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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Al Comitato per le questioni degli italiani all’estero l’audizione dei rappresentanti di Cipas , Copas , Enasco e Epasa

SENATO DELLA REPUBBLICA

Nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla riforma dei patronati italiani che operano fuori dal territorio nazionale per le nostre comunità nel mondo

Per Luzzi (Cipas) se i tagli previsti dalla legge di stabilità per i patronati entreranno a regime i servizi erogati all’estero saranno i primi ad essere dismessi

 

ROMA – Presso il Comitato del Senato per le questioni degli italiani all’estero si è svolta, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla riforma dei patronati italiani che operano fuori dal territorio nazionale per le nostre comunità nel mondo, l’audizione dei rappresentanti dei patronati Cipas , Copas , Enasco  e Epasa.

La seduta è stata aperta dal presidente del Comitato Claudio Micheloni che ha spiegato come l’obiettivo dell’indagine conoscitiva sia quello di valutare l’attività svolta all’estero dai patronati. Micheloni ha anche chiarito come l’indagine sia stata approvata prima della presentazione della Legge di Stabilità e quindi non sia connessa al tema della drastica riduzione dei finanziamenti ai patronati del lavoro prevista nel progetto di legge. Dopo aver sottolineato il ruolo essenziale svolto dai patronati all’estero attraverso l’erogazione di servizi per i nostri connazionali nel mondo, Micheloni non ha escluso che eventuali riflessioni scaturite  nel corso dell’indagine conoscitiva possano influenzare la futura discussione in Senato sulla legge di Stabilità. Il presidente del Comitato ha infine segnalato il prossimo svolgimento di altre audizioni con rappresentanti di altri patronati e dell’Inps, nonché dei ministeri degli Esteri e del Lavoro a cui il Comitato ha chiesto specifici dati sull’attività svolta negli ultimi anni dai patronati all’estero.

E’ quindi intervenuto il presidente del Coordinamento di istituti di patronato e di assistenza sociale (Cipas) Alfonso Luzzi che ha in primo luogo ricordato la presenza nel Coordinamento di patronati che svolgono attività all’estero da più di quarant’anni. “Questo settore, – ha spiegato Luzzi – purtroppo, è in perdita , poiché le attività all’estero hanno costi di gestione molto alti e non sono destinatarie di risorse specifiche da parte del ministero del Lavoro.  L’attività sociale svolta dai patronati – ha aggiunto Luzzi – è di grande rilievo e funge da  intermediario tra lo Stato inteso come apparato e lo Stato in quanto comunità di cittadini. Negli anni le attività sono andate aumentando: il numero di  pratiche svolte è molto  alto e la tipologia varia  dai certificati di esistenza in vita, ai modelli reddituali, alla reversibilità delle pensioni”. Luzzi ha anche segnalato come le modalità di calcolo delle attività previste dalle tabelle, in base alle quali si erogano i finanziamenti ai patronati, non indichino l’effettivo lavoro svolto dai patronati,  in particolar modo per quanto riguarda l’attività di consulenza. Luzzi ha inoltre parlato dell’attività estera svolta dai patronati che si rivolge alle nuove categorie di giovani lavoratori formate da italiani emigrati nel mondo e da stranieri che desiderano lavorare stabilmente in Italia.

A seguire ha preso la parola il presidente del Coordinamento dei patronati assistenza sociale (Copas) Leonardo Maiolica che ha illustrato l’attività del CAI che opera negli Stati Uniti, in Canada, Svizzera, Francia e Germania, collabora regolarmente con i consolati e si attiva anche in settori diversi da quelli tradizionalmente previsti dall’INPS.  In particolare per quanto riguarda l’attività svolta in Paesi di grandi dimensioni, Maiolica ritiene auspicabile una riforma del sistema di ispezioni e verifiche. A suo avviso, infatti, l’utilizzo dello stesso sistema sanzionatorio in caso di inadempienze, mentre in Italia può incrementare il sistema di responsabilità collegiale, rischia di diventare inutilmente punitivo all’estero,  dove le grandi distanze impediscono un adeguato reciproco monitoraggio delle attività.

Dal canto suo Valter Marani , direttore generale dell’Epasa, l’ente di patronato della CNA,  ha ricordato come i patronati del lavoro siano soggetti giuridici privati che svolgono un ruolo pubblico e rendono meno difficile il rapporto tra i lavoratori e la burocrazia. Marani ha anche evidenziato come l’auspicata e in parte attuata digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche, abbia di fatto tagliato fuori dai servizi circa il quaranta per cento dei cittadini italiani che non sono in grado di usare un computer. Una problematica, quest’ultima, che all’estero è molto più evidente soprattutto se rapportata alle pratiche per il ricongiungimento contributivo e previdenziale degli emigrati. “In questi anni i patronati all’estero – ha aggiunto Marani – hanno dunque conseguentemente sviluppato molte competenze sui sistemi di assistenza locale e nazionale, arrivando ad essere dei veri operatori nel settore della coesione sociale”.

Il direttore generale dell’Enasco Gabriele Sampaolo, dopo aver espresso condivisione per l’analisi già esposta dalle altre sigle di patronato, ha sottolineato la mancanza di una corretta rappresentazione della realtà dei patronati che spesso viene invece descritta attraverso luoghi comuni. Sampaolo ha anche ricordato come in diversi paesi il lavoro dei patronati, volto ad agevolare le difficoltà amministrative degli utenti, sia formalmente riconosciuto dai consolati. Da Sampaolo è stata infine evidenziata l’esigenza di ripensare il ruolo generale dei patronati, intesi come strumento di attuazione del welfare.

Dopo l’intervento del presidente Micheloni, che ha chiesto ai rappresentanti dei patronati di indicare possibili temi specifici della loro attività che potrebbero essere oggetto di riforma, Carlo Pegorer (Pd) ha sollecitato delucidazioni sulla fonte di implementazione del fondo di finanziamento dei patronati. Dal canto suo il senatore Aldo Di Biagio (PI), eletto nella ripartizione Europa, ha chiesto di conoscere  quanto il taglio delle risorse previsto dall’attuale legge di stabilità potrebbe influire sull’attività dei patronati all’estero. Dal canto suo la senatrice Maria Mussini (Misto – Mov X) ha ricordato che il prelievo stabilito per legge sulle quote contributive dei lavoratori può essere utilizzato unicamente per attività senza scopo di lucro e al servizio della collettività.

In sede di replica Luzzi, rispondendo al quesito sul fondo di finanziamento ai patronati,  ha precisato come a tutt’oggi tale  fondo, che viene incrementato con il contributo dei lavoratori con un aliquota pari allo 0,26%, non copra tutti i costi che i patronati sostengono, in particolar modo per i servizi erogati all’estero. Prestazioni, quelle date dai patronati nel mondo che, secondo Luzzi, saranno le prime ad essere dismesse se i tagli previsti dalla Legge di stabilità entreranno a regime. Dal canto suo Maiolica ha segnalato sia il gran numero di utenti che in Italia e all’estero si rivolgono ai Patronati, spinti dalla gratuità dei servizi e dall’aumento degli oneri burocratici, sia la reale difficoltà di prevede in che modo potrà essere mantenuto lo stesso livello nell’erogazione dei servizi in presenza di un depotenziamento dei patronati. (Inform)

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