direttore responsabile Goffredo Morgia
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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Al Maeci la presentazione del Rapporto Ance 2017

FARNESINA

 

Cresciuto nel 2016 del 17,8% il fatturato all’estero delle imprese italiane di costruzione. Con il 23,8% di nuove commesse è il Nord America la prima area di espansione delle nostre aziende

Alfano (Maeci): I numeri sono molto importanti perché è uno dei migliori risultati di crescita degli ultimi anni e anche il fatturato nazionale è in aumento

Campana (Ance): Oggi più che mai la nostra grande sfida è quella di aiutare le piccole e media imprese di costruzione a internazionalizzarsi

 

ROMA – Nuovo boom di crescita del fatturato all’estero delle imprese italiane di costruzione nel 2016 (+17,8%); fatturato estero nel 2016 superiore ai 14 miliardi e lieve aumento nel medesimo anno del fatturato in Italia delle stesse imprese (+ 2,6%); 244 nuovi lavori aggiudicati nel 2016 oltreconfine per un valore di oltre 20 miliardi di euro. Sono questi alcuni dati del Rapporto Ance 2017, giunto alla undicesima edizione, sulla presenza delle imprese di costruzione italiane nel mondo.

Dall’indagine, presentata oggi alla Farnesina, viene evidenziato come nel mondo vi siano 686 cantieri italiani aperti. Sono inoltre 90 i paesi cui in risultano presenti le imprese italiane, con 10 nuovi mercati conquistati nel 2016. In questo contesto per la prima volta il 23,8% delle nuove commesse del 2016 si sono concentrate nel Nord America. La seconda e terza area di espansione risultano essere l’Africa Sub Sahariana e il Medio Oriente con il 17,6% ciascuna. A seguire l’Asia con il 13,3%. Secondo il Rapporto per la prima volta gli Stati Uniti, con un valore di commesse pari a 4 miliardi, appaiono al vertice dei primi 10 mercati nel  2016. Sempre nel medesimo anno nei 22 Paesi dell’Ocse si sono raggruppate il 46,3% del totale delle nuove commesse. Per lo stesso periodo il valore delle nuove commesse nei Paesi del G20 è stato invece di 7,2 miliardi di euro. Dal Rapporto vengono anche evidenziate quali sono le opere più richieste. In questo elenco troviamo in prevalenza le infrastrutture stradali e autostradali (131 cantieri aperti per un totale di 20 miliardi di euro). A seguire le opere idrauliche, che rappresentano il 16,9% del portafoglio lavori, il settore ferroviario e la realizzazione di metropolitane. Cresce anche l’edilizia residenziale che ne 2016 rappresenta oltre il 10% del portafoglio dei lavori (9,1miliardi). Il Rapporto Ance si sofferma anche sulla questione degli aiuti pubblici allo sviluppo, rilevando come occorra un disegno strategico europeo per investire in maniera  unitaria nei Paesi di origine dei flussi migratori. L’Ance ritiene estremamente importante il coinvolgimento delle imprese nella progettualità degli interventi di cooperazione e la realizzazione di grandi infrastrutture civili (dighe , strade, ferrovie,impianti elettrici) come strumento essenziale di uno sviluppo sostenibile e duraturo.

L’incontro è stato moderato dal direttore generale per la Promozione del Sistema Paese della Farnesina Vincenzo De Luca che ha sottolineato come la presentazione dell’undicesimo Rapporto Ance rappresenti un appuntamento fondamentale per fare il punto sulla proiezione internazionale delle nostre imprese di costruzione e sullo stato di accompagnamento che la rete diplomatica italiana offre alle aziende nell’ambito dell’azione di diplomazia economica. “Ogni rapporto – ha affermato De Luca nel corso del dibattito – contiene i risultati e i successi,  ma anche le sfide che ci attendono nei prossimi anni , perché il mercato mondiale si fa più complesso e vi è la necessità di attrezzarsi sempre più come sistema e di avere supporti e strumenti finanziari adeguati. Però lasciatemi dire – ha aggiunto De Luca – che senza il successo del fatturato estero delle imprese di costruzione, che si è praticamente quintuplicato dal 2004 al 2016, noi avremmo perso capacità industriali, occupazionali e tecnologiche. Quindi c’è una strada obbligata per il Sistema che presenta opportunità e sfide che dobbiamo saper cogliere insieme”.

“Mi sento di dire con orgoglio – ha esordito il ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale Angelino Alfano – che noi con le nostre imprese di costruzione all’estero siamo stati vincitori di una sorta di campionato del mondo. Basta infatti pensare all’allargamento del canale di Panama, al terzo ponte sul Bosforo alle dighe in Etiopia o alla metropolitana di Lima per capire che le nostre imprese stanno conquistando primati mondiali nella realizzazione di opere pubbliche”. “I numeri – ha proseguito Alfano – sono molto importanti perché il fatturato delle imprese italiane di costruzione all’estero ha conseguito nel 2016 una crescita vicina la 18 %, superando i 14 miliardi di euro. Questo è un elemento di straordinaria importanza perché è uno dei migliori risultati di crescita degli ultimi anni e anche il fatturato nazionale è in aumento”. Questi numeri , secondo il ministro,  fanno inoltre capire come queste aziende, nonostante “l’apnea” del mercato nazionale abbiano avuto la forza di trovare ‘ossigeno’ all’estero, una strada che può essere percorsa solo da imprese di straordinaria qualità.

Alfano ha poi sottolineato come l’azione di diplomazia economica della Farnesina porti un impatto positivo sul Pil italiano molto

superiore alle risorse utilizzate, pari allo 0,01% del Bilancio dello Stato, per il funzionamento del Maeci e della sua rete all’estero.

“Quindi – ha precisato il ministro – per ogni euro che si versa dal punto di vista dell’erario pubblico alla Farnesina, vi sono 20 euro di ritorno”. Alfano ha anche ricordato l’azione di sostegno della Farnesina all’Ance “in importanti missioni a Londra, a Strasburgo, in Montenegro, in Bosnia Erzegovina e a Bruxelles per accrescere le nostre capacità di accedere ai fondi europei e a quelli delle principali istituzioni finanziarie internazionali. L’anno prossimo – ha continuato Alfano – dal punto di vista strategico sarà l’anno dei Balcani e del Mediterraneo che sono tradizionalmente i bacini più importanti per la nostra crescita e la nostra sicurezza, ovviamente senza dimenticare i mercati emergenti. Continueremo a convocare i tavoli tematici per aeroporti, porti e ferrovie e a segnalare dalle nostre ambasciate e consolati nel mondo le opportunità per le imprese nella filiera delle infrastrutture”.

Alfano, dopo aver segnalato la positiva esperienza dell’ultima Conferenza degli Ambasciatori Italiani nel Mondo in cui è stata organizzata una interlocuzione diretta fra diplomatici e imprenditori, ha lanciato un invito alle imprese affinché utilizzino al meglio i canali della Farnesina. Una struttura dotata di una rete diplomatico consolare di altissimo livello qualitativo che ha come  aspetto qualificante la proiezione economica. Portando ad esempio il positivo lavoro delle imprese italiane negli anni passati per la costruzione in Pakistan della diga di Tarbela e ai nostri giorni per la riparazione della diga di Mossul in Iraq, due strutture altamente simboliche, il ministro ha sottolineato come la missione dell’Italia sia, ieri come oggi,  quella “di costruire speranza , pace e prosperità” .

“L’Associazione nazionale costruttori edili – ha spiegato il presidente dell’Ance Giuliano Campana – sostiene il processo di crescita industriale del settore e in questo contesto promuove con decisione l’internazionalizzazione dell’industria italiana delle costruzioni. Un’industria che, per tecnologia, capacità di progettazione, di esecuzione e di gestione, è una delle più importanti e avanzate nel mondo . Le nostre imprese di costruzione – ha continuato Campana – investono nei vari paesi e soprattutto lavorano insieme alle aziende locali, diventando parte integrante del tessuto economico, trasferendo poi tecnologia e contribuendo soprattutto alla formazione dei collaboratori locali. Facendo leva su questi punti di forza le attività internazionali dell’Ance negli ultimi tempi sono molto cresciute”.

Campana ha evidenziato come i positivi risultati all’estero delle imprese di costruzione italiane, le cui attività oltre confine crescono in maniera costante ormai da 12 anni, non sarebbero stati possibili senza la presenza e l’indispensabile collaborazione della Farnesina e della sua rete all’estero. “L’azione per consentirci di competere sui mercati globali alla pari dei nostri competitori – ha aggiunto il presidente dell’Ance  – richiede sforzi importanti e coordinati tra istituzioni e settore privato. Oggi più che mai il successo dipende dalla competizione tra i Sistemi paese e questo lo vediamo in tutti i mercati in cui operiamo. L’azione diplomatica svolta dal nostro Governo è quindi essenziale per permetterci di operare in un quadro di amicizia e di collaborazione nei paesi che ospitano le nostre imprese…. Oggi più che mai –  ha continuato Campana – la nostra grande sfida è quella di aiutare le piccole e media imprese di costruzione che devono internazionalizzarsi. Le condizioni del mercato nazionale, nel quale la maggior parte di noi è nata e cresciuta, rimangono purtroppo ancora critiche, l’estero può quindi rappresentare sempre di più una scelta strategica soprattutto per queste imprese piccole e medie che hanno compito degli sforzi notevoli per cercare di aumentare la propria presenza sui mercati internazionali. La sfida, è fare sistema: consorzi, raggruppamenti, reti di imprese che uniscano le eccellenze complementari e che consentano rafforzamenti patrimoniali e organizzativi, con un supporto del sistema bancario ancora più fattivo. L’accesso al credito – ha precisato il presidente dell’Ance – rappresenta infatti un punto vitale per consentire una crescita virtuosa e questo vale più che mai per le piccole e medie imprese”. “Come emerge dalle cifre del Rapporto Ance 2017-  ha concluso Campana – l’Italia possiede straordinarie capacità e tutti i requisiti per avere un Sistema paese che sia tra i più competitivi del mondo, tutti noi lo possiamo verificare quando andiamo nei paesi esteri. Bisogna continuare lavoro di squadra per raggiungere risultati sempre più importanti”.

Dal canto suo il vice presidente dell’Ance Giandomenico Ghella ha rilevato come nonostante un calo generalizzato per il terzo anno consecutivo del mercato edilizio nel mondo, le aziende italiane del settore, posizionandosi su mercati alternativi, siano riuscite a continuare il loro percorso di crescita. Dopo aver sottolineato l’esigenza di seguire con attenzione la crescente capacità di penetrazione sui mercati internazionali delle aziende edili cinesi, Ghella ha segnalato come Ferrovie Italiane e Anas si stiano muovendo positivamente nei mercato oltre confine. Il vice presidente dell’Ance ha poi evidenziato sia il positivo contributo alle attività di internazionalizzazione della  Cassa Depositi e Prestiti e della Sace, sia la questione dei crediti storici della Libia. Un problema di cui si sta cercando la soluzione. Segnalato infine da Ghella lo studio preparatorio,  portato avanti in collaborazione con il Maeci, di un programma di formazione mirato su tematiche commerciali per giovani diplomatici. (G.M.- Inform)

 

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