QUIRINALE
(Fonte foto Presidenza della Repubblica)
ROMA – “I valori del lavoro sono alla base della Repubblica così come i valori dell’educazione e dell’istruzione. Diritto al lavoro e diritto alla scuola si realizzano necessariamente insieme. È nella coesione che una società cresce meglio e di più”.Lo ha affermato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che oggi al Quirinale ha consegnato le insegne ai Cavalieri del Lavoro e gli attestati d’onore e medaglie d’argento ai nuovi giovani Alfieri del Lavoro. “Le prospettive dei giovani – ha detto il Capo dello Stato – sono cruciali per determinare l’evoluzione della nostra società, della nostra economia, dei nostri modelli di vita. Le preoccupazioni del presente devono specchiarsi nell’impegno a progettare il futuro. In questo percorso rappresenta, per il nostro Paese, un grave peso il bilancio negativo delle migrazioni giovanili”. Il Capo dello Stato ha avvertito :“Dobbiamo dar vita a condizioni per rendere attraente ai giovani il ritorno. Molti rientrerebbero volentieri se fosse offerto loro un cammino di lavoro e di vita che consentisse di potersi adeguatamente realizzare. La società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione. Si tratta di una questione sociale. Una priorità che deve vedere sensibili istituzioni e tutte le forze della società”. “È tema – ha continuato il Presidente – che influisce anche sulla nascita di nuove imprese. Il 2025 si è concluso con un saldo positivo: è un segnale incoraggiante. Le imprese generano valore ma non fanno tutto da sole. Hanno bisogno di un terreno fertile nel quale far maturare i progetti. E centrale è il capitale umano, costituito da persone poste nelle condizioni di esprimersi al meglio e di essere libere dal bisogno. Occorre – ha detto Mattarella – uno sguardo di ampia visione che, accanto alle necessarie scelte congiunturali, si proponga strategie adeguate nel farsi carico del malessere, del senso di insicurezza per il futuro che sovente i giovani avvertono, del timore di asservimento o di emarginazione. Tanto più in questi tempi così tumultuosi e incerti”.(Inform)