ITALIANI ALL’ESTERO
SANT’ANGELO LODIGIANO – Si è svolta ieri, nel Salone dei Cavalieri del Castello Bolognini di Sant’Angelo Lodigiano, la presentazione del volume di Gianni Lattanzio “Francesca Cabrini: una Santa alla prova dei tempi. Un percorso tra storia, migrazioni, educazione e umanesimo cristiano”, pubblicato da La Bussola. L’iniziativa, ospitata nella città natale di Santa Francesca Saverio Cabrini, ha proposto una rilettura della sua figura come missionaria, educatrice e fondatrice delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, capace di unire fede, cura delle persone e costruzione di opere sociali destinate agli emigrati, ai minori, ai malati e alle fasce più fragili della popolazione. Nel corso dell’incontro, Lattanzio ha annunciato il lancio del Premio Internazionale Madre Cabrini, promosso da Meridianoitalia. Il Premio intende valorizzare persone, istituzioni, associazioni e realtà sociali, educative, culturali e sanitarie impegnate nella promozione della dignità umana, dell’inclusione, dell’istruzione, della salute, della tutela dei migranti e della costruzione di comunità solidali. “Madre Cabrini non guardava al migrante come a un numero, una pratica o un problema da amministrare, ma come a una persona: portatrice di storia, identità, diritti, fragilità e futuro”, ha affermato Lattanzio. “È questa la sua lezione più attuale: non fermarsi all’emergenza, non abituarsi all’esclusione e trasformare la compassione in responsabilità concreta”. L’autore ha richiamato il legame tra la spiritualità del Sacro Cuore e l’opera della Santa lodigiana. “Per Cabrini, la fede non era evasione dalla realtà, ma una forza capace di tradursi in cura, educazione, accoglienza e responsabilità. La sua carità non si limitava a soccorrere nell’emergenza: costruiva scuole, ospedali, orfanotrofi, case e comunità”. La presentazione ha affrontato in chiave interdisciplinare i temi della memoria storica, delle migrazioni contemporanee, dei diritti e dei doveri connessi ai percorsi di integrazione, dell’educazione come strumento di libertà e cittadinanza, del diritto alla salute e della medicina di prossimità, della tutela dei minori, del lavoro dignitoso e del contrasto allo sfruttamento. Al centro del confronto anche il rapporto tra tecnologia, sicurezza, intelligenza artificiale e nuove disuguaglianze, insieme al ruolo dell’arte e della cultura nel custodire la memoria, promuovere il dialogo e rafforzare i legami di comunità. “Servono regole chiare, legalità e sicurezza, ma ogni scelta deve avere come misura la dignità inviolabile della persona”, ha sottolineato Lattanzio. “L’accoglienza senza organizzazione rischia di diventare abbandono; il controllo senza umanità diventa ingiustizia. Madre Cabrini insegna che il bene, per essere efficace e duraturo, deve essere organizzato”. All’incontro hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, del mondo culturale, accademico, sanitario, tecnologico e artistico, insieme alle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù. Hanno portato il loro saluto introduttivo il sindaco di Sant’Angelo Lodigiano, il parroco, la Madre Provinciale per l’Europa delle Suore Missionarie del Sacro Cuore e l’assessore alla cultura. Gli interventi del prof. Ernesto Preziosi, del Prof Piersilvio Gerometta, del Dott. Pierguido, del Maestro Meo Carbone e dell’autore sono stati moderati da Lorenzo Rinaldi, direttore de Il Cittadino. “Il compito che Madre Cabrini ci consegna – ha concluso Lattanzio – è fare della dignità dell’altro una responsabilità personale e pubblica. Il Premio Internazionale Madre Cabrini vuole riconoscere quanti rendono questo impegno concreto, trasformando la compassione in opere, diritti e comunità”. (Inform)