argentini”

ITALIANI ALL’ESTERO

 

GENOVA – Per il ciclo di incontri MEI-CISEI è stato presentato nei giorni scorsi, presso il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana di Genova, il libro di Rosanna Bolognini intitolato “Tra argentinizzazione e voto all’estero: profili di storia della partecipazione politica degli italo-argentini”, edito da Albatros nel 2023. L’opera, frutto di un’approfondita ricerca storica e sociologica, esplora il complesso rapporto tra identità nazionale e partecipazione politica degli italiani emigrati in Argentina. L’autrice, introdotta da Fabio Capocaccia (presidente CISEI), ha precisato che l’obiettivo del libro è far conoscere una pagina della storia dell’emigrazione italiana, quella riguardante l’America Latina, forse meno nota rispetto alla quantità di pubblicazioni dedicate invece all’America del Nord. Il libro di Bolognini ripercorre le quattro fasi dell’emigrazione italiana in Argentina: dall’emigrazione di massa avuta dall’era postunitaria italiana fino allo scoppio della Prima guerra mondiale, passando per gli anni stessi del conflitto, toccando la tappa successiva alla Seconda guerra mondiale fino ad arrivare all’ultimo periodo, che è quello che va dagli anni ’80 fino ai nostri giorni. Nel suo intervento l’autrice ha spiegato che il concetto identitario di italo-argentino è come un qualcosa di ibrido: è ciò che l’Argentina ha dato agli italiani accogliendoli e ciò che è stato mantenuto saldo in termini di valori dagli italiani in Argentina. Certamente il processo di integrazione non è stato privo di difficoltà, dovute anche a una certa diffidenza iniziale degli argentini che vedevano negli italiani una sorta di concorrenza lavorativa. Se da un lato c’è sempre stata una questione relativa all’identità e alla cittadinanza, dall’altro lato invece non è mancato neanche l’interesse verso la partecipazione politica e l’attivismo: cosa facilitata dalla Legge Tremaglia sul voto all’estero per corrispondenza, che ha sortito i suoi effetti per la prima volta nel 2006. Secondo Bolognini il libro è utile per costruire ponti tra culture e per vedere con occhi diversi i fenomeni migratori. L’autrice ha anche sottolineato come, a differenza di chi emigrava in altri Paesi europei, gli italiani che si dirigevano al di là dell’Oceano spesso avevano la consapevolezza che non sarebbero più tornati in Italia e quindi vivevano l’emigrazione con un senso di abbandono. “La distanza materiale era anche distanza culturale; l’emigrante doveva accettare il fatto che doveva lasciarsi tutto alle spalle”, ha rilevato l’autrice leggendo un brano del libro. Tra le tematiche poste in rilievo Bolognini vi è anche il cambiamento riscontrato tra emigrazione storica e la nuova mobilità: questo perché, mentre gli emigrati di una volta sentivano la necessità di partecipare alla vita associativa, le nuove generazioni sembrano essere più distanti da questo mondo. “Gli italiani in Argentina non solo si sono inseriti ma hanno dominato nella cultura”, ha dal canto suo sottolineato Fabio Capocaccia ,evidenziando che più in generale ci sono stati anche casi di emigrati di successo che sono poi anche riusciti a reinvestire nel luogo d’origine.  (Inform)

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