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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A “l’Italia con voi”, Eleonora Medda (Inca/ Belgio e Cgie) spiega che cosa sono i patronati e quali servizi possono svolgere per i connazionali all’estero

RAI ITALIA

 

(fonte immagine Rai Italia)

ROMA – A “l’Italia con voi”, la trasmissione di Rai Italia dedicata ai connazionali all’estero, Eleonora Medda, coordinatrice dell’Inca – Cgil in Belgio e membro del Comitato di presidenza del Cgie, spiega che cosa sono i patronati e quali servizi possono svolgere per i connazionali all’estero. “I patronati sono enti privati che offrono servizi di pubblica utilità e sono riconosciuti e sottoposti alla vigilanza del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. In Italia i patronati sono presenti dappertutto, in ogni città e comune, e all’estero in moltissimi paesi dove si trovano le comunità italiane più numerose. Il finanziamento delle loro attività – ricorda Medda – avviene attraverso un apposito capitolo del bilancio dello Stato, definito fondo patronati, e questo fondo è alimentato da una aliquota dei contributi previdenziali versati dai lavoratori. Sono quindi i lavoratori stessi che, attraverso i loro contributi previdenziali, alimentano il fondo e fanno sì che, in maniera solidale, il servizio possa essere gratuito per tutti per determinate attività riconosciute. Le attività per cui è riconosciuto il rimborso sono quelle più tradizionali: di tutela rispetto ai diritti previdenziali e in materia di infortuni e malattie professionali. Ma più della metà della loro attività non è coperta da finanziamento e riguarda la più ampia sfera di prestazioni sociali e di assistenza all’emigrazione”.

Medda segnala inoltre che “gli operatori di patronato sono esperti sia della legislazione italiana che della legislazione locale all’estero, in particolare delle norme che riguardano le prestazioni in convenzione internazionale fa i differenti paesi”. Tra le attività che essi possono svolgere, per esempio, per quanto riguarda la previdenza, vi è il controllo della posizione assicurativa, il riscatto e il ricongiungimento dei contributi, il calcolo e la presentazione della domanda di pensione. Si occupano inoltre della previdenza complementare, di fornire assistenza in materia di disoccupazione, di informazione per tutto ciò che riguarda i diritti sanitari nei vari paesi, e anche di informazione e supporto rispetto ai servizi consolari.

L’attività più complessa è quella che riguarda la nuova emigrazione. Medda ricorda infatti come questa abbia “caratteristiche diverse rispetto al passato: chi si trasferisce all’estero oggi magari lo fa per un periodo di tempo limitato, cambia più paesi nel corso della propria carriera lavorativa, spesso parte non avendo in mente un trasferimento definitivo, e quasi sempre ha una storia contributiva fatta di lavori atipici e precari anche tra paese e paese, e anche nell’ambito della stessa Unione Europea”. “Per questo – prosegue Medda – richiede un supporto a tutto tondo, soprattutto per le questioni che riguardano la parte attiva della vita lavorativa, come il diritto di accesso e permanenza in un paese, la normativa sulla cittadinanza, le regole del mercato del lavoro, il funzionamento e l’accesso ai sistemi di protezione sociale e la possibile esportazione dei diritti da un paese all’altro, per disoccupazione, maternità o in caso di malattia professionale”. “Avendo uffici in molti paesi, inoltre, i patronati diventano di fatto una banca dati della memoria previdenziale per chi, magari spostandosi da paese a paese, può smarrire anche le tracce della propria storia contributiva – segnala Medda, ricordando poi che in questo tempo di pandemia i patronati hanno sempre mantenuto la possibilità di accesso agli uffici, anche se in maniera ricalibrata, tenendo conto delle norme sanitarie. “I patronati si sono occupati della campagna di certificazione per l’esistenza in vita dei pensionati Inps, oppure la campagna reddituale annuale richiesta dall’Inps ad oltre 180 mila pensionati residenti all’estero sia nel 2020 che nel 2021, in piena emergenza pandemica – ricorda Medda, che segnala anche come la crisi sanitaria abbia contribuito a mettere in evidenza le lacune del sistema di protezione sociale: “il fatto che molti Stati abbiano dovuto ricorrere a misure ad hoc e rivedere con urgenza le condizioni di ammissibilità a molte prestazioni dimostra che altrimenti molte persone sarebbero rimaste escluse e senza alcun sostegno al reddito – spiega la coordinatrice del patronato Inca a Bruxelles. “Man mano che la normativa cambiava – ribadisce Medda, – non è stato facile per i nostri connazionali avere accesso a tutte le informazioni corrette e quindi gli uffici di patronato sono stati fondamentali nell’aiutare le persone a districarsi tra le nuove misure di urgenza adottate per ottenere le prestazioni a cui avevano diritto”. (Inform)

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