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(Fonte immagine Facebook)
TORINO – Dal 20 al 27 agosto Torino ospiterà la XIX edizione delle International Earth Science Olympiad (IESO), l’importante competizione internazionale di Scienze della Terra dedicata agli studenti delle scuole secondarie, organizzata in Italia da Anisn Ets, Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali con il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino. Oltre 40 partner istituzionali, tra università, enti di ricerca e associazioni scientifiche del settore, e più di 40 nazioni partecipanti da tutti i continenti.
Al fianco del Comitato Organizzatore si sono schierate la Regione Piemonte e la Regione Autonoma Valle d’Aosta, con il sostegno, come per tutte le iniziative del progetto, della Fondazione Sella, insieme a un sistema di collaborazioni che coinvolge il mondo accademico, quello professionale e quello della protezione del territorio, dalla Società Geologica alla Protezione Civile, dall’INGV a European Federation of Geologist, e molte altre. Le geoscienze vengono spesso raccontate come un arcipelago di discipline, e invece chi le pratica sa che sono un corpo unico, una comunità con obiettivi e visioni comuni, comprendere la Terra per abitarla con responsabilità. Le IESO 2026 nascono da questa coesione, più di quaranta partner tra università, associazioni scientifiche, ordini e organizzazioni professionali che lavorano insieme, e ai ragazzi che arriveranno a Torino da oltre quaranta Paesi vogliamo consegnare proprio questo: l’idea che le eccellenze contano, ma che contano ancora di più le relazioni capaci di durare oltre la fine di agosto”. Lo ha dichiarato Susanna Occhipinti, Chair del Comitato Organizzatore IESO 2026.
“Le Scienze della Terra rappresentano una disciplina strategica per comprendere il funzionamento del nostro Pianeta e affrontare le grandi sfide del XXI secolo, dalla mitigazione dei rischi naturali alla gestione sostenibile delle georisorse, fino agli effetti dei cambiamenti climatici. Investire nella formazione dei giovani significa investire nella capacità della società di costruire un futuro più sicuro, resiliente e sostenibile. Le International Earth Science Olympiad sono un’occasione straordinaria per avvicinare le nuove generazioni alle geoscienze – ha affermato Rodolfo Carosi, Presidente della Società Geologica Italiana – stimolando curiosità, spirito critico e consapevolezza del ruolo fondamentale che queste discipline rivestono per la tutela del territorio, dell’ambiente e delle comunità. Accogliere a Torino i migliori studenti del mondo significa anche lanciare un messaggio forte: il futuro del nostro Pianeta passa attraverso la conoscenza scientifica, la cooperazione internazionale e l’impegno delle nuove generazioni”. 160 studenti di tutti i continenti gareggeranno in prove tecniche e pratiche ma allo stesso tempo conosceranno il patrimonio geologico del Piemonte e della Valle d’Aosta. Un programma intenso, tra competizione e cooperazione. “Gli studenti – ha spiegato Carosi – saranno impegnati in prove teoriche e pratiche sul terreno, in attività di cooperazione internazionale e in un programma culturale che li porterà a conoscere il patrimonio geologico e paesaggistico del Piemonte e della Valle d’Aosta. Accanto alla competizione, le IESO 2026 vogliono essere un’occasione per costruire relazioni: tra studenti di Paesi diversi tra scuola e università, tra ricerca e professione”. Tra le novità di questa edizione, una sorta di fiera del lavoro, una Job Fair dedicata alle professioni delle Scienze della Terra, alla quale si auspica la partecipazione di enti e organizzazioni del settore: la Protezione Civile, gli Ordini professionali, le organizzazioni professionali europee. Un’occasione per mostrare ai giovani talenti, e al pubblico, che le geoscienze non sono soltanto una passione, ma un percorso professionale concreto, sempre più necessario in un’epoca segnata dal cambiamento climatico e dalla gestione dei rischi naturali. Le IESO 2026 coinvolgono attivamente il territorio: studenti dei licei di Torino, studenti del Politecnico di Torino e del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino partecipano all’organizzazione e all’accoglienza delle delegazioni, in un’esperienza di volontariato scientifico e internazionale”. Un sistema complesso, che il Comitato Organizzatore auspica possa essere non solo un’occasione per valorizzare le eccellenze, ma anche per costruire reti di collaborazione destinate a durare oltre l’evento.(Inform)