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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A Washington il simposio “Geographical Indications: Opportunities and Challenges”

INTERNAZIONALIZZAZIONE

Organizzato dall’Ambasciata d’Italia in collaborazione con l’Istituto per il Commercio con l’Estero un evento finalizzato a promuovere le Indicazioni Geografiche dei prodotti, le Denominazione di Origine Protetta, qualità e tradizioni italiane negli Stati Uniti

WASHINGTON – L’Ambasciata d’Italia a Washington ha organizzato il simposio “Geographical Indications: Opportunities and Challenges” finalizzato a promuovere le Indicazioni Geografiche dei prodotti, le Denominazione di Origine Protetta, la qualità e tradizioni italiane negli Stati Uniti.

All’iniziativa, organizzata in collaborazione con l’Istituto per il Commercio con l’Estero, l’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche (OriGIn) e l’American Origin Products Association (AOP), hanno partecipato rappresentanti dei principali Consorzi italiani e associazioni di prodotti regionali americani. L’evento è stato aperto dall’ambasciatore d’Italia Armando Varricchio che ha ricordato come “l’apertura delle nostre economie al commercio e agli investimenti sia la pietra angolare della collaborazione tra Usa e Europa” ed anche uno “strumento che consente di assicurare che i nostri standard siano adeguatamente protetti in un mercato globale sempre più competitivo”. Rientrano in questo quadro – ha sottolineato l’Ambasciatore – le Indicazioni Geografiche che “non costituiscono una barriera commerciale, ma piuttosto uno strumento indispensabile per proteggere produttori e consumatori, attraverso autenticità, trasparenza e qualità”.

In apertura dei lavori sono intervenuti anche Isaura Andaluz della American Origin Products Association e New Mexico Chili Nativo e Attilio Zanetti, vice presidente dell’Associazione Europea dei prodotti lattiero-caseari e rappresentante di Assolatte.

Il simposio si è articolato in una discussione tra i rappresentanti di cinque grandi consorzi italiani (Grana Padano, Mozzarella di Bufala Campana, Pecorino Romano, Asiago e Prosciutto di Parma) e due associazioni americane (Idaho Potato Commission, Vermont Maple Syrup), a cui ha partecipato anche il Consortium for Common Food Name, alimentando il dibattito con posizioni in parte divergenti ma riconoscendo al contempo l’importanza delle Indicazioni Geografiche.

Il dibattito ha messo in luce l’importanza che da entrambi i lati dell’Atlantico si attribuisce ad una agricoltura di qualità, alla concorrenza, alla trasparenza, alla sostenibilità ambientale e alla tutela dei consumatori. Tutte caratteristiche che possono alimentare la crescita del settore agricolo, un incremento delle esportazioni e la creazione di posti di lavoro sia negli Usa che in Europa e contribuire alla difesa di un settore strategico dalla contraffazione e dalla concorrenza sleale. Dal dibattito sono anche emerse le sfide in termini di maggiori investimenti, di innovazione, nuove tecnologie (come le blockchain), ricerca e sviluppo in un settore dove la tradizione si accompagna da sempre, specialmente in Italia, a creatività e all’anelito verso nuovi traguardi e frontiere. Al termine dell’evento è stata offerta una degustazione di prodotti DOP italiani (Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Pecorino Romano e Toscano, Prosciutto di Parma e Toscano, Gorgonzola, Asiago) e di prodotti regionali americani (patate dell’Idaho, sciroppo d’acero del Vermont, peperoncini Nativi del New Mexico e caffè Kona delle Hawaii), insieme al Prosecco offerto dal Consorzio di Tutela e ad acque minerali rigorosamente italiane.

L’Italia vanta 930 prodotti registrati, tra cui 603 vini, 291 prodotti alimentari e 37 bevande alcoliche. Nel suo insieme l’agroalimentare italiano vale oltre 200 miliardi di Euro e rappresenta il 12% del Pil, ed è un elemento di traino per l’intera economia. L’export agroalimentare italiano negli Usa, vini e spumanti compresi, vale oltre 5 miliardi dollari (dati 2018), con forti trend di crescita. Gli Usa – si legge nella nota diffusa dall’Ambasciata d’Italia – sono il terzo mercato mondiale per l’agroalimentare italiano ed il nostro Paese è ai primi posti delle classifica degli esportatori negli USA di formaggi, salumi, olio d’oliva, pasta, caffè, acque minerali e conserve.

Il simposio è stato preceduto da una riunione di coordinamento organizzata dall’Ambasciata con l’Istituto per il Commercio Estero di New York, alla presenza del direttore generale per il Commercio Internazionale del Ministero dello Sviluppo Economico, Amedeo Teti, degli importatori di prodotti italiani e di imprenditori del settore agro-alimentare italiano negli Usa. La riunione ha passato in rassegna i risultati del 2019 anche alla luce dei dazi aggiuntivi imposti dalle autorità americane a metà ottobre ed ora soggetti alla prima revisione di febbraio, condividendo le attività di tutela svolte dall’Ambasciata con le Autorità americane. Sono state inoltre tracciate le linee guida dell’azione di promozione dell’export italiano negli Usa per il 2020 grazie alle rinnovate sinergie tra Ambasciata e rete Ice alla luce del passaggio di competenze dal MiSE al Maeci a partire dal 1° gennaio 2020. (Inform)

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