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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A Milano la Conferenza sull’Internazionalizzazione del Sistema Universitario Italiano

FARNESINA

Nell’ambito della XVIII Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia nel mondo

(Fonte immagine Farnesina)

MILANO – Presso l’Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano si è tenuta la Conferenza sull’Internazionalizzazione del Sistema Universitario Italiano, nell’ambito XVIII Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia nel mondo Nel suo intervento di benvenuto la Rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Elena Beccalli, ha espresso soddisfazione per un evento in grado di rafforzare le relazioni tra le istituzioni coinvolte. “Un dialogo continuo e proficuo e orientato a una collaborazione verso il bene comune”, ha rilevato Beccalli ringraziando per l’invito a prendere parte a un confronto sul tema dell’internazionalizzazione del sistema universitario. “Gli atenei devono essere sempre più luoghi di eccellenza e centri di formazione delle future classi dirigenti internazionali”, ha precisato la Rettrice citando una frase pronunciata dal Ministro degli Esteri Tajani nel  messaggio inviato in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’università milanese che vanta ormai cento anni di storia. “Didattica e ricerca di qualità”, contraddistinguono questo ateneo, per intercettare i grandi dibattiti globali, ha evidenziato Beccalli auspicando sempre più alleanze strategiche tra atenei e istituzioni. “Incidere in modo reale e responsabile sulla società” è l’obiettivo primario del sistema universitario, secondo la Rettrice , che vede nei centri di ricerca anche strumenti per la pace, ad esempio quando si parla di studenti provenienti da luoghi di crisi o di conflitto. Beccalli anche ha menzionato il Piano Mattei che prevede circa 130 progetti in 40 Paesi del continente africano: progetti che vanno dal settore educativo a quello sanitario passando per il mondo agrario e imprenditoriale. Il tutto finalizzato a una “co-progettazione con le istituzioni africane”, ha aggiunto la Rettrice , evidenziando l’importanza della diplomazia culturale con particolare riguardo alla risorsa strategica rappresentata dalla lingua italiana. Beccalli ha inoltre sottolineato la centralità che dovrebbero avere gli atenei come luoghi di incontro e dialogo tra culture e visioni anche molto distanti le une dalle altre. “Per formare classi dirigenti del domani non è più sufficiente fornire agli studenti e alle studentesse metodi di studio all’avanguardia, ma è necessario abituarli a confrontarsi con il mondo e nel mondo”, ha precisato la Rettrice auspicando un sistema universitario che agisca per rafforzare le democrazie. Ha poi preso la parola il Sottosegretario agli Esteri Maria Tripodi che ha spiegato come il fatto di aver dedicato, nell’edizione di quest’anno della Conferenza degli Ambasciatori, uno spazio al mondo universitario non rappresenti una mera novità formale, ma sostanziale, che corrisponde ad una reale volontà politica. “Dobbiamo discutere di università, ed è per questo che oggi mettiamo attorno allo stesso tavolo il mondo accademico e la rete della Farnesina: da qui nasce il valore aggiunto del sistema Paese. Le università sono motori di crescita e laboratori di innovazione: ponti naturali tra Italia e resto del mondo”, ha spiegato Tripodi ribadendo che il ruolo degli atenei è stato altresì riconosciuto dalla stessa Agenda 2030 delle Nazioni Unite. “L’educazione di qualità è leva centrale dello sviluppo sostenibile”, ha aggiunto Tripodi riferendosi sempre alla suddetta Agenda ma anche al documento triennale 2024-2026 del Ministero dell’Università e della Ricerca. Il Sottosegretario ha poi sottolineato come, quando si parla di diplomazia della crescita, non vi sia solo in ballo l’export ma anche la formazione e la ricerca: una logica che ispira la stessa Farnesina a superare una visione a dipartimenti stagni e a lavorare insieme. Tripodi ha anche segnalato il potenziamento delle borse di studio MAECI per studenti stranieri che possono così diventare di fatto ‘ambasciatori’ dell’italianità nei loro Paesi d’origine. In proposito il Sottosegretario ha evidenziato come l’Africa sia stata particolarmente valorizzata in tal senso dal Piano Mattei. Per quanto riguarda la diffusione della lingua italiana, è stata ricordata la prima edizione della Conferenza sull’Italofonia. “Università, diplomazia e imprese sono parte dello stesso sistema e, se funzionano insieme, l’Italia cresce”, ha spiegato Tripodi. La Delegata CRUI per le Relazioni Internazionali, Tiziana Lippiello, nel suo intervento ha ricordato non solo la collaborazione esistente tra CRUI e rete diplomatico-consolare, ma anche la strategia 2024-2026 condivisa da MUR e MAECI per l’internazionalizzazione della formazione superiore rappresentata da CRUI e AFAM. Lippiello ha sottolineato l’importanza dei fondi derivanti dal PNRR e ha altresì evidenziato la centralità del lavoro in rete che coinvolge anche le imprese italiane nel mondo per offrire a studenti e studentesse percorsi di stage presso queste aziende. Sugli studenti stranieri, la Delegata ha rilevato che bisogna non solo accompagnarli nell’apprendimento della nostra lingua ma anche nei confronti del funzionamento del nostro sistema a tutto campo: dalle opportunità dei servizi alla residenzialità. Lippiello ha aggiunto che l’internazionalizzazione delle nostre università è importante non solo per la crescita del contesto studentesco in senso stretto,  ma anche per il ranking e la capacità di attrazione del nostro Paese in ambito accademico. La Presidente del Presidio della Qualità di Ateneo, Mariateresa Zanola, ha parlato di missione culturale dell’università contemporanea in campo internazionale che si delinea in tre chiavi di lettura: internazionalizzazione, come responsabilità educativa e formazione integrale della persona, educazione, come bene comune, il ruolo dell’università nella promozione di pace e solidarietà; il valore delle reti accademiche internazionali come ad esempio le alleanze europee, costruendo partenariati stabili anche con realtà emergenti seppure culturalmente lontane dal modello europeo; l’internazionalizzazione come esperienza vissuta, con costruzione di comunità accademiche plurilingue e pluriculturali, per controbilanciare l’accesso dalla conoscenza mediata ad esempio dall’intelligenza artificiale che è strumento agile ma che non crea relazione. Secondo Zanola, l’università deve essere lo spazio dove l’internazionalizzazione si vive in pieno; inoltre è centrale il ruolo della lingua italiana che è linguaggio internazionale anche nel valorizzare il Made in Italy: un qualcosa che spazia in settori trasversali. “L’italiano come lingua del mondo”, ha così definito il nostro linguaggio Zanola, vedendo nelle lingue un fondamentale vettore diplomatico. Il Direttore del Piano Africa dell’Ateneo, Mario Molteni, ha spiegato, anche grazie al supporto di slide, in cosa consiste il Piano Africa dell’Università Cattolica: un piano considerato come una risorsa per il sistema Italia.  Il Piano favorisce una maggiore attivazione dell’Università Cattolica sul versante africano, in termini di cooperazione e formazione. Con riferimento agli ultimi tre anni, Molteni ha segnalato come ci siano stati circa 130 progetti, alcuni interdisciplinari, focalizzati su questioni riguardanti l’ambito sociale e politico, la valorizzazione delle culture locali, la salute e la sostenibilità, l’imprenditorialità: tutto questo in 40 Paesi africani e con oltre 20 iniziative incentrate specificamente sulla cosiddetta diaspora africana, la quale riguarda problematiche migratorie e di inserimento lavorativo. Tra le cinque idee principali che muovono il Piano Africa di questo Ateneo ci sono: l’approccio ‘One Health’ per le sfide sanitarie globali, la formazione di giovani africani in infermieristica, il contrasto al disagio psicosociale dei giovani, lo sviluppo rurale integrale, la creazione di un centro per l’imprenditorialità. E’ poi intervenuto l’Ambasciatore d’Italia in Azerbaigian, Luca Di Gianfrancesco che si è detto colpito dal potenziale della cooperazione universitaria in Azerbaigian che, negli ultimi decenni, si è sviluppata lungo vari filoni: una cooperazione universitaria classica, cioè sul modello ‘one to one’ in uno specifico settore; una collaborazione tra aziende italiane e sistema universitario azerbaigiano sul tema dell’energia; il progetto dell’università italo-azerbaigiana nato di recente, con una collaborazione tra un ateneo azerbaigiano e cinque atenei italiani. I cinque atenei italiani menzionati sono Luiss, Sapienza di Roma, Politecnico di Torino, Politecnico di Milano e Alma Mater di Bologna. L’idea è quello di un’università congiunta per creare a Baku corsi di studi specifici: in sostanza ciascun ateneo dovrebbe mettere a disposizione le proprie competenze settoriali in una tematica particolare. Al momento si registrano circa 640 studenti, 10 corsi di laurea più un recente avvio di dottorati congiunti. Secondo Di Gianfrancesco questo modello, che potrebbe essere replicabile altrove, è un esempio di diplomazia della crescita oltre che meramente culturale; a sua volta, l’Ambasciatore ha evidenziato l’importanza di strumenti quali le borse di studio messe della Farnesina e l’importanza di quel modello di ‘soft power’ di cui l’Italia dispone. L’Ambasciatrice d’Italia in Ghana, Laura Ranalli, ha ricordato che il Ghana è stato inserito nel 2024 tra i Paesi prioritari della cooperazione italiana e nel 2025 tra i Paesi del Piano Mattei. Ranalli ha sottolineato che tra i punti centrali del Piano Mattei riguardanti il Ghana c’è sicuramente quello della formazione, sia professionale che linguistica. Si sta creando anche un osservatorio sul lavoro in Ghana, coinvolgendo anche agenzie di cooperazione di altri Paesi. L’Ambasciatrice ha anche segnalato che alcuni progetti di formazione in Ghana sono realizzati in collaborazione con il loro Ministero dell’Istruzione mentre altri con il supporto dei Salesiani. “La formazione è anche quella dei pubblici dipendenti: il cosiddetto capacity building”, ha poi rilevato Ranalli, auspicando inoltre una maggiore diffusione dell’insegnamento della lingua italiana in  Ghana. (Inform)

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