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A Vienna: cerimonia per Falcone a 24 anni dalla morte

COMMEMORAZIONI

Ritratto in bassorilievo del giudice verrà collocato presso l’Ufficio delle Nazioni Unite per la droga e il crimine

 

VIENNA – Una cerimonia e un ritratto in bassorilievo per commemorare Giovanni Falcone, a 24 anni dalla sua scomparsa. Così la Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Organizzazioni Internazionali, con sede a Vienna, ha voluto celebrare il ricordo del magistrato ucciso il 23 maggio 1992 nella strage di Capaci. La memoria e le intuizioni di Falcone restano fonte d’ispirazione per le principali iniziative di cooperazione internazionale contro la criminalità organizzata, a cominciare dalla Convenzione di Palermo del 2000.

Da qui, la cerimonia commemorativa all’Onu organizzata due settimane fa nella capitale austriaca, alla quale hanno preso parte il ministro della Giustizia Andrea Orlando, il Sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, il procuratore nazionale Antimafia Franco Roberti, insieme alla sorella di Falcone, Maria. E’ stata lei a donare il ritratto in bassorilievo del giudice Falcone, che verrà collocato presso l’Ufficio delle Nazioni Unite per la droga e il crimine (Unodc), custode del Trattato.

La forza e l’attualità delle idee del magistrato anti-mafia sono state il tema ricorrente, a cominciare da Orlando che ricordato come la cooperazione internazionale, attraverso gli strumenti a disposizione, in particolare la Convenzione di Palermo, è essenziale per contrastare in maniera efficace il crimine organizzato. L’impegno dell’Italia, ha ricordato Della Vedova, è prioritario e costante, declinandosi anche in azioni mirate nei confronti dei Paesi in via di sviluppo. La presenza di organizzazioni criminali forti e radicate nel territorio, infatti, costituisce ancora oggi un ostacolo verso una crescita sostenibile in diverse aree geografiche del mondo. Il nesso tra dimensione economico-finanziaria e crimine organizzato, una delle intuizioni piu’ brillanti e pionieristiche di Falcone, rappresenta una delle chiavi di volta per comprendere e contrastare i fenomeni criminali, accrescendo, pero’, la complessita’ dell’azione investigativa, sulla quale si è soffermato Roberti.

La lotta alla criminalità organizzata, ha infine affermato la professoressa Maria Falcone in un toccante ricordo del fratello, non può essere affidata esclusivamente agli sforzi dello Stato, ma richiede il più ampio coinvolgimento della società civile. In essa, ha concluso, risiede la forza in grado di promuovere il cambiamento culturale indispensabile per sconfiggere definitivamente la mafia. (Inform)

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