CAMERA DEI DEPUTATI
(Fonte foto Farnesina)
ROMA – In occasione della Giorno del Ricordo, nell’Aula di Montecitorio si è tenuta una cerimonia celebrativa alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. In apertura si sono svolti gli indirizzi di saluto del Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, e del Presidente del Senato, Ignazio La Russa; quindi gli interventi e le testimonianze di: Toni Concina (Presidente onorario dell’Associazione Dalmati), Gianni Oliva (storico), Abdon Pamich (campione olimpico italiano). Nel corso dell’evento è stato proiettato un estratto del documentario “Il Marciatore”, tratto dal libro autobiografico di Pamich ed è stato inoltre letto un passaggio del libro “Francesco Bonifacio, vita e martirio di un uomo di Dio”, di Mario Ravalico. A seguire il contributo del Ministro degli Esteri, Antonio Tajani. In programma inoltre la premiazione delle scuole vincitrici del Concorso nazionale “Il Giorno del Ricordo”, indetto dal Ministero dell’Istruzione. Nel suo intervento il Presidente Lorenzo Fontana ha sottolineato come la Camera si unisca al commosso ricordo dei tanti connazionali vittime dell’eccidio delle foibe e dell’esodo forzato nel secondo dopoguerra lungo le zone del confine orientale: “una delle pagine più dolorose della nostra storia”, ha precisato Fontana parlando dalla repressione delle milizie jugoslave capeggiate da Tito. “La popolazione italiana pagò a caro prezzo una contesa territoriale esasperata dai risvolti della sconfitta bellica”, ha aggiunto Fontana evidenziando il fatto che nessuna disputa ideologica possa giustificare l’eliminazione di persone innocenti. “Questa convinzione deve trovarci tutti concordi”, ha sottolineato Fontana evidenziando la vicinanza ai superstiti e agli eredi di quelle comunità spesso vittime anche di un silenzio che è stato superato dall’istituzione del Giorno del Ricordo. Dal canto suo il Presidente Ignazio La Russa ha ricordato come poco più di 20 anni fa il Parlamento abbia approvato quasi all’unanimità, con una sparuta manciata di voti contrari, la legge istitutiva di questa celebrazione. “Tutte le guerre danno ricordi tragici ma in questo caso c’è anche il ricordo di quello che avvenne a guerra finita, che è ancora più grave”, ha aggiunto La Russa definendo quel 30 marzo 2004 una data spartiacque che ha determinato la fine del silenzio su quelle vicende. “Sui libri di storia non c’erano pagine sulla tragedia delle foibe” ha sottolineato La Russa. Ha poi preso la parola Toni Concina che ha ricordato di essere uno degli ultimi nati in Dalmazia, a Zara, durante la sovranità italiana. “Rappresento una generazione in estinzione”, ha rilevato Concina che si è detto orgoglioso di trasmettere questa testimonianza alle nuove generazioni. Concina ha sollevato il problema dei tanti beni materiali che vennero sottratti agli esuli. È stata menzionata anche la strage di Vergarolla, una spiaggia nei pressi di Pola, della quale ricorrono gli 80 anni: “un attentato anch’esso dimenticato per decenni”, ha precisato Concina . “La cosa più grave fu aver costretto 350mila persone ad abbandonare le loro case”, ha poi aggiunto Concina. Lo storico Gianni Oliva ha sottolineato a sua volta come queste pagine tristi siano state taciute per troppo tempo dai manuali di storia e dai media. “Tutto ciò che accadde sulla frontiera adriatica alla fine del conflitto è il prezzo pagato alla guerra scatenata dal fascismo il 10 giugno 1940 accanto alla Germania nazista; la guerra è stata fatta da tutto il Paese mentre il prezzo della sconfitta lo hanno pagato in primo luogo gli italiani dell’Istria, della Venezia-Giulia, di Fiume e della Dalmazia”, ha precisato Oliva. Dal canto suo Abdon Pamich ha spiegato come la data del 10 febbraio riapra puntualmente una ferita: quella dell’esilio. “Questa giornata ci permette di perpetrare in modo solenne tale data”, ha aggiunto Pamich. E’ poi intervenuto il Ministro Antonio Tajani che ha spiegato come l’istituzione di questa Giornata abbia rappresentato un atto dal profondo valore civile e morale. Tajani ha anche evidenziato come ben 22 anni fa “venne piantato il seme del perdono e della conciliazione: un seme che ha messo radici e oggi nutre la coscienza della nostra Italia”. Il Ministro ha anche rilevato come solo dal ricordo possa generarsi la riconciliazione. “Il nostro pensiero va ai tanti innocenti che in quegli anni terribili sparirono nelle foibe per una sola ragione: perché italiani”, ha aggiunto Tajani che ha anche ricordato sia la giovane età di tante vittime, sia il caso Norma Cossetto, medaglia d’oro al valor civile. Una studentessa che fu rapita e poi gettata in una foiba vicino Pisino. Andando all’attualità, il Ministro ha spiegato che l’Italia è in prima linea come politica estera per la salvaguardia dell’infanzia: in tal senso è stato ricordato il sostegno dato ai bambini di Gaza. Un pensiero è andato anche ai bambini dell’Ucraina ed a quelli del Sudan; quindi ai tanti giovani dell’Iran scesi in strada per chiedere libertà e democrazia. Tornando al fronte orientale, Tajani ha parlato di Paesi dell’ex Jugoslavia ormai amici, come Slovenia e Croazia; in questo spirito l’Italia spinge per la piena integrazione europea dei Balcani occidentali. “Viviamo in un mondo di guerre che mettono in discussione le nostre certezze, minano le nostre speranze e ci interrogano sui nostri valori: per questo la memoria delle foibe è un monito attuale”, ha sottolineato il Ministro degli Esteri. Si è infine svolta la premiazione delle scuole vincitrici del Concorso nazionale “Il Giorno del Ricordo”, indetto dal Ministero dell’Istruzione, da parte del Presidente della Camera, del Presidente del Senato e del Ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara. (Inform)