direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Al Comitato per le questioni degli italiani all’estero e alla VII Commissione l’audizione del direttore generale di Biblioteche ed istituti culturali del Mibact, Rossana Rummo

SENATO DELLA REPUBBLICA

Prosegue l’indagine conoscitiva sulla diffusione di lingua e cultura italiana nel mondo

In vista della seconda edizione degli Stati generali della lingua italiana, si torna a parlare del coordinamento di strategie e iniziative volte a promuovere la nostra lingua e cultura. “Collaboriamo attivamente con Miur e Maeci perché la diffusione della nostra lingua è immediatamente connessa con quella della nostra cultura – ricorda Rummo, che tra le criticità ribadisce quella dell’organizzazione “frastagliata” di settori quali l’insegnamento della lingua italiana. Nel corso del dibattito gli interventi di Maria Mussini (Misto), Claudio Zin (Maie, ripartizione America meridionale), Maria Rosa Di Giorgi (Pd) e Michela Montevecchi (M5S)

 

ROMA – Si torna a parlare del coordinamento di strategie e iniziative volte a promuovere lingua e cultura italiana nel mondo nell’audizione del direttore generale di Biblioteche ed istituti culturali del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Rossana Rummo, al Comitato per le questioni degli italiani all’estero del Senato riunitosi questa mattina insieme alla Commissione istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica e sport.

L’intervento, che si inserisce nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla diffusione di lingua e cultura italiana nel mondo che il Comitato sta svolgendo insieme alla Commissione, ribadisce dunque, alla vigilia anche della seconda edizione degli Stati generali della Lingua italiana di Firenze, un’istanza più volte richiamata in anni in cui la carenza di risorse ha esacerbato le conseguenze della nostra incapacità di “fare sistema” in un settore definito cruciale per il futuro del Paese.

Rummo ha in premessa evidenziato come promozione linguistica e culturale siano indissolubilmente connesse, perché coloro che si avvicinano all’apprendimento dell’italiano sono animati da interesse e curiosità per la nostra cultura: “sebbene il Mibact non abbia competenze specifiche sull’insegnamento della lingua italiana all’estero, collaboriamo attivamente con Miur e Maeci perché la diffusione della nostra lingua è immediatamente connessa con quella della nostra cultura – rileva il direttore generale, richiamando così la sinergia indispensabile tra istituzioni.

Oltre alla promozione culturale oggetto di accordi, attività promosse in collaborazione con Unesco e Unione europea e coordinamento di tutti gli istituti italiani afferenti al settore, per quanto riguarda la diffusione del patrimonio librario viene richiamato in particolare tra i progetti della Direzione generale “Biblioteca Italia”, che consiste nella istituzione di fondi librari presso grandi biblioteche internazionali e università e che ha in ultimo coinvolto l’Università di Tokyo, ma anche Paesi come la Francia, la Giordania, Israele e la Tunisia (nell’ambito del progetto in questi anni sono state create biblioteche di references, ossia che comprendono anche opere generali, enciclopedie, dizionari, guide, produzione editoriale istituzionale ecc., in Australia, Argentina, Brasile, Cuba, Egitto, Stati Uniti -New York, Santo Domingo, Canada -Montréal, India, Cipro – Nicosia, Colombia -Bogotà).

I fondi e le donazioni di volumi interessano Paesi segnalati anche del Maeci e “premiano università in cui vi sono importanti dipartimenti di italianistica – afferma il direttore generale, sottolineando come sia importante la crescita e la diffusione di tali dipartimenti, “perché in essi si sono formati e si formano coloro che assumono un ruolo di testimonial della cultura italiana”. Importante anche la presenza di lettori di lingua italiana nelle università, rileva Rummo, consapevole che la crisi abbia inciso sulla contrazione di risorse e organici, mettendo a rischio la scelta di accostarsi all’italiano privilegiando lingue “più forti” come l’inglese e lo spagnolo, oppure sempre più emergenti nel mercato internazionale, come il cinese o l’arabo.

La Direzione è impegnata poi nella promozione di autori e libri italiani nelle più importanti fiere librarie internazionali – annunciata per l’anno prossimo la presenza dell’Italia alla Fiera del libro di Teheran, primo Paese europeo ospite d’onore della rassegna – e in iniziative connesse, come con l’istituzione di premi internazionali alla traduzione – i nuovi riguardano un premio alla carriera per la traduzione in lingua persiana e in lingua araba di testi italiani, – con attenzione, per quando concerne la traduzione, al tema della reciprocità.

Annunciata anche la partecipazione alla nuova edizione degli Stati generali della lingua italiana del 17 e 18 ottobre prossimi. Tra le attività poste in essere vengono richiamate poi quelle avviate con l’istituzione di comitati nazionali celebrativi di grandi personaggi, come Dante, Bassani, Ariosto, oppure connesse alla promozione del cinema italiano, sino ad arrivare a settori un tempo considerati culturalmente marginali come il cibo, e che sono oggi invece immediatamente legati al binomio cultura-turismo che rientra tra la competenze del Ministero e che richiede una strategia di promozione dell’Italia quale museo “diffuso”, non limitato quindi alle sole città di Roma, Firenze e Venezia.

Rummo non nasconde infine i “punti delicati e di debolezza” della nostra promozione culturale e linguistica, in primis l’istanza di coordinamento richiamata in apertura: “anche le Regioni, in seguito alla riforma del titolo V della nostra Costituzione, hanno acquisito competenza diretta in materia e spesso ci sono state sovrapposizioni – riconosce il direttore generale. “Il Maeci svolge il ruolo di cabina di regia ma poi, spesso, ogni ministero va per la sua strada – rileva Rummo, segnalando l’ “organizzazione frastagliata” di settori come quello dell’insegnamento della lingua italiana, caratteristica che non ci consente di acquisire quella forza che meglio consentirebbe di confrontarsi con competitor come la Francia, la Germania o la Spagna. Sempre sul fronte dell’insegnamento della nostra lingua il direttore del Mibact riconosce il ruolo importante svolto dagli Istituti Italiani di Cultura, anche in termini di ritorno economico – nel periodo in cui era direttore dell’IIC di Parigi, Rummo ricorda che il ricavato dei corsi costituiva la metà del budget a disposizione dell’Istituto, – e dalla qualità degli insegnanti, il cui turn-over spesso incide sulla decisione degli iscritti di proseguire l’esperienza. “I contratti non possono durare più di due anni, ma avere insegnanti ben formati e presenti stabilmente è importante – segnala il direttore generale, rilevando la “grande dispersione” delle attività di insegnamento dell’italiano, che richiederebbero invece il coordinamento da parte di una “sorta di agenzia, come avviene per esempio in Germania”.

La questione resta quella di “rafforzare strutturalmente il nostro paese per l’insegnamento dell’italiano”, che è il veicolo principale della nostra cultura, coordinando metodologie e introducendone di nuove, per una promozione qualificata e al passo con i tempi. “Per questo ritengo che sia molto importante il rapporto con le università – ribadisce Rummo, ricordando come anche attraverso queste sia possibile “aggiornare” l’immagine di un Paese molto amato per la sua cultura come il nostro.

Nel corso del dibattito, Maria Mussini (Misto) ringrazia il direttore generale per aver evidenziato la strettissima relazione tra promozione di lingua e cultura italiana. Ricorda inoltre come all’interno delle numerose collettività italiane residenti all’estero vi sia materiale archivistico di rilievo per la preservazione di importanti identità collettive e chiede se vi siano in atto iniziative per valorizzare tale memoria. Sui corsi di italiano offerti dagli IIC rileva poi come la durata dei contratti sia “una questione di scelte”, ritenendo vi siano margini economici per l’assunzione di docenti in pianta stabile, visto il ritorno economico sopra richiamato. “Si tratta di stabilire se privilegiare il risparmio sulla qualità dell’insegnamento e degli insegnanti – afferma Mussini, convenendo con il direttore generale sull’importanza di tale qualificazione. Informazioni vengono anche richieste sul Protocollo di intesa tra Miur, Maeci e Società Dante Alighieri recentemente annunciato e su quanto si pensa di fare per aggiornare, oltre che l’immagine della cultura italiana, anche la percezione del target di riferimento dei corsi di lingua, considerando anche i cambiamenti avvenuti con le nuove mobilità, spesso altamente scolarizzate e internazionalizzate.

Ricorda la presenza del Teatro italiano Coliseo a Buenos Aires, Claudio Zin (Maie, ripartizione America meridionale), che sollecita in esso una programmazione maggiormente legata all’Italia, mentre il suo utilizzo appare ora “esclusivamente commerciale”. Maggiore attenzione e risorse vengono chieste anche per iniziative di diffusione linguistica come quella destinata alle scuole medie della provincia di Buenos Aires, proposta al nuovo governo argentino, mentre si segnala la qualità dei corsi di lingua offerti dalla locale Università.

Anche Maria Rosa Di Giorgi (Pd) condivide la necessità di istituire un coordinamento per la promozione di lingua e cultura italiana nel mondo e auspica che l’indagine possa procedere con la formulazione di una proposta di legge per “un’unità di missione, con rappresentanti di tutti i ministeri interessati, che potremmo attivare presso la Presidenza del Consiglio dei ministri”. Michela Montevecchi (M5S) insiste infine sull’importanza della qualificazione dei docenti quale “presidio umano per la diffusione di lingua e cultura” e chiede se non sia opportuno, anche nell’ambito dell’elaborazione delle deleghe relative alla Buona scuola, prevedere un riconoscimento normativo di questa figura. Suggerisce inoltre l’attivazione presso gli IIC di attività anche meno tradizionali, come servizi di doposcuola in lingua italiana che consentirebbero di allagare il bacino d’utenza.

In sede di replica il direttore generale auspica un incremento del numero di lettori di italiano nelle università straniere e ricorda come siano già in corso progetti di valorizzazione della memoria delle nostre collettività presenti all’estero e che richiedono in particolare un investimento sulla digitalizzazione. Per quanto riguarda il Protocollo tra Miur, Maeci e Dante segnala come esso sia in fase di definizione, ricordando come la logica sia quella di un maggior coordinamento tra Comitati e IIC e della valorizzazione dei Comitati in quelle aree in cui gli IIC non sono presenti. In quest’ottica occorrerà anche ridefinire e collegare l’approccio direttamente connesso alle nostre collettività e quello che mira invece ad avvicinare l’utenza straniera. Rummo concorda poi sulla proposta di “una stagione più italiana” al Teatro Coliseo di Buenos Aires, pur segnalando come non sia facile riempire una struttura così grande e suggerendo iniziative di richiamo con grandi personaggi italiani o gemellaggi con teatri di prestigio. Infine, segnala l’importanza del tema del reclutamento dei docenti di lingua italiana, su cui occorrerebbe una riflessione più approfondita vista anche la difformità esistente tra i diversi enti e istituti. (Viviana Pansa – Inform)

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