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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Al Maeci il seminario “Global Gateway Ue e Settore Privato – Sfide e opportunità per il sistema Italia”

FARNESINA

 

ROMA – Si è tenuto alla Farnesina il seminario “Global Gateway Ue e Settore Privato – Sfide e opportunità per il sistema Italia”. L’evento è stato organizzato dal Ministero degli Esteri d’intesa con la Commissione UE e in collaborazione con l’Agenzia ICE. Il Global Gateway è la nuova strategia europea volta a promuovere, nei Paesi partner dell’UE, gli investimenti in infrastrutture sostenibili nei settori del digitale, dell’energia e dei trasporti: un contributo dell’UE allo sforzo per superare la carenza di investimenti infrastrutturali a livello mondiale. L’incontro è stato aperto e moderato da Nicola Verola (Direttore generale del Maeci per l’Europa e la politica commerciale internazionale) che ha sottolineato come questo seminario possa rappresentare un’occasione utile e significativa per il dibattito e il confronto sulle sfide e le opportunità all’interno della strategia Global Gateway. “La strategia intende recepire le indicazioni del settore privato e utilizzarle in un’ottica di sistema”, ha spiegato Verola. “La nostra idea, quando abbiamo pensato a questo evento, era di metterci al servizio dei nostri operatori economici fornendo loro le informazioni necessarie per partecipare all’attuazione della strategia”, ha aggiunto Verola ritenendo fondamentale il coinvolgimento del settore privato per il Global Gateway. Jutta Urpilainen (Commissario europeo per i partenariati orientali), in un video messaggio, si è detta convinta del fatto che l’Italia supporti con forza le priorità della strategia d’investimento Global Gateway e del fatto che il nostro Paese sia un membro importante. Urpilainen ha sottolineato come, soprattutto in questo contesto storico, geopolitica ed economia globale siano profondamente interconnesse. Olivér Várhelyi (Commissario europeo per l’allargamento e le politiche di vicinato) ha definito il Global Gateway come la soluzione offerta dall’Unione europea ai partner per sviluppare l’economia. “Tramite questi piani stiamo investendo in connettività nei trasporti, nel digitale e nei mercati”, ha aggiunto Várhelyi sottolineando l’importanza del settore privato. Koen Doens (Direttore generale della Commissione Europa per i partenariati internazionali) ha definito assolutamente necessario il lavoro con il settore privato, tant’è che una delle attività dell’iniziativa consiste nell’intensificare il dialogo proprio con tale settore. “La finalità è quella di poterci interfacciare con voi”, ha rilevato Doens rivolgendosi alla platea e sottolineando come il punto di partenza per avviare questa strategia sia stata la geopolitica con i risvolti economici annessi. Doens ha evidenziato come l’idea sia quella di aumentare non solo la domanda con i partner ma anche gli standard per quanto riguarda lo sviluppo sostenibile, considerando l’intero ciclo di vita di un prodotto o di un servizio. Matteo Zoppas (Presidente Agenzia ICE) ha sottolineato come si stia parlando di investimenti per circa 300 miliardi di euro entro il 2027. “Si può capire che vi sono delle grandissime opportunità per le aziende italiane che, ancora di più in questi tempi, sono particolarmente assistite da quello che viene chiamato sistema Paese”, ha spiegato Zoppas evidenziando la centralità di quella che è conosciuta come “diplomazia della crescita” considerando che “l’export italiano oggi conta circa un terzo del prodotto interno lordo”. Dario Scannapieco (Cassa Depositi e Prestiti) ha accolto con favore l’idea di una risposta europea strutturata come un qualcosa di imprescindibile alle sfide per lo sviluppo infrastrutturale, per superare il mero approccio bilaterale. L’obiettivo è finanziare progetti che siano conformi ai migliori standard focalizzando l’attenzione sulla trasparenza nelle procedure. Regina Corradini (Amministratrice delegata di Simest) ha ricordato che Simest si occupa dell’internazionalizzazione delle imprese italiane che rappresentano l’ossatura dell’economia del Paese. È quindi importante sostenere tramite il Global Gateway non solo le grandi imprese ma anche quelle di piccole e medie dimensioni. Corradini ha ricordato che sono stati recentemente innovati gli strumenti a disposizione perché fossero il più possibile efficaci per aiutare le imprese nella transizione digitale ed energetica ma anche verso la formazione, i trasporti e la salute: questi sono d’altronde i pilastri su cui poggia il Global Gateway. Paola Valerio (Responsabile relazioni internazionali di Sace) ha ricordato come Sace abbia strumenti in grado di accompagnare le imprese nella fase di internazionalizzazione, dalla comprensione dei rischi fino alla partecipazione dei bandi internazionali; fino ad arrivare alla fase della vera e propria esportazione. “Credo molto nella diplomazia della crescita e tutto ciò che riguarda l’ascolto delle imprese diventa una priorità per il Ministero degli Esteri”, ha esordito nel suo intervento il Ministro degli Esteri Antonio Tajani citando anche, per quanto riguarda le opportunità di finanziamento offerte dall’Unione Europea, l’adesione dei sindaci italiani al progetto del ‘Turismo delle radici’ finanziato con il PNRR. Il Ministro ha inoltre evidenziato l’esigenza di avvicinare i cittadini all’Unione Europea. A proposito delle prossime votazioni di giugno per il Parlamento europeo, Tajani ha segnalato il rischio di astensionismo frutto di un approccio non sempre veritiero circa ciò che accade nell’Unione europea. “Essere critici non vuol dire essere contrari”, ha aggiunto Tajani. Il Ministro ha poi ricordato il recente rafforzamento della rappresentanza diplomatica italiana a Bruxelles proprio in funzione di una maggiore competitività. “Il Global Gateway punta a mobilitare circa 300 miliardi di euro”, ha a sua volta ribadito il Tajani parlando di un radicale cambio di approccio alla cooperazione. Il pensiero è andato principalmente ai programmi rivolti ai Balcani, al Mediterraneo e all’Africa: in quest’ultimo continente sarà particolarmente rilevante il Piano Mattei. C’è però poi anche il continente asiatico tant’è che Tajani ha annunciato l’incontro che ci sarà la prossima settimana a Roma con i rappresentanti di alcuni Paesi dell’Asia. “Dovremmo guardare con sempre maggiore attenzione anche all’America Latina, dove ci sono connessioni storiche con tanti sudamericani d’origine italiana”, ha aggiunto il Ministro menzionando alcuni Paesi come Brasile e Argentina che sono notoriamente luoghi di residenza per la grande emigrazione italiana. In generale Tajani ha fatto riferimento, per l’aspetto meramente economico, al bacino potenziale di circa 4 milioni di piccole e medie imprese italiane che potrebbero trovare beneficio dalla strategia oggetto di questa conferenza. “Queste imprese sono ambasciatrici del saper fare italiano e dobbiamo aiutarle a internazionalizzarsi”, ha sottolineato Tajani. “Siamo pronti a sostenervi e fare tutto ciò che è in nostro potere per permettere l’internazionalizzazione delle nostre imprese favorendo l’export che è una straordinaria risorsa per la nostra economia”, ha aggiunto il Ministro. Fra gli altri interventi segnaliamo quello di Mauro Battocchi, (Direttore Generale del Maeci per la Promozione Sistema Paese): “Il Sistema Italia – ha ricordato il Direttore Generale – è già molto internazionalizzato, siamo oltre i 600 miliardi di export ogni anno e abbiamo importanti investimenti italiani in tutto il mondo”.  Battocchi ha poi sottolineato la necessità,  quando ci si muove con le nostre imprese su mercati, territori e geografie lontane e complesse, di creare una collaborazione tra la dimensione italiana e la dimensione europea, ricordando l’efficacia degli strumenti messi in campo dal nostro Paese nel settore per l’export e l’importanza di far conoscere meglio gli strumenti europei . Il Direttore Generale ha anche parlato dell’esigenza di sviluppare Progetti bancabili con pacchetti facili da usare che possano essere utilizzati anche da aziende medie e piccole e non solo dai giganti imprenditoriali che hanno tutte le strutture per poter affrontare progetti complessi. Lo scopo è quello di attirare le circa un 2000 aziende medie italiane verso il progetto del Global Gateway. Per Batocchi la sfida è dunque quella, anche grazie all’aiuto delle istituzioni europee e delle banche di sviluppo, di agevolare la partecipazione delle nostre aziende anche medie e piccole a tutte le grandi gare. Ha infine preso la parola Stefano Gatti (Direttore Generale del Maeci per la Cooperazione allo Sviluppo) che ha parlato di “un voltare pagina”, nel modo di lavorare nella cooperazione allo sviluppo, anche grazie a cambiamenti normativi e procedurali importanti, che puntano proprio a sviluppare un partenariato con le aziende italiane, che fin ad ora nella storia della cooperazione non si era mai realizzato. Il Direttore Generale ha poi segnalato come la cooperazione italiana stia sviluppando una strategia di grande progettualità in supporto al piano Mattei per l’Africa. In proposito Gatti ha parlato del grande progetto sul settore del caffè che si sta lanciando in Africa,  con il concorso in diversi paesi africani, dove alla missione sul territorio hanno partecipato le grandi aziende italiane del caffè. (Inform)

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