MOSTRE
Gli ultimi abitanti dell’antico borgo sul Gran Sasso lasciarono definitivamente il paese nel 1956, seguendo le vie dell’emigrazione
ROCCA CALASCIO (L’Aquila) – Si è aperta ieri e potrà essere visitata fino al prossimo 6 settembre la mostra “Zampognari mito dell’Abruzzo pastorale” allestita presso il Rifugio della Rocca a Rocca Calascio, antico borgo sul Gran Sasso d’Italia non sopravvissuto al declino del mondo pastorale che per secoli ne caratterizzò economia e cultura. Gli ultimi abitanti lasciarono definitivamente il paese nell’anno 1956 seguendo le vie dell’emigrazione, come altri paesi abruzzesi, consegnando il borgo al silenzio. Con il crollo della pastorizia scivolarono nell’oblio anche i pastori-musicisti, gli zampognari. La mostra (a ingresso libero) è promossa dall’Associazione Zampogne d’Abruzzo e progettata da Antonio Bini , autore del libro “Li chiamavano pifferari: zampognari mito dell’Abruzzo pastorale”. L’esposizione è riproposta e ampliata rispetto all’evento dell’estate 2013. Nella mostra sono presenti anche immagini delle prime escursioni del Touring Club Italiano sul Gran Sasso d’Italia .La mostra, che ha il patrocino di Italia Nostra (sezione di Pescara), intende recuperare la storia secolare di questi singolari musicisti e ricostruire l’immenso patrimonio culturale che lasciarono in eredità soprattutto artisti, letterati e musicisti stranieri che visitarono l’Italia ai tempi del Grand Tour e che furono frequentemente ispirati da queste espressioni del mondo pastorale abruzzese. Un fenomeno ancora vivo in Europa come dimostra la mostra sull’Italia dei pittori romantici tedeschi e dei primi fotografi di fine Ottocento “Pathos und Idylle. Italien in Fotografie und Malerei”, in svolgimento presso la Neue Pinakothek di Monaco di Baviera fino al 29 settembre. In questa mostra, come altre precedentemente allestite in varie città europee, non manca il tema degli zampognari o meglio dei pifferari, come venivano chiamati dai viaggiatori stranieri in Italia.
L’Associazione Zampogne d’Abruzzo negli ultimi anni è impegnata nel favorire la diffusione dell’antico strumento e il recupero del disperso patrimonio musicale, anche attraverso la ripresa di rapporti di collaborazione con le espressioni culturali legate alla zampogna presenti nel basso Lazio e in Molise, aree in passato accomunate dalla transumanza. Lo scorso 7 luglio la banda dell’Associazione, composta da 24 elementi, è stata ospite dell’Expo Milano 2015. (Inform)