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Ad Haifa la tavola rotonda “Marranesimo, battesimi forzati e inquisizione: un percorso lungo due secoli dalla Penisola iberica alle comunità ebraiche in Italia, Nord Europa e Nuovo Mondo”

INCONTRI

Domani all’IIC un’iniziativa in occasione della pubblicazione degli atti del convegno sul tema svoltosi un anno fa a Ferrara

 

HAIFA – L’Istituto Italiano di Cultura di Haifa ospiterà domani, mercoledì 24 febbraio, alle ore 19 la tavola rotonda intitolata “Marranesimo, battesimi forzati e inquisizione: un percorso lungo due secoli dalla Penisola iberica alle comunità ebraiche in Italia, Nord Europa e Nuovo Mondo”. Intervengono Paola Abbina della Open University di Haifa e Cedric Cohen Skalli dell’Università di Haifa. Modera e introduce Maurizio Dessalvi, direttore dell’IIC.

L’iniziativa è promossa in occasione della pubblicazione del libro “Conversos, marrani e nuove comunità ebraiche in età moderna” a cura di Myriam Silvera, presente alla tavola rotonda.

Il volume raccoglie gli atti del convegno sul tema svoltosi a Ferrara nell’aprile del 2014 e organizzato dalla Fondazione Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah con il patrocinio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, del Centro Romano di Studi sull’Ebraismo dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, del Dipartimento di Scienze Storiche, Filosofico Sociali Culturali e del Territorio della medesima Università e della Società Geografica Italiana.

Grazie al contributo di numerosi studiosi che hanno innovato il panorama storiografico degli ultimi decenni, viene presentato sulla questione un quadro d’insieme “in movimento”. Così come permeabili sono le frontiere tra penisola iberica, dove vige l’Inquisizione contro i conversos, e le “terre di libertà”, quali ad esempio Amburgo e Amsterdam, permeabili risultano essere anche le opzioni religiose o identitarie. Accanto a nuovi cristiani che giungono a Roma e che aderiscono alla locale comunità ebraica, ve ne sono altri che continuano a vivere da cattolici, mentre la sorte della trasmissione di alcune eredità ad Amsterdam o in Portogallo rivela in che misura il legame di parentela sia privilegiato rispetto a una eventuale identità di fede. Comuni sono dunque le radici iberiche di conversos in esilio e di nuove comunità ebraiche che si fondano nel Nord Europa, a Livorno, a Ferrara, o che attingono nuove energie dai movimenti migratori.

Il testo dipinge un vivace quadro della vita dei marrani a Venezia, ma anche dei privilegi ottenuti a Livorno dalla Nazione portoghese e della progressiva creazione della comunità. Presente anche un omaggio alla città di Ferrara, sede della stampa della celebre Bibbia in lingua spagnola, detta appunto “di Ferrara” e luogo di approdo di esuli spagnoli e portoghesi sin dalla fine del Quattrocento. Si accompagnano a queste ricostruzioni due acute riflessioni di carattere storiografico, l’una dedicata alla ricerca di una più adeguata e nuova definizione di “marranesimo”; l’altra centrata sull’indagine dei presunti fondamenti dell’incontro tra pensiero scettico e correnti di pensiero proprie dell’ortodossia ebraica.

Contributi di: Riccardo Calimani, Luciano Meir Caro, Javier Castaño, Maddalena Del Bianco Cotrozzi, Harm Den Boer, Serena Di Nepi, Lucia Frattarelli Fisher, Yosef Kaplan, Pier Cesare Ioly Zorattini, Bruna Leoni Herzfeld, Jaime Nelson Novoa, Myriam Silvera, Claude B. Stuczynski, Michael Studemund-Halévy, José Alberto Rodrigues Da Silva Tavim, Carsten L. Wilke.

L’incontro sarà in lingua italiana. (Inform)

 

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