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A L’Aquila, “Fiabe abruzzesi. Il segreto dei racconti dimenticati”

SPETTACOLI

Il 5 dicembre all’Auditorium del Parco un’iniziativa dell’associazione multietnica Gentium, in partenariato con l’associazione I Solisti Aquilani

L’AQUILA – Verrà presentato il 5 dicembre all’Auditorium del Parco de L’Aquila, alle ore 18, lo spettacolo “Fiabe abruzzesi. Il segreto dei racconti dimenticati”,  realizzato dall’associazione multietnica Gentium, in partenariato con l’associazione I Solisti Aquilani e l’Esprit Film, e la collaborazione della cattedra di Scenotecnica dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila e del BrucaLab.

Lo spettacolo, di voci recitanti, video, scenografie e musiche dal vivo, è l’esito finale di un progetto sostenuto dal Comune dell’Aquila attraverso il Programma Restart – Sviluppo delle potenzialità culturali, ed ha coinvolto giovani del territorio abruzzese che hanno frequentato il laboratorio di teatro diretto Cecilia Cruciani e Fabrizio Pompei, e il laboratorio di audiovisivo diretto da Giuseppe Tandoi. Partecipano inoltre alla realizzazione della messa in scena gli studenti di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti, diretti dal prof. Umberto Di Nino, e gli allievi del corso di Disegno diretto da Valentina Pastorino.

Protagoniste sono le fiabe abruzzesi, che studiosi come Finamore, Ciampoli, De Nino hanno recuperato dalla cultura popolare e che hanno suscitato anche l’interesse di Italo Calvino, che le ha trascritte e tradotte nel libro Fiabe italiane.

Lo spettatore, oltre a godere delle particolarità e delle stravaganze che le caratterizzano, scoprirà il segreto della loro scomparsa e del perché abbiano ceduto il passo alle fiabe più diffuse e conosciute. Tali fiabe non sono poi tanto lontane da ciò che ascoltano i bambini di oggi. Nonostante le differenze, la struttura profonda rimane identica: esistono ad esempio versioni abruzzesi di Cappuccetto Rosso, di Biancaneve e persino del mito di Ulisse e il Ciclope. Eppure queste versioni diffuse in Abruzzo non hanno retto la sfida del tempo. Quali le ragioni?

Lo spettacolo nasce proprio da questa curiosità e, attraverso la scoperta del cuore stesso delle fiabe, cercherà di rispondere a questo e ad altri interrogativi, con l’aiuto di due personaggi che accompagneranno lo spettatore nell’ascolto: la Fantasiosa – romantica sostenitrice della validità nel raccontare le fiabe, e il Dubbioso – di spirito pratico e razionale che invece vorrebbe abolirle. Chi dei due avrà la meglio?

Lo spettacolo è pensato come un libro sonoro in cui lo spettatore potrà immergersi nell’ascoltare storie e musiche e nel vedere immagini. Potrà conoscere i volti e i nomi che avevano gli orchi, le matrigne cattive e i giganti che popolavano il regno della fantasia dei nostri lontani bisnonni. Potrà considerare le fiabe non più come semplici storielle fantastiche, inventate per incantare i bambini e rabbonirli prima del sonno, ma come racconti che nascondono sapienze antiche nelle quali si rispecchiano i tormenti dell’uomo.

Le fiabe infatti sanno parlare alle coscienze dei più piccoli in un modo misterioso e magico e, grazie al linguaggio fatto di metafore e simboli, sono capaci di toccare le corde dell’anima e ad aiutarli a vivere e ad affrontare il loro turbolento mondo interiore. L’ingresso è libero. (Inform)

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