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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Accolto dal Governo un Ordine del giorno per la messa in sicurezza del voto all’estero

CAMERA DEI DEPUTATI

 

Presentato dai deputati di Italia Viva Massimo Ungaro (ripartizione Europa), Nicola Carè (ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide) e Gennaro Migliore, l’Odg propone il vaglio di alcuni aggiustamenti al voto per corrispondenza attraverso la creazione di un tavolo tecnico

 

ROMA – Nel corso della discussione alla Camera dei Deputati sul decreto-legge recante disposizioni urgenti in materia di consultazioni elettorali per l’anno 2020, il Governo ha accolto, con riformulazione, un ordine del giorno presentato dai deputati di Italia Viva Massimo Ungaro (ripartizione Europa), Nicola Carè (ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide) e Gennaro Migliore per la messa in sicurezza del voto all’estero.

L’Odg impegna in particolare il Governo a “valutare l’opportunità di avviare un tavolo tecnico tra i Ministeri degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e dell’Interno e l’Ufficio per la digitalizzazione e l’innovazione per il perfezionamento e la messa in sicurezza del voto per la Circoscrizione Estero anche con il ricorso a tecnologie innovative”.

Nel testo si evidenzia come il voto per corrispondenza introdotto nel 2001 abbia rappresentato “una conquista attesa da tutti i cittadini italiani residenti all’estero” assicurando loro una peculiare rappresentanza nel Parlamento nazionale. Tuttavia, “nell’arco di applicazione della normativa, dal 2006 al 2018, non sono mancate alcune problematiche che la rendono meritevole di taluni aggiustamenti, resi necessari per eliminare carenze emerse nel delicato passaggio dal disposto normativo alla prassi – sottolinea l’Odg, che richiama come tra essi sia già stata valutata e sperimentata la possibilità “di invertire l’onere dell’opzione di voto”, ossia “subordinare l’ammissione dell’elettore al voto per corrispondenza ad una sua esplicita e formale manifestazione di volontà” per “superare i limiti emersi nella formazione dell’elenco degli elettori e per rafforzare il controllo sul percorso e la regolare ricezione del plico elettorale”. Tale innovazione però, sperimentata in occasione del rinnovo dei Comites nel 2015, viene sconsigliata dai proponenti dell’Odg, specie “quando si tratti di elezioni che hanno una ripercussione diretta sugli equilibri politici e istituzionali del Paese, quali sono quelle politiche e referendarie”, per via della bassa partecipazione che ne è seguita.

“Per non abbassare i livelli di partecipazione sotto i limiti fisiologici di una reale espressione di democrazia, si esclude anche la possibilità di fare votare gli elettori direttamente nei seggi, per lo specifico contesto della circoscrizione Estero – segnala l’Odg, richiamando “difficoltà logistiche” e legate anche alla “congestione e deprivazione di personale, nelle quali si trovano i nostri consolati”.

Il voto per corrispondenza viene utilizzato già in molti Paesi, “ma è un sistema perfettibile da mettere in sicurezza per evitare eventuali brogli e manipolazioni – sottolinea l’Odg, che suggerisce a tal fine la “centralizzazione della stampa del materiale elettorale, sotto il diretto controllo del Ministero dell’Interno, e il ricorso a tecnologie (ad esempio il codice QR) utili a rilevare la tracciabilità dell’intero percorso del plico, dalla spedizione alla consegna, e alla restituzione della busta contenente le schede”. Per evitare l’elevata percentuale di voti nulli finora riscontrata – il 10% circa dei voti espressi – i deputati suggeriscono anche di sostituire il tagliando elettorale oggi allegato al plico con “un codice QR stampato sulla busta che viene rinviata al consolato, in modo che si possa attestare in altro modo l’avvenuto esercizio del voto”. Per evitare poi le problematiche relative all’interferenza nelle fasi di spedizione, recapito e ricezione dei plichi elettorali, si possono altresì “prevedere nuove modalità di stampa e di invio dei plichi elettorali, ricorrendo alle tecnologie blockchain per il sistema di voto per corrispondenza al fine di elevarne i livelli di sicurezza e di trasparenza”; il Ministero dell’Interno dunque provvederebbe “direttamente alla stampa e alla consegna del plico elettorale agli uffici elettorali consolari entro il ventitreesimo giorno prima della data stabilita per le votazioni in Italia, eliminando il delicato passaggio della stampa in loco, che in passato ha dato adito a giustificate riserve – segnala l’Odg. “Sul plico – precisa – deve essere indicato l’indirizzo dell’ufficio consolare competenza in caso di mancato recapito. Il plico, contrassegnato da un codice QR che ne consenta la tracciabilità durante il suo percorso, deve essere nominativo, sigillato e contenere la scheda elettorale, la relativa busta e una busta affrancata dotata di un codice QR con gli elementi di identificazione dell’elettore e recante l’indirizzo dell’ufficio consolare competente. Il codice QR apposto sulla busta di ritorno serve per completare la tracciabilità del percorso del materiale elettorale e per attestare l’avvenuto esercizio del voto da parte dell’elettore in sede di scrutinio”.

Per intervenire sulla materia dunque, l’Odg impegna il Governo a valutare l’opportunità di istituire un tavolo tecnico che possa esaminare quali aggiustamenti adottare per il perfezionamento e la messa in sicurezza del voto all’estero. (Inform)

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