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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A Rovereto “Invisibili generazioni”

NUOVA MOBILITÀ

Questa sera il debutto nazionale dello spettacolo teatrale coprodotto dall’Ufficio Emigrazione della Provincia autonoma di Trento

 

 

ROVERETO – “Invisibili generazioni”: questa sera debutto nazionale a Rovereto dello spettacolo teatrale che racconta una storia di “nuova mobilità”. Lo spettacolo della Compagnia Elementare Teatro, scritto e diretto da Carolina De La Calle Casanova. va in  scena al Teatro Zandonai alle ore 20.45 “Invisibili generazioni” è commissionato e coprodotto dall’Ufficio Emigrazione della Provincia autonoma di Trento nell’ambito del progetto Trentino Global Network – TgN, in collaborazione con Comune di Vallarsa e Comunità della Vallagarina.

“Invisibili generazioni” racconta l’emigrazione – perlopiù giovanile – dei giorni nostri giorni, fenomeno complesso e molto diverso dall’emigrazione “storica” che ha interessato, a più riprese, l’Italia e il Trentino (come pure tanti altri paesi europei). Commedia giocata su più registri, a tratti ironica e punk, a tratti capace di toccare corde di autentica commozione, il lavoro di Elementare Teatro,racconta i cambiamenti in atto, in maniera empatica e convincente, protagonisti sono alcuni giovani, alcuni “ex-pat”, come si dice oggi, “espatriati”, ma anche i loro familiari, quelli che sono rimasti.

“Tutti conosciamo qualcuno che è partito chi in Europa – spiegano le note della Provincia che accompagnano lo spettacolo –  chi in altri continenti. Figli, nipoti, amici emigrano di nuovo per trovare lavoro e progettare una vita, cosa che – dopo la crisi, economica, politica, sociale – è sempre più difficile immaginare. Questa ‘generazione invisibile’ ha diritto a una voce – che abbiamo scelto teatrale – e noi abbiamo il dovere di guardare e vedere la loro fatica e le loro speranze, consapevoli che in un mondo che sta cambiando velocissimamente immaginare soluzioni, proporre nuove politiche è una difficile impresa”.

Un fenomeno nuovo, dunque, favorito dal web e dai voli low cost, diverso dalle migrazioni del passato, che produce in pari misura aspettative, disagi, nostalgie, opportunità di autorealizzazione. “Non è facile andare via e nemmeno rimanere e accettare che siamo la generazione dell’incertezza, e che in tale condizione risiede la nostra forza, il nostro coraggio –  si legge nelle note di regia dello spettacolo – . Personalmente non ammetto di essere ricompresa all’interno della ‘generazione persa’ da alcuni giornalisti o politici, non solo perché non ci credo, ma perché nella mia generazione non vedo persone perse ma persone che cercano, il che è ben diverso”

Nell’Era del Virtuale l’emigrazione giovanile sembra essere solo la punta di un iceberg inesplorato; sotto acqua, in disgelo, c’è un cambiamento in essere di cui i nostri giovani saranno comunque protagonisti. (Inform)

 

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