SENATO DELLA REPUBBLICA
Nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla riforma dei Patronati italiani che operano fuori dal territorio nazionale per le nostre comunità nel mondo
Illustrati dal presidente Micheloni i quesiti sull’attività dei patronati. Le precisazioni del rappresentante del governo sulle modifiche apportate dalla legge di stabilità 2015 alla norma istitutiva degli enti di patronato
ROMA – Nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla riforma dei Patronati italiani che operano fuori dal territorio nazionale per le nostre comunità nel mondo, promossa dal Comitato per le questioni degli italiani all’estero, si è svolta l’audizione del sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali Luigi Bobba.
La seduta si è aperta con l’intervento del presidente del Comitato Claudio Micheloni che, dopo aver ricordato l’assoluta utilità dell’operato dei patronati all’estero che negli ultimi anni hanno svolto un crescente ruolo di supplenza alla rete consolare, ha evidenziato alcune possibili criticità nel loro funzionamento. In primo luogo Micheloni si è soffermato sulla pratica errata della doppia “statisticazione”, che potrebbe consentire alle associazioni di patronato di raggiungere punteggi di attività diversi da quelli reali. Il presidente ha poi segnalato la necessità sia di sottoporre ad un adeguato controllo le pratiche di pensione che dipendono totalmente sugli enti previdenziali esteri, sia di intensificare il numero e la periodicità delle ispezioni all’estero sui patronati anche attraverso l’eventuale introduzione di provvedimenti alternativi. Da Micheloni sono inoltre state chieste informazioni sull’avvio del portale dei patronati e sulla possibilità di effettuare un controllo sui dati inseriti dalle associazioni di patronato. Il presidente del Comitato ha anche sollecitato chiarimenti sull’eventuale ruolo di vigilanza svolto dal ministero del Lavoro in merito alle associazioni all’estero e al rapporto con i loro dipendenti.
In riferimento al notevole incremento registrato negli ultimi anni dei servizi erogati dai patronati all’estero per attività non riconosciute dal ministero del Lavoro come finanziabili, Micheloni ha inoltre chiesto se si stia valutando una modifica delle tabelle delle voci da finanziare, anche per evidenziare le numerose attività svolte dai patronati e rivolte alla nuova emigrazione sia in Italia che all’estero. Per quanto poi riguarda l’accesso alle banche dati degli enti previdenziali il presidente del Comitato ha chiesto quali controlli siano svolti dall’Inps e dal Ministero del lavoro nell’attribuzione delle “password” che dovrebbero essere date solo a chi ha un rapporto di lavoro dipendente con l’associazione estera.
Micheloni ha anche sollecitato chiarimenti sia sull’attuazione degli articoli 10 e 11 della legge 152/2001, che apre la possibilità di una convenzione con il ministero degli Esteri per servizi che potrebbero svolgere i patronati per le nostre comunità, sia sulla posizione del ministero per quanto riguarda il posizionamento dei patronati, come unicum giuridico, all’interno o al di fuori del terzo settore.
Micheloni ha infine affrontato la questione del mancato risarcimento dei nostri connazionali vittime di una truffa di cui è accusato un dirigente locale dell’Inca di Zurigo. Al riguardo dal presidente è stato chiesto quale sia stato il ruolo di vigilanza svolto dal ministero del Lavoro e se siano stati assunti provvedimenti affinché simili vicende non abbiano a ripetersi. Auspicata anche la predisposizione di un codice deontologico per gli operatori di patronato che possa costituire una garanzia a tutela degli utenti.
Hanno poi preso la parola Aldo Di Biagio, il senatore di Area Popolare ha annunciato l’invio al ministero del Lavoro di ulteriori domande per il sottosegretario Bobba, e Mario Dalla Tor (AP) che ha sottolineato la necessità di individuare un sistema di garanzia per gli utenti delle associazioni di patronato che consenta all’ente promotore di farsi carico delle azioni dei suoi associati, possibilmente attraverso l’istituzione di uno specifico fondo che tuteli gli utenti.
Dal canto suo il sottosegretario al Lavoro Luigi Bobba , dopo aver dato disponibilità ad inviare una risposta scritta al Comitato sui tanti quesiti presentati e a tornare per un’altra audizione, ha ricordato come la legge di stabilità del 2015 abbia apportato alcune modifiche alla norma istitutiva dei patronati n. 152/2001, come ad esempio la decurtazione per 35 milioni di euro degli stanziamenti che sono iscritti nello stato di previsione del ministero del Lavoro per il finanziamento degli istituto di patronato. Una seconda modifica segnalata da Bobba è quella della percentuale sulla cui base sono determinati in sede previsionale i medesimi stanziamenti, che passa al 72% delle somme impegnate nell’ultimo conto consuntivo, rispetto al precedente 80% . La terza modifica ricordata dal sottosegretario riguarda la rideterminazione dell’aliquota del fondo patronati, a valere sui versamenti contributivi della generalità dei lavoratori, che passa dallo 0,226 allo 0, 207. Bobba ha anche evidenziato un’ulteriore cambiamento della legge istitutiva dei patronati che stabilisce come patronati possano essere istituiti e gestiti da confederazioni o da associazioni nazionali dei lavoratori che abbiano sedi proprie “ in un numero di provincie riconosciute la cui somma della popolazione sia pari almeno al 60% della popolazione italiana, come accertato dall’ultimo censimento, che abbiano sedi di istituti di patronati in almeno 8 paesi stranieri”. In questo contesto, per il sottosegretario, si individuano inoltre sia i criteri per un’adeguata distribuzione sul territorio nazionale delle sedi di patronato, indicati attraverso un decreto del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sia cinque aree geografiche distinte, nord ovest, nord est, centro, sud e isole , che possono essere prese a riferimento per un’adeguata distribuzione delle sedi nel Paese. “Questo decreto, – ha poi precisato Bobba – che riguarda la presenza territoriale, è quello più prossimo all’emanazione ed è praticamente pronto”. Più tempo sarà invece necessario per il varo degli altri 4 decreti, ancora in lavorazione, che vanno a modificare altre parti dell’art. 10 della legge 152 ma dove, secondo il sottosegretario, si però sono rilevate alcune criticità. Infatti, malgrado il coinvolgimento da parte delle direzioni generali competenti del ministero degli enti di patronato, quest’ultimi non hanno purtroppo dimostrato una eguale volontà a collaborare ed hanno espresso pareri non omogenei.
Bobba ha poi annunciato che si sta predisponendo un vademecum, con indicazioni puntuali di carattere metodologico, ad uso degli ispettori del lavoro in materia di vigilanza, in modo da rendere uniforme l’applicazione delle norme e l’azione di vigilanza da Bolzano fino ad esempio a Zurigo. Un’armonizzazione dell’attività di vigilanza che, per il sottosegretario, assume particolare rilievo anche in considerazione della riduzione delle risorse pubbliche corrisposte agli istituti di patronati e di assistenza sociale. Bobba ha infine annunciato, per quanto riguarda il caso dell’Inca di Zurigo, come la direzione generale competente del ministero del Lavoro abbia già programmato l’espletamento di specifiche visite ispettive da effettuarsi entro il corrente mese sia presso la sede Inca di Zurigo, sia presso altre sedi recentemente aperte in svizzera dal medesimo patronato. L’audizione proseguirà in altra seduta. (Inform)