ITALIANI ALL’ESTERO
Dal Notiziario dell’Associazione Piemontesi nel Mondo
FROSSASCO (Torino) – Emozioni, sorrisi, dialoghi fitti e voci in piemontese hanno fatto da sfondo all’iniziativa voluta dal Santuario di Oropa nell’Anno Giubilare. I piemontesi c’erano e si sono ritrovati per riallacciare quei legami mai spezzati, che li hanno tenuti uniti alla Terra d’origine durante gli anni d’emigrazione in ogni parte del Mondo.
Il Presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, nel suo intervento, ha tracciato il profilo dell’emigrazione dei nostri corregionali: “Ogni famiglia piemontese ha parenti in vari angoli del mondo, come la mia famiglia. I piemontesi hanno contribuito allo sviluppo delle società dei Paesi d’emigrazione e sono riusciti a raggiungere posizioni economiche, sociali e professionali di prim’ordine. Già quando ero Sindaco di Torino ho affermato che, quando i popoli si muovono, non è possibile fermarli e la migrazione, che deve rispettare delle regole, è una leva formidabile di cambiamento. La Storia ci insegna che quando la gente lascia la propria Terra lo fa perché ha un’immensa voglia di migliorare.”
Durante il Convegno tenutosi il 9 luglio nella Sala Convegni del Santuario, il Presidente ha analizzato il significato del verbo “emigrare” con riferimento al passato ed al presente sottolineando come i nostri corregionali abbiano affrontato molti sacrifici pur di realizzare il loro desiderio di migliorare la loro vita e quella dei loro figli.
Quasi una “linea di indirizzo” quella espressa dal Presidente durante il suo articolato intervento: “Fate conoscere il Piemonte nel mondo; aiutateci a farlo conoscere, voi ne siete i migliori ambasciatori, fate conoscere la nostra Terra nelle Comunità ove risiedete sotto tutti i profili, quello turistico e quello economico. Il vostro apporto è fondamentale per l’oggi e per il futuro”.
collegamento skype con S.Paolo del Brasile Il tema delle “migrazioni” è al giorno d’oggi di grande attualità e coinvolge il nostro Paese e la nostra regione; l’intensità dei flussi ricorda quella che fece definire l’Italia “un Paese di emigranti” sin dalla fine del 1800.
Ma anche oggi siamo un Paese da cui si emigra e lo fanno soprattutto i giovani sia dal Sud che dal Nord, come ribadito dal “Rapporto Migrantes” del 2015 e del 2014.
Numerosi gli interventi che hanno reso animato il Convegno dedicato sia agli studiosi della materia che alle testimonianze dirette degli emigrati, rese possibili anche grazie a skype.
Molto gradito è stato il saluto di benvenuto dei rappresentanti del Santuario ad inizio giornata: Don Michele Berchi, Rettore del Santuario, Don Gianni Panigoni e Paola Aglietta, Amministratori delegati del Santuario. I loro interventi, oltre a un ricordo del giornalista Gianfranco Bianco, recentemente scomparso e grande esperto d’emigrazione, hanno illustrato le motivazioni che li hanno spinti a volere questo “Ritorno ad Oropa”, annunciando che la manifestazione si ripeterà annualmente, suscitando un grande consenso. Quella del 2016 è quindi la prima edizione di un appuntamento che diverrà annuale e, pensiamo, imperdibile. Anche il Sindaco della Città di Biella, Marco Cavicchioli, nel suo saluto ha posto l’accento sull’importanza dell’evento per Oropa e per Biella, città famosa in tutto il mondo per i lanifici, il cui nome evoca l’epopea storica del settore tessile italiano che, ancora oggi, è sinonimo di qualità.
Ha introdotto il Convegno una sintesi della relazione del Segretario della Consulta dell’Emigrazione, dott.ssa Paola Taraglio, dal titolo “L’emigrazione italiana e Piemontese dal XVII secolo ai nostri giorni”: i primi flussi da Piemonte coincisero con la caduta di Napoleone; i piemontesi emigrarono prima in Francia, poi negli Stati Uniti e in Sud America incentrandosi soprattutto in Argentina e Brasile.
Michele Colombino, Presidente della Federazione delle Associazioni dei Piemontesi nel Mondo, fondatore dell’associazionismo piemontese nel mondo, ha sottolineato, nella sua relazione che: “Dobbiamo essere protagonisti nelle sfide del presente e del domani, per diventare costruttori della
nuova società globale, senza mai dimenticare i principi di solidarietà,rispetto e collaborazione tramandatici dalle nostre famiglie”.
Maddalena Tirabassi, Direttrice del Centro Altreitalie di Torino e ricercatrice,ha offerto un interessante panorama sui “Piemontesi di ieri e di oggi” specificando che:” L’emigrazione è un fenomeno che ha interessato tutta l’Italia, non solo il Sud, come spesso emerge dall’immaginario collettivo. Sono 2 milioni i piemontesi che, nei 150 anni di Storia unitaria, hanno lasciato la loro Terra e sono ben 6 milioni i piemontesi, di discendenza, sparsi per il mondo. In quello stesso periodo 30 milioni di italiani hanno lascito il Paese, mentre nel biennio 2014/15 abbiamo avuto 100mila partenze all’anno, anche se le cifre complessive sono due/tre volte superiori.”
Ha poi preso la parola il “Gianduja d’Australia” Rinaldo Pedron, appartenente all’Associazione Piemontesi del Victoria, che, raccontata la sua esperienza diretta di emigrato che dal nulla è riuscito a crearsi una buona posizione economica, ha spiegato come personalmente, così come fanno gli appartenenti delle nostre associazioni, è un punto di supporto per i giovani che emigrano in Australia.
L’Associazionismo piemontese è realmente una rete di sostegno di grande efficacia in ogni parte del mondo.
E’ seguita poi una Tavola rotonda dedicata ai “Musei ed Eco Musei dell’Emigrazione, un patrimonio di Storie da conservare” alla quale hanno partecipato Luca Vincenzo Calcagno per il Museo Regionale dell’Emigrazione Piemontese di Frossasco (TO), Chiara Cristofori, componente il Comitato di gestione del Museo Regionale dell’Emigrazione Vigezzina di Santa Maria Maggiore (VB), Gianni Valz Blin, Presidente onorario della Casa Museo dell’Alta Valle Cervo (BI), Francesca Peretti, Presidente del Museo dell’Emigrante di Roasio e Dino Gentile, Preside del Liceo Scientifico A.
Avogadro di Biella e ricercatore per la “Fondazione Sella” che partecipò alla realizzazione della più importante ricerca che sia mai stata fatta, voluta dalla Fondazione Sella, che racconta l’emigrazione dei biellesi nel mondo e le loro storie di vita. Ha portato altresì i saluti di Ludovico Sella, Presidente della Fondazione Sella Onlus.
A conclusione della mattinata le maschere di Torino, Gianduja e Giacometta della Famija Tur ineisa presieduta da Daniela Piazza, storica e pluricentenaria Associazione piemontese per la diffusione della cultura, hanno raccontato la storia dei due personaggi. Infine il Coro Pulcherada – Eco della Dora, ha interpretato un medley di canti d’emigrazione e della tradizione piemontese riproponendo le melodie che i nostri emigrati portavano nel cuore lasciando il Paese con nostalgia.
Nel pomeriggio, alla presenza del Presidente della Regione Sergio Chiamparino e del consigliere Vittorio Barazzetto, è proseguito il Convegno con un confronto sulle tematiche dell’emigrazione, moderato dal giornalista Marco Berchi.
Uno spazio è stato dedicato alle Storie dei piemontesi nel mondo; un momento ricco di ricordi e di vite vissute nel quale Daniela Piazza, nel suo ruolo di editrice di volumi dedicati al tema del convegno, ha parlato di “Tradizioni, ricordi personali e testimonianze letterarie dei Piemontesi nel
mondo” e Giancarlo Libert, studioso e scrittore d’emigrazione, ha illustrato il suo libro “L’emigrazione piemontese e Papa Francesco”.
A seguire, Bruno Lanteri, presidente dell’associazione “Armonia”, ha tratteggiato il profilo dell’emigrazione dei Brigaschi in Argentina soffermandosi sulla Storia di Briga Alta un paese che si trova al confine tra Italia e Francia in provincia di Cuneo.
Subito dopo è iniziato il colloquio via skype tra il Presidente Chiamparino e i rappresentanti dell’associazionismo piemontese nel mondo. Gli appuntamenti erano stati programmati, secondo un calendario preciso, da Linda Angeli referente del Santuario per la realizzazione della manifestazione.
Maria Ester Valli, da Santa Fe, Argentina, già Presidente, ed ora Segretaria, della Federazione delle Associazioni dei Piemontesi in Argentina, e da molti anni Presidente del Circolo Piemontes di Santa Fé, ha portato la sua testimonianza di vita e di emozioni raccontando, a nome di tutti i piemontesi colà emigrati, come sia fortemente radicato il senso d’appartenenza alle radici, tramandato di padre in figlio.
Poi Giorgio Manassero, Presidente dell’Associazione dei Piemontesi di San Paolo, la più grande ed importante associazione di piemontesi in Brasile, ha raccontato la sua esperienza e quella della sua famiglia. Il Brasile ha dato a loro moltissimo, ma il Piemonte è sempre nei loro cuori; nel 2015 l’intera famiglia ha compiuto una lunga visita per poterlo riscoprire. Il sito dell’Associazione, da lui curato, è ricco di notizie su avvenimenti che accadono in regione e sulla Storia del Piemonte, oltre ad appuntamenti economici, internazionali e sportivi.
Qualche minuto è stato sufficiente per “raggiungere” il Sud Africa dove, a Johannesburg presso il Circolo Italiano si è riunita la Comunità piemontese oltre ai componenti della locale Associazione presieduta da Antonio Varalda. Bruna Haipel, è stata la portavoce dei corregionali che avrebbero voluto essere presenti ad Oropa, rinunciando solo per motivi di lavoro. La loro partecipazione a distanza è stata molto sentita ed emozionale, per il profondo legame verso il Piemonte non interrotto dalle distanze.
E poi altri “viaggi” per il mondo per raggiungere New York (USA), da dove è intervenuto Paolo Torello Viera, giovane piemontese che ha il ruolo di Amministratore Delegato per l’America di Pal Zileri, azienda di abbigliamento maschile; poi Londra, dove vive e lavora presso il Sotheby’s Institute of Art, l’altrettanto giovane Federica Galoppo; poi con un “viaggio più lungo” si è raggiunta a Perth (Australia) Giorgia Balossino che lavora come Enviromental Manager presso Sodexo; da questi vari luoghi sono giunte le voci dell’emigrazione piemontese di oggi.
Giovani che hanno scelto di emigrare per seguire un sogno tradotto in concreta realtà :quello di avere un lavoro rapportato ai loro studi ed alle loro capacità; giovani che hanno portato testimonianze di vita, di lavoro, di integrazioni in culture lontane, che hanno testimoniato la tipologia dell’emigrazione odierna; questa tematica, in particolare, sarà uno dei filoni principali da approfondire nella seconda edizione del Convegno.
Il concerto di chitarra classica, in abbinamento alla presentazione del restauro di un ex voto a cura del Doc.Bi – Centro Studi Biellesi “Restauri e chitarre” ha concluso il pomeriggio, mentre in serata, presso la Basilica Antica, si è tenuto “Piemonte in…..canto”, concerto di Cori Piemontesi con il Coro Alpino “La Rotonda” di Agliè (TO), il Coro “L’Eco di Varallo” (VC) ed il Coro “Alterati in Chiave” di Cerano (NO).
Domenica 10, durante la Santa Messa celebrata nella Basilica Antica dal Vescovo di Biella Mons. Gabriele Mana, è stato letto il Saluto che Papa Francesco, nipote di emigrati piemontesi in Argentina, ha voluto indirizzare a tutti i partecipanti all’evento ricordando la grande attualità del tema delle migrazioni.
La mattinata è stata animata dall’Associazione Culturale Armonia con canti e balli delle varie Valli Piemontesi, dal gruppo folkloristico “La Contessa ‘d Mirafior e ‘l so seguit” con una rappresentanza della Pro Loco di Venaria Reale (TO), dal Gruppo “T’ Ses Folk” che si è esibito in danze piemontesi, coinvolgendo il pubblico. Al termine, foto di Gruppo e la consegna del Diploma di partecipazione al Convegno.
Due giorni intensi che hanno offerto l’occasione a molti piemontesi, residenti in diversi angoli della Terra, di dialogare, di conoscere il Piemonte o di ritrovarlo, di risentire parlare la lingua dei nonni, mantenuta nei Paesi d’emigrazione e tramandata perché non se ne perda traccia.
Il programma ha anche offerto la possibilità di partecipare a diverse escursioni. Per tutti, un “arrivederci ad Oropa” tra un anno ! (P.A.Taraglio-Piemontesi nel Mondo, numero di agosto /Inform)