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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A Roma la presentazione del libro “Un’altra America. Viaggio nelle città italiane degli Stati Uniti” di Alberto Giuffrè

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Il 14 novembre al Centro Studi Americani un “giro d’Italia” attraverso otto città sparse in tutti gli Stati Uniti che hanno adottato “ingombrati” nomi italiani

 

ROMA – Verrà presentato lunedì 14 novembre alle ore 17 presso il Centro Studi Americani di Roma (via Caetani 32) il libro “Un’altra America. Viaggio nelle città italiane degli Stati Uniti” di Alberto Giuffrè, edito da Marsilio. Ne parleranno con l’autore Holly Murten dell’Ambasciata Usa a Roma e Federico Leoni di SkyTg24.  L’iniziativa è organizzata in collaborazione con l’Ambasciata americana in Italia e Marsilio Editore.

Il libro è un viaggio attraverso otto città americane dal nome italiano – Rome, Milan, Naples, Venice, Florence, Palermo, Verona, Genoa – situate in otto Stati diversi, da Ovest a Est, da Nord a Sud. Un “giro d’Italia” dentro i confini statunitensi che presenta una realtà sconosciuta, con le sue ansie, i suoi simboli, le sue ambizioni, le sue frustrazioni. L’America che suona e quella che cerca di scrollarsi di dosso il titolo di «patria del cibo spazzatura». L’America che porta i figli a sparare con i fucili e quella che cava milioni di dollari dalle start up tecnologiche e dal petrolio. Storie, paesaggi, leggende, personaggi di posti quasi del tutto fuori dalle rotte turistiche tradizionali. In alcuni casi – si legge sul sito dedicato al libro www.unaltramerica.it – hanno molto in comune con l’Italia. Come Rome, in Georgia, che sorge su sette colli, è attraversata da tre fiumi e sfoggia, davanti al municipio, una copia in bronzo della “Lupa capitolina”. Qui, in una terra tutta «Dio, pistole e football americano», un manager italiano guida la fabbrica della Pirelli, la principale di tutto il Continente. In altri casi, invece, la somiglianza con il Belpaese è più dura da trovare. Come a Palermo, in North Dakota, a un passo dal confine con il Canada: una realtà fantasma di neanche cento abitanti al centro di un’area che negli ultimi anni, fino a quando non è calato il prezzo del petrolio, è diventata terra di conquista. Luoghi diversi tra loro, più o meno lontani dalle metropoli: piccoli come villaggi o grandi come città. Alcuni per ripicca, altri per troppa ambizione, altri ancora per un semplice omaggio, si sono trovati ad avere in dono un nome ingombrante. Svelando, ognuno a modo suo, un pezzo d’America e nascondendo un po’ d’Italia. (Inform)

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