direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A Roma il convegno “Raccontare l’Italia oltre frontiera”, il panel “Legge sull’editoria: criticità e prospettive. Casi concreti”

ITALIANI ALL’ESTERO

 

ROMA – L’ultimo panel del convegno “Raccontare l’Italia oltre frontiera”, svoltosi a Roma a Palazzo San Macuto, è stato dedicato al tema :  “Legge sull’editoria: criticità e prospettive. Casi concreti”. Il dibattito è stato moderato da Pietro Lunetto, coordinatore nazionale di FILEF ETS. Ha in primo luogo preso la parola Mimmo Porpiglia (Gente d’Italia) che ha ripercorso la vicenda relativa al suo giornale che , dopo lunghi anni di attività, è stato escluso dai contributi 2021 per la stampa italiana all’estero. Per Porpiglia è incomprensibile come proprio ora che la collettività italiana appare sempre più lontana dal voto all’estero e dalla realtà italiana , venga chiuso un giornale “libero e non condizionabile”. Porpiglia, che si sta opponendo all’esclusione dai contributi, ha anche spiegato come queste risorse pubbliche siano essenziali per il lavoro del giornale che conta su una redazione di 12 giornalisti.  A seguire è intervenuto il giornalista Luciano Ghelfi (Mantovani nel Mondo). “Come socio fondatore dell’associazione Mantovani nel Mondo, – ha rilevato – sono testimone di un ritrovamento dell’identità della nostra provincia che si era totalmente dimenticata” di essere stata una terra di forte emigrazione dopo l’unità d’Italia. Richiamando l’apertura, quasi vent’anni fa, del portale dei lombardi nel mondo, ha ribadito l’importanza dell’identità territoriale per chi vive all’estero.  “Dobbiamo ragionare sul fatto – ha poi proseguito Ghelfi – che le migrazioni sono due, quella storica e quella attuale ” ed hanno esigenze e bisogni specifici. “Ho imparato l’italianità del Paraguay” ha poi affermato Ghelfi nella sua veste di giornalista , riportando la sua esperienza al seguito del  Presidente della Repubblica Sergio Mattarella proprio in Paraguay e segnalando come l’Italia “si sia dimenticata dalla nostra comunità , mentre loro guardano sempre all’Italia”.

Giuseppe Della Noce (Aise) ha affermato come la legge per la stampa italiana all’estero abbia diversi punti problematici. Secondo Della Noce ad esempio dalla norma vengono previsti dei limiti ai costi della testata, pari a 50mila euro, che però possono essere rimborsati solo al 50%. Per cambiare la legge in tempi brevi secondo Della Noce sarebbero dunque necessari interventi amministrativi.

Nell’intervento successivo, Luciano Vecchi (CGIE) ha posto il focus sull’importanza della stampa specializzata  per le comunità degli italiani nel mondo e su quanto intende fare in proposito il Consiglio Generale degli italiani all’estero dopo il lungo periodo di fermo. “Stiamo parlando – ha aggiunto – di un pezzo della politica, intesa nel senso di polis, delle nostre comunità nel mondo. Una delle componenti della materializzazione di un’identità politica italiana che ha la grande difficoltà di stare fuori dai confini nazionali”. Il consigliere Vecchi ha anche sottolineato come il “ricostituito Cgie” sebbene con “due anni di ritardo”, possa portare avanti rapidamente un ragionamento “su uno strumento legislativo” in merito alla stampa italiana all’estero.

Paola Cairo (Passaparola Magazine) nel raccontare l’esperienza della rivista presente in Lussemburgo fino allo scorso gennaio in formato cartaceo , ma che ora continua la sua esperienza in formato online , si è soffermata sulla necessità di far capire che i giornalisti italiani all’estero hanno lo scopo “dar voce alla comunità italiana e farla conoscere”. “Avremmo voluto – ha aggiunto – maggiore aiuto da parte del governo, ma continuiamo a fare il nostro lavoro nell’esperienza online con la stessa passione per un’informazione nuova”.
Le conclusioni sono state poi affidate al deputato Fabio Porta (Pd- ripartizione America Meridionale).  “Parliamo di informazione – ha esordito Porta dopo aver sottolineato che continuerà a mantenere alta l’attenzione su questa tematica – perché abbiamo a cuore l’Italia e la sua democrazia. E perché crediamo che l’esercizio di voto, la partecipazione politica degli italiani all’estero non sia qualcosa di accessorio, ma sia utile al nostro paese. E questo non può avvenire in assenza di un sistema capillare di informazione all’estero”. (Alessio Mirtini- Inform)

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