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A Palazzo Madama la celebrazione ufficiale del Giorno del Ricordo

MEMORIA

 

(fonte immagine – Senato della Repubblica)

ROMA – Ha avuto luogo il 10 febbraio a Palazzo Madama, la cerimonia ufficiale per le celebrazioni del Giorno del Ricordo, istituito con la legge 30 marzo 2004 n.92, in memoria delle vittime delle foibe. La cerimonia si è svolta alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e del Presidente del Consiglio Mario Draghi. Oltre al Presidente del Senato Elisabetta Casellati, al Vicepresidente della Camera Ettore Rosati, vi hanno preso parte il Vice presidente della Corte costituzionale Daria de Pretis, i ministri Patrizio Bianchi dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini degli Affari Regionali, Renato Brunetta della Pubblica Amministrazione, Federico d’Incà dei Rapporti con il Parlamento. Sono intervenuti il Presidente di FederEsuli, Giuseppe de Vergottini e il Vicepresidente vicario dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Donatella Schürzel.

Al termine della cerimonia il ministro dell’istruzione ha premiato le quattro scuole vincitrici del concorso nazionale promosso in occasione di questa giornata dal titolo “10 febbraio Per Amor di Patria’”. L’evento è stato realizzato in collaborazione con Rai Parlamento, e condotto dalla giornalista Maria Antonietta Spadorcia. I lavori sono iniziati con l’inno nazionale affidato alla viola del Maestro Francesco Squarcia.

A dare inizio agli interventi è stata la Presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati che dopo i saluti di rito ha affermato : o “celebriamo oggi il giorno dedicato alle vittime delle foibe e al ricordo dell’esodo Giuliano-Dalmata, un appuntamento che anche quest’anno ci riunisce nella solennità del Parlamento, cuore della democrazia per riflettere su una delle più grandi tragedie del ‘900”. La presidente Casellati ha poi ringraziato il Presidente Mattarella perché “con la sua presenza sottolinea l’alto valore simbolico e identitario di questa giornata e conferma l’impegno a porre il riconoscimento della verità storica come premessa di una cultura di dialogo e amicizia tra le persone e le culture”. Nel ricordare che sono passati più di 70 anni da quella triste vicenda, ha sottolineato che questi decenni sono stati segnati da un “faticoso tentativo di fare luce su una delle pagine più dolorose del nostro passato”. Si è poi soffermata sugli 814 corpi recuperati solo due anni fa dalla foiba di Jazovka in Croazia, e i resti di altre 250 anime sempre estratti recentemente da una foiba slovena. Storie umane che non si possono dimenticare, così come ha ricordato la storia di Norma Cossetto, una donna che fu torturata e violentata e infine gettata in una foiba. Il suo martirio ha detto “è stato il martirio di centinaia di donne innocenti che ne hanno condiviso un orribile destino per il solo fatto di essere italiane”. Poi il ricordo è andato ai tanti che scelsero di lasciare tutto e venire in Italia. “Un esodo di quasi 350mila persone, che si è svolto con ogni mezzo anche di fortuna pur di mettersi in salvo dalle paure e dalle incertezze, dal peso dell’oppressione”. Un lungo esodo che durò fino alla fine degli anni ’50 e che interessò più del 90% della popolazione italiana istriana, giuliana e dalmata. “Una intera popolazione con la sua storia, le sue tradizioni, la sua cultura – ha ricordato – è stata costretta a lasciare la propria terra diventata improvvisamente straniera ed ostile”. “La generale disinformazione sulle cause dell’esodo e la forte polarizzazione ideologica di quella fase storica resero la condizione dell’esilio  – ha rilevato la Casellati – ancora più dolorosa”. Avviandosi verso la conclusione del suo intervento la Presidente del Senato ha lodato sia il ministro Bianchi per la sensibilizzazione nelle scuole  su questo tema, anche attraverso progetti e concorsi, sia i rappresentanti delle associazioni come FederEsuli per il grande lavoro di divulgazione che portano avanti affinché questa triste storia del secondo dopoguerra non venga dimenticata.

Per il Vice Presidente della Camera, Ettore Rosati, “E’ molto importante anche quest’anno celebrare in un aula del Parlamento il Giorno del Ricordo”. Rammentando che la legge per istituire questo giorno fu a approvata a larghissima maggioranza. Rosati ha rivolto un ringraziamento agli esuli e ai loro discendenti che per decenni hanno dovuto affrontare il negazionismo della tragedia ma che, grazie alla loro fermezza, hanno avviato un percorso per costruire una memoria condivisa. Per il Vicepresidente Rosati il senso della Giornata del Ricordo non è quello di distribuire colpe o ragioni, ma è quello di ricordare “le centinaia e migliaia di esuli istriani, fiumani e dalmati che furono privati come individui e come comunità della loro dignità, delle loro radici, delle loro proprietà e dei loro diritti fondamentali e che profughi nella madre Patria vennero accolti solo in alcuni casi con la dovuta solidarietà”.

Poi la parola è passata FederEsuli, la federazione delle associazioni degli esuli Istriani-Fiumani e Dalmati che è stata istituita nel 1989 per tramandare l’identità storica di queste comunità. Il presidente di FederEsuli Giuseppe de Vergottini rivolgendosi al Presidente Mattarella lo ha ringraziato per essere in aula perché ha detto “Lo abbiamo sempre sentito vicino in questi anni, ha seguito con passione e interesse i nostri problemi, le nostre vicissitudini, sono certo che questa continuazione di mandato seguirà nel segno degli anni progressi”. De Vergottini ha ringraziato il Parlamento per aver adottato la legge “che per noi è un passaggio fondamentale della nostra esistenza. Si è intervenuti dopo decenni, colmando una frattura che sembrava di fatto quasi definitiva tra la comunità degli esuli e l‘intera nazione”.

A seguire la parola è passata alla Vicepresidente vicaria dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Donatella Schürzel, da molti anni attiva nella valorizzazione della cultura Giuliano Dalmata. “Per me è un onore trovarmi qui oggi a rappresentare il mondo degli esuli, dei loro discendenti e delle loro associazioni afferenti a FederEsuli – ha detto – sono trascorsi oramai 75 anni dalla stipula del duro trattato di pace di Parigi che sancì la perdita di quasi una intera regione, del nostro Stato, della nostra Italia e con essa dell’abbondano forzato della nostra terra, la Patria amata dagli italiani dell’Istria di Fiume e della Dalmazia che Indro Montanelli definì ‘italiani due volte’. Siamo venuti esuli e profughi, – ha aggiunto – nella madre Patria amata al punto da compiere una scelta tanto drastica e dolorosa”.

L’ultimo intervento è stato del Presidente del Consiglio Mario Dragi “a distanza di più di 70 anni – ha detto – dobbiamo continuare a indagare su quanto è accaduto e dobbiamo continuare a costruire una memoria storica condivisa. Il tempo, la tristezza, la migliore comprensione degli eventi, il desiderio di condividere il futuro ci spingono verso questa direzione e ci allontanano per sempre da coloro che continuano a coltivare odio e divisione”. Poi parlando dei ragazzi delle scuole vincitrici del concorso “ci ricordano che dietro la storia ci sono le vite delle persone con i loro traumi e che senza partecipazione non può esservi memoria e che tocca ai giovani trasmettere alle generazioni che verranno. Voglio congratularmi per la grande sensibilità che avete dimostrato”. Avviandosi alla conclusione ha ricordato “Dobbiamo continuare a impegnarci per trovare il terreno comune tra nazioni diverse e trovare l’unità nella diversità. (…) Questo dialogo deve ispirarsi ai valori che ci accompagnano oggi: il pluralismo, la democrazia la libertà, sono i principi fondanti della Repubblica Italiana e dell’Unione Europea. Le uniche vere garanzie di un’autentica coesistenza tra nazioni e tra persone”. I momenti musicali di apertura e chiusura con l’Inno Nazionale e l’inno Europeo sono stati affidati alla viola del Maestro Francesco Squarcia, e all’attrice Isabel Russinova ha letto alcuni brani. (Inform)

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