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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A Roma il convegno: “La lingua italiana come strumento di dialogo interculturale, sviluppo e crescita economica”

LINGUA E CULTURA ITALIANA

L’incontro è stato organizzato dall’Associazione scuole di italiano come lingua seconda (Asils) sui temi di riflessione avanzati nel corso degli Stati generali della Lingua italiana a Firenze. Tra gli interventi quello di Jacopo Viciani della segreteria particolare del sottosegretario agli Esteri Mario Giro: “Siamo riusciti a mobilitare coloro che credono che diffondere la nostra lingua nel mondo non sia solo una missione culturale ma anche un’opportunità economica. Ora occorre mantenere vivo l’entusiasmo e lavorare per gli obiettivi che ci siamo assunti”

 

ROMA – Si è svolto ieri presso l’Ufficio per l’Italia del Parlamento europeo a Roma il convegno “La lingua italiana come strumento di dialogo interculturale, sviluppo e crescita economica”, iniziativa organizzata dall’Associazione scuole di italiano come lingua seconda (Asils) che si propone di proseguire la collaborazione tra pubblico e privato sul tema avviata dagli Stati generali della Lingua italiana celebrati a Firenze nello scorso mese di ottobre.

Invitato ad aprire i lavori il sottosegretario agli Esteri Mario Giro, che ha voluto fortemente gli Stati generali, ritenendoli poi permanentemente convocati per la realizzazione delle proposte sulla diffusione della lingua e cultura italiana avanzate in quel contesto, ma che non è potuto intervenire per motivi di salute. A salutare i presenti Jacopo Viciani, della segreteria particolare del sottosegretario, che ha richiamato l’importanza dell’appuntamento fiorentino, cui hanno contribuito anche le scuole che insegnano l’italiano in Italia e all’estero, e segnalato come occorra tener vivo l’entusiasmo, oltre che lavorare per la realizzazione concreta degli impegni assunti con il documento finale degli Stati generali. “Siamo riusciti nel nostro intento di creare una mobilitazione di popolo, nella chiamata a raccolta del partito della lingua italiana, di coloro che credono – spiega – che diffondere la nostra lingua nel mondo non sia solo una missione culturale ma anche un’opportunità economica”. Richiama poi i passi avanti compiuti da ottobre: in corso la creazione di una banca dati per favorire l’inserimento dei laureati in didattica dell’italiano da parte del Maeci in collaborazione con la Crui; sul fronte del volontariato linguistico internazionale, vengono segnalate 25 università straniere che accoglieranno giovani impegnati nel servizio civile all’estero per progetti di insegnamento dell’italiano; in fase di raccolta anche i dati sulla diffusione dell’italiano nel mondo che verranno diffusi a Firenze nel corso della XV edizione della Settimana della Lingua italiana – ottobre 2015, – evento per cui si prevede anche l’operatività del portale unificante tutte le risorse dedicate all’apprendimento della lingua italiana, cui stanno lavorando Maeci, Miur e Poligrafico della Stato. Nel 2016 è previsto inoltre un nuovo incontro degli Stati generali a Firenze per monitorare le attività messe in campo. “L’insegnamento dell’italiano non è solo un atto dovuto per valorizzare la nostra cultura – prosegue Viciani – ma è un vero e proprio affare economico, sia per il sistema Italia, perché attrae turisti, genera export e investimenti, sia perché crea nell’immediato un ritorno economico”. Per ogni euro pubblico destinato agli enti gestori dei corsi di lingua e cultura italiana all’estero – dice – si genera un ritorno economico sul fronte privato che equivale al doppio e in taluni casi al triplo – in aree come l’Africa – o a 5 volte tanto – in America latina. Si tratta quindi di un comparto che “può creare occupazione e generare profitto – sottolinea Viciani, evidenziando la necessità di intercettare la domanda di italiano oggi presente nel mondo favorendo il moltiplicarsi delle “imprese culturali”, come scuole private che potrebbero affiancarsi alle realtà pubbliche impegnate in questo settore con strumenti quali il credito agevolato o quelli già esistenti per l’internazionalizzazione. Per un salto di qualità della diffusione della lingua italiana all’estero è quindi necessario un “cambio di mentalità” che associ a tale settore la possibilità di fare profitto, così da coinvolgere – in tempi di ristrettezze economiche – le imprese private in tale attività, visto anche il crescere della classe media nei Paesi emergenti. Conferma la capacità di attrazione esercitata dalla lingua italiana anche il capo dell’Ufficio per l’Italia del Parlamento europeo, Daniel Ractliffe, che si definisce lui stesso un “esempio vivente di tale capacità di attrazione”. “Ho avuto modo di constatare l’interesse per l’italiano da parte di giovani provenienti da Paesi con un alto tasso di crescita economica, come la Cina, e questo dimostra – afferma Ractliffe – che possiamo aver fiducia nel futuro culturale di questo mondo globalizzato. Questo è anche un esempio del funzionamento della diplomazia culturale italiana; in un mondo che non è più eurocentrico, chi studia la lingua di Dante diventa ambasciatore di cultura e valori europei”. Dal Parlamento europeo invia un video messaggio Gianni Pittella, capogruppo dell’Alleanza progressista dei Socialisti e Democratici, che sottolinea come si debba investire sulla promozione della nostra lingua come volano dello sviluppo, intervenendo su criticità come le procedure burocratiche e sul sistema di certificazione dei docenti e dell’apprendimento.

Ad illustrare l’attività dell’Asils, nata nel 1991 e che riunisce oggi 42 scuole presenti in 10 regioni del territorio nazionale, la presidente Francesca Romana Memoli: gli studenti stranieri che hanno frequentato i corsi attivati dalle scuole dell’associazione sono stati nel 2013 24 mila, per un totale di 301 corsi della durata media di 4,5 settimane. Il fatturato raggiunge i 20,9 milioni di euro e arriva sino a 42 milioni di euro se consideriamo anche l’indotto che ruota intorno alla permanenza degli studenti stranieri in Italia – alloggi, visite e attività culturali etc. L’associazione tiene alla qualità dei servizi offerti e dei suoi insegnanti, qualificati e assunti per la maggior parte con un contratto nazionale. Negli ultimi anni è aumentato in particolare il personale che collabora nell’ambito web, in linea con la trasformazioni del comparto, che affianca alle lezioni frontali sempre più anche l’utilizzo dei social media. Un’analisi dell’Asils rileva come i primi Paesi di provenienza degli studenti dei corsi offerti siano Stati Uniti e Germania (che registrano tuttavia un calo rispetto al 2012), Russia, Svizzera (in aumento), Giappone, Regno Unito, Francia, Brasile e Paesi Bassi. Sono studenti, ma anche lavoratori (36%) e appartenenti a tutte le fasce d’età, anche più elevate rispetto a quella classica degli universitari. Sono soprattutto permanenze stagionali, che si concentrano nei mesi estivi anche se l’impegno è quello di destagionalizzare la permanenza. Richiamato anche l’investimento nel marketing: 2 milioni di euro nel 2013, una media di 58 mila euro a scuola, promozione cui Memoli auspica possano collaborare maggiormente le istituzioni in iniziative condivise. Il punto di forza segnalato dall’Aisls resta la capacità attrattiva costante che l’italiano esercita – il numero degli studenti e dei corsi non ha subito significative variazioni rispetto al 2012 – mentre le criticità sono la scarsa interazione con il pubblico, la mancanza di coinvolgimento nei tavoli di lavoro istituzionali in cui si affrontano i temi dell’insegnamento dell’italiano, l’esclusione dei soggetti privati nei progetti di insegnamento linguistico ministeriali. La presidente chiede inoltre un intervento normativo sul rilascio dei visti, che preveda tra le fattispecie per la loro concessione anche quella per lo studio della lingua italiana.

Per il Ministero degli Affari esteri e la Cooperazione internazionale interviene Stefano Zanini, capo ufficio III della Direzione generale del Sistema Paese, che segnala come si stia lavorando per la raccolta di dati più precisi sulla diffusione dell’italiano nel mondo, esigenza avanzata nel corso degli Stati generali. “Il ministero – afferma – aveva censito nel 2012 circa 550 mila studenti di italiano all’estero, ma erano quelli che risultavano partecipare solo alle iniziative in qualche modo collegate con il Maeci attraverso i contributi destinati a questo scopo. Il numero è stato poi progressivamente ampliato fino ad arrivare a 1 milione e 500 mila studenti – afferma Zanini, segnalando come resti però ancora molto lavoro da fare sui numeri, sia quantitativamente che qualitativamente. In particolare occorre un esame sulle motivazioni che spingono alla scelta dell’italiano come seconda lingua di studio, analisi che egli invita l’associazione a condividere, così come tiene a sottolineare sia “aperto” il lavoro messo in campo con il documento finale degli Stati generali. Altro fronte di lavoro da parte del Maeci è la certificazione della qualità di insegnamento ed insegnanti, tema su cui si sta riflettendo in collaborazione con le università.

Ricorda le cifre legate al turismo in Italia Cristiano Radaelli, commissario straordinario dell’Enit, che parla di una percentuale del nostro Pil riconducibile al settore del 9%, di 90 miliardi di euro di ricchezza generata e 2,6 milioni di posti di lavoro. La sollecitazione è anche in questo caso quella di fare di più, perché le “rendite di posizione non bastano”. “L’Italia potrebbe essere e tronare ad essere la prima meta turistica d’Europa, mentre non ha saputo cogliere l’aumento del flusso turistico mondiale e oggi è superata da Paesi come la Francia e la Spagna – afferma Radaelli. Per il commissario straordinario dell’Enit, dunque, “la bellezza non basta in un mercato altamente competitivo come quelle turistico – conclude, rilevando come la presenza di stranieri in Italia per frequentare corsi di italiano possa costituire una leva per lo stesso settore turistico, sino ad oggi poco utilizzata.

Suggerisce di utilizzare Expo 2015 quale vetrina anche per la promozione della nostra lingua il giornalista di RepubblicaLeandro Palestini, invitando ad utilizzare fantasia e passione, se mancano i soldi. Ricorda tuttavia come, anche in tempo di crisi economica, Paesi come la Francia, la Germania e la Spagna trovino le risorse per promuovere la loro lingua e cultura in tutto il mondo. Delle criticità che attraversa l’insegnamento e la diffusione dell’italiano in Paesi come la Svizzera, Grecia, Malta o in Slovenia parla Loredana Cornero, segretaria generale della Comunità radiotelevisiva italofona e della Direzione relazioni internazionali della Rai, che ritiene la nostra lingua debba trovare oggi un nuovo “plusvalore”, non riconducibile esclusivamente al nostro patrimonio letterario, per poter esercitare quella capacità attrattiva necessaria a competere nell’attuale contesto plurilinguistico.

Eleonora Cimbro, membro della Commissione Affari Esteri della Camera dei deputati, accoglie il rilievo sull’assenza di un visto che indichi come motivazione lo studio della lingua italiana e ritiene che tale vuoto normativo debba essere colmato. Segnala a questo proposito di aver depositato un’interrogazione rivolta a Maeci e Miur. Condivide inoltre la proposta di fare di Expo 2015 un’occasione per promuovere la nostra lingua. Intervengono infine Valeria Della Valle, docente di Linguistica all’Università Sapienza di Roma, che segnala come le parole siano le migliori ambasciatrici della nostra lingua e come esse sempre più spesso vengano utilizzate all’estero, simpatia e diffusione che sollecita a “cavalcare”, e Diana Saccardo, dirigente del Dipartimento del sistema educativo di istruzione e formazione del Miur, che sottolinea come sia indispensabile per insegnare l’italiano all’estero o agli stranieri in Italia l’acquisizione della metodologia per il suo insegnamento come lingua seconda. Richiamata infine la necessità di sviluppare tra gli studenti stranieri e di origine straniera presenti nelle nostre scuole le competenze dell’italiano non solo come lingua base ma anche come lingua di studio, per evitare i rischi di insuccesso e dispersione scolastica. (Viviana Pansa – Inform)

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