mercoledì, 8 Maggio, 2013 in
NOTIZIE INFORM
SENATO DELLA REPUBBLICA
A Palazzo Madama la discussione sul Documento di Economia e Finanza
Di Biagio (Scelta Civica) favorevole alla sospensione della rata di giugno dell’Imu per consentire una rimodulazione dell’imposta che coinvolga anche gli immobili posseduti in Italia dai connazionali residenti all’estero
ROMA – Aldo Di Biagio, senatore di Scelta Civica eletto nella ripartizione Europa, è intervenuto ieri in Aula nel corso della discussione riguardante il Documento di Economia e Finanza, documento in cui si indicano gli interventi prioritari utili al superamento della difficile situazione economica del Paese, tenendo conto dei vincoli di bilancio richiesti dall’Unione Europea.
Di Biagio ha definito l’analisi del Def, la “prima vera occasione di questo governo” “per ripensare ad una politica economica valida”, cha sappia coniugare “garanzie del cittadino, crescita economica e contenimento del debito”, pur definendo il pareggio di bilancio in termini strutturali. “Siamo pienamente consapevoli del fatto che l’azione di risanamento portata avanti nei mesi scorsi abbia condotto a risultati significativi, non senza riflessi sui primari livelli di garanzia economica dei cittadini meno abbienti – ha segnalato l’esponente di Scelta Civica, sottolineando come il riequilibrio delle finanze pubbliche sia ora “terreno di coltura per tutte le iniziative tese alla rinascita economica del Paese”.
Tra i punti da rivedere, Di Biagio evidenzia la necessità di introdurre “misure più incisive nel piano nazionale di riforme”, “più rispondente alle priorità tracciate da questo esecutivo”, e tutta la materia relativa al pagamento dell’Imu, su cui il senatore sollecita una maggiore chiarezza e più pragmatismo. Richiamata in particolare la stabilizzazione dell’imposta sulla casa oltre il 2015, prevista dal governo nelle scorse settimane, stabilizzazione che ha creato “un vero e proprio smarrimento sociale soprattutto nei cittadini meno abbienti”. “Altrettanta confusione è da ricondurre a coloro che invece spingono per l’abolizione indiscriminata dell’Imu – rileva Di Biagio, – ponendola quasi a condizione della sopravvivenza del governo”. Per l’esponente di Scelta Civica quest’ultima opzione non sarebbe però praticabile, comportando un mancato gettito di circa 4 miliardi di euro nella casse dello Stato. “Salvaguardare il gettito derivante dall’applicazione dell’imposta oltre il 2015 appare certamente doveroso – sostiene Di Biagio, – ma lo si può sicuramente fare con altri mezzi e in altri modi”. Egli parla quindi di una rimodulazione del valore dell’imposta “a tutela delle famiglie in difficoltà, delle famiglie numerose, dei cittadini in conclamata condizione di povertà e dei cittadini residenti all’estero costretti a pagare somme importanti per immobili che la legge considera prima casa”.
Nel caso degli italiani con residenza all’estero, “questi spesso hanno in Italia delle piccole unità immobiliari talvolta in piccoli Paesi” e “sebbene la legge 75 del 93 le definisca prima casa – evidenzia Di Biagio – i connazionali ci pagano un Imu maggiorato come se fosse una seconda casa”. “I nostri connazionali – aggiunge – non chiedono di essere esonerati, ma chiedono che venga rispettata la legge del 93 e che quindi si consenta loro di pagare il dovuto e non l’equivalente di un bene di lusso. Non dimentichiamo inoltre il caso dei pensionati che vivono in case di cura o di riposo e che sono costretti, anche loro, a pagare un Imu maggiorato. Tutto questo perché la normativa vigente prevede il principio della discrezionalità dei comuni nella determinazione dell’imposta”. “In questo scenario, il depennamento del pagamento della rata di giugno dell’imposta, con apposito decreto nei prossimi giorni, rappresenta un importante punto di partenza. Soltanto in questo modo sarà possibile ragionare su nuove e più incisive modalità di intervento sul versante della gestione delle imposte immobiliari – afferma Di Biagio, richiamando altri importanti ambiti che “attendono misure chiare e interventi selezionati: dalla riforma del mercato del lavoro, alla riduzione del cuneo fiscale passando per il sostegno alle impresa e alle misure di liberalizzazione”. (Inform)



