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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Acli Svizzera: a Basilea un convegno sulle nuove migrazioni

ASSOCIAZIONI

 

BASILEA  –  “Basilea è luogo d’incontro di diverse provenienze e differenti culture. Basilea è tornata in questi ultimi anni a essere destinazione di un gran numero di giovani italiani, ma anche di intere famiglie”. Lo ha detto Giuseppe Rauseo, presidente delle Acli Svizzera, che ha organizzato, nei giorni scorsi, un convegno su nuove migrazioni, lavoro e integrazione. La scelta di Basilea non è stata casuale, ha sottolineato Rauseo evidenziando che anche per questo è stata scelta Basilea per il primo Consiglio nazionale del 2019 perché questa città e questo territorio” sono meta di arrivo della recente migrazione italiana e qui abbiamo un circolo molto attivo, ‘Acli Welcome’, costituito pochi anni fa da un gruppo di giovani rappresentanti della nuova emigrazione”.

Durante il convegno sono stati offerti ampi spunti di riflessione sulle nuove “migrazioni” o “mobilità”, come le ha definite lo storico Toni Ricciardi tra gli autori del “Rapporto Italiani nel Mondo” della Fondazione Migrantes in sostituzione delle obsolete “immigrazioni” o “emigrazione”. “Fin dai primi insediamenti, uomini e donne hanno sempre conosciuto forme di mobilità, vuoi per esigenze ambientali vuoi per spingersi oltre; la mobilità è uno dei fattori che ha caratterizzato la storia dell’umanità”,  ha sottolineato Ricciardi, che ha analizzato la recente migrazione italiana messa al confronto con quella passata, da cui emerge un quadro piuttosto variegato. “A differenza di quanto si crede, ha evidenziato Ricciardi, non sono solo i giovani a lasciare l’Italia, ma la nuova mobilità coinvolge molte fasce di età e provenienze regionali. Inoltre, a partire non sono solo i cosiddetti ‘cervelli in fuga’ ma la migrazione italiana continua a interessare tutti i ceti sociali”.

Cristina Franchi – partendo dalle risultanze di una sua recente ricerca sul campo – ha tracciato “un quadro della nuova migrazione italiana a Basilea, situandola in tre categorie di mobilità che sono state appositamente indagate. Una migrazione sempre più ecclettica, che mette in mostra il contrastante sentimento di chi lascia il paese: da un lato tante speranze e motivazioni per un futuro migliore, dall’altro tanta delusione e rabbia per l’indifferenza e l’inefficienza del sistema produttivo e politico nell’affrontare la questione lavoro”.

La domanda emersa durante il convegno è stata: “È più coraggioso chi parte o chi resta?” La risposta è più complessa di quanto si possa pensare. Negli ultimi anni in Europa i flussi migratori hanno raggiunto livelli elevati e la politica non ha saputo dare risposta ai bisogni di chi lasciava il proprio paese per un futuro migliore, spiega una nota delle Acli. A tale proposito, un contributo è stato dato da Christof Hiltmann, che ha raccontato come la crescita e lo sviluppo di Birsfelden – piccolo sobborgo nei pressi di Basilea – sia frutto delle migrazioni che negli Anni ’60 e ’70 arrivavano per colmare la mancanza di manodopera nella regione. Hiltmann ha rimarcato il grande portato culturale dei migranti e la reciprocità del valore aggiunto che ne deriva per entrambe le comunità, quella di accoglimento e quella dei nuovi arrivati. Il successo di questa sinergia sta tuttavia nello sforzo che deve essere fatto per integrare i nuovi arrivati e nella disponibilità del Comune a raccogliere le domande e i bisogni dei nuovi arrivati.(Migrantes online/Inform)

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