ITALIANI NEL MONDO
Dal Messaggero di sant’Antonio, maggio 2019
Le immagini sembrano tratte da un film di fantascienza: moduli che si spostano da un luogo all’altro, si agganciano e si sganciano sollevati da terra, tanto da apparire come navicelle volanti. Entrano nei centri abitati, effettuano soste, percorrono vie, si fermano al numero civico. Per poi ripartire, silenziose. È l’innovativo sistema di trasporto pubblico presentato recentemente negli Emirati Arabi in vista di Expo Dubai 2020. Il progetto è di Tommaso Gecchelin, 33 anni, ingegnere padovano, due lauree, Fisica e Disegno industriale, fondatore della Next Future Transportation e un lavoro nella Silicon Valley. La sua realizzazione, ricorda Gecchelin, ha richiesto l’acquisizione di competenze di robotica, informatica avanzata, ottica. «Tutto è iniziato con la mia tesi di laurea in Disegno industriale – spiega – e ha preso forma nel 2015 quando ho trovato un socio co-fondatore della Next Future Transportation, Emmanuele Spera, imprenditore italiano trapiantato in Silicon Valley. Con lui ho potuto aprire una sede negli Stati Uniti, creare un team di lavoro e ottenere il brevetto. Un gruppo interamente padovano che ci ha creduto, si è impegnato molto, ha dimostrato capacità ed entusiasmo. Dopo aver vinto un concorso per startup, abbiamo presentato il nostro lavoro, in scala 1:10, allo sceicco di Dubai. Lui, contentissimo, ci ha chiesto di realizzare i moduli in dimensioni reali. Stiamo lavorando per crearne due per la città di Padova e altri per l’Expo negli Emirati Arabi».
I singoli moduli, realizzati in alluminio leggero e resistente, hanno una capienza di dieci passeggeri, sei seduti e quattro in piedi. Sono alimentati con energia elettrica e possono compattarsi per mezzo di un braccio meccanico e di un sistema ottico. Potranno viaggiare slegati, senza bisogno di personale alla guida. È questa la novità: il trasporto si adatta, in tempo reale, alle esigenze della città. La richiesta del passaggio? Attraverso un’app dedicata, dagli smartphone degli utenti. Per il loro utilizzo in forma autonoma, grazie a un upgrade del software, si comportano come taxi senza conducente.
L’attività di ricerca e sviluppo rimarrà a Padova: le prime flotte saranno in commercio nel giro di due o tre anni. Prezzo di sei unità: mezzo milione circa di euro, il costo di un autobus elettrico. Ai veicoli potranno unirsi anche moduli di servizio, come bar, shop e toilette. I clienti ideali? Le grandi città tecnologiche, con strade ben curate e a lunga percorrenza. Per esempio, Dubai, Abu Dhabi, Pechino, Singapore. «Stiamo lavorando – assicura Gecchelin – per rendere questo nostro progetto una realtà sulle nostre strade. Non solo a Dubai, ma anche in Italia e in Europa, prima di quanto si possa pensare». (Claudio Zerbetto – Il Messaggero di sant’Antonio, edizione italiana per l’estero /Inform)