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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Al Maeci l’evento economico “La nuova Libia si presenta alle imprese italiane”

FARNESINA

ROMA – In occasione della visita del Primo Ministro libico, Abdelhamid Dabaiba, la Farnesina ha ospitato l’evento economico “La nuova Libia si presenta alle imprese italiane”. Sono intervenuti il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, il Primo Ministro libico, Abdelhamid Dabaiba, con la moderazione del Sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano. Di Stefano ha parlato delle necessità di stabilire un partenariato con la Libia su settori strategici e di comune interesse. Questi sono di fatto i settori chiave e prioritari: energia elettrica, telecomunicazioni e gestione dell’ambiente. Di Stefano ha evidenziato l’opportunità di stringere accordi bilaterali su energie rinnovabili e infrastrutture: non è esclusa la possibilità di un memorandum d’intesa. “Sulle telecomunicazioni l’auspicio è che la Libia possa contare su una rete stabile in tempi certi e sviluppare così un’infrastruttura digitale sicura: tutto questo deve essere reinserito in un’economia circolare e sostenibile”, ha spiegato Di Stefano menzionando il ruolo delle imprese italiane in questa fase di normalizzazione e ricostruzione della Libia. “Anche sulla cooperazione sanitaria le imprese italiane sono pronte a fornire il proprio contributo, con strumenti innovativi per migliorare il sistema sanitario libico. Sulla sicurezza pensiamo si possa poi far fronte alla crescente richiesta di cyber security. Le relazioni economiche e commerciali con la Libia sono sempre state intense, perché da sempre c’è un forte interesse tra le aziende dei due Paesi”, ha aggiunto Di Stefano ricordando la Commissione congiunta italo-libica dello scorso dicembre che si auspica venga riconvocata presto. Il Ministro Di Maio ha espresso soddisfazione per l’idea di poter contare su una Libia nuova e unita. “Le nostre imprese possono guardare alla Libia con rinnovata fiducia e questa riunione costituisce un ulteriore tassello di rilancio del partenariato tramite il processo di transizione in atto nel Paese: il percorso verso la pace ha ricevuto un nuovo impulso e il Governo di unità nazionale è per noi un interlocutore rappresentativo di tutto il Paese con il quale pianificare gli investimenti in Libia. L’Ambasciata ha continuato ad operare anche nei momenti più difficili”, ha spiegato Di Maio ricordando l’imminente riattivazione del Consolato a Bengasi e l’istituzione di un Consolato onorario a Sebha mentre a Tripoli ci sarà un desk promozionale per le imprese italiane. “La Libia sia la casa del sistema produttivo italiano: le migliori forze produttive italiane vogliono essere protagoniste del partenariato e del processo di ricostruzione del Paese. Tra Italia e Libia esiste una lunga collaborazione sul piano economico e industriale”, ha aggiunto Di Maio rievocando dati economici: nel 2020 l’Italia risultava primo cliente della Libia con 2,5 miliardi e mezzo di euro in interscambio mentre nel 2012 gli scambi commerciali avevano raggiunto la cifra di 15 miliardi di euro. Di Maio ha ricordato anche il Forum economico di Agrigento nel 2018 e la Commissione economica congiunta italo-libica già riunitasi una prima volta. “Le aziende presenti oggi rappresentano l’eccellenza del sistema produttivo italiano e vogliamo continuare a mettere al servizio della società libica il meglio del nostro tessuto economico e tecnologico”, ha precisato Di Maio auspicando che le imprese possano operare in un rinnovato clima di sicurezza. Il Premier libico Dabaiba ha parlato di una visita prettamente a carattere economico per fare in modo che ci siano programmi realizzabili in una cooperazione positiva. E’ stata espressa soddisfazione per la decisione italiana di aver mantenuto aperta l’Ambasciata nonché per le ulteriori aperture annunciate dallo stesso Di Maio. Dabaiba ha accennato anche al problema dell’immigrazione illegale.

“Gli ultimi dieci anni sono stati molto duri con un impatto forte sul nostro Paese, dividendo le istituzioni: abbiamo attraversato un periodo molto difficile che ha visto anche l’esportazione del petrolio bloccarsi e i vari progetti che venivano eseguiti dalle aziende italiane in gran parte fermati”, ha spiegato il Premier libico parlando del problema sicurezza sul quale bisogna lavorare dopo un decennio duro. “Con la pace vogliamo offrire un Paese vicino e amico, un partner e un Paese fratello: vorremmo superare i vincoli che ostacolano le imprese italiane e la nostra speranza è trovare punti positivi per lo scambio commerciale e la riapertura dello spazio aereo tra i due Paesi”, ha precisato Dabaiba chiedendo aiuti e investimenti nel settore sanitario e delle infrastrutture. (Inform)

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