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ROMA – In Canada vive una delle più numerose e integrate comunità di italiani all’estero. Quanti sono i nostri connazionali, dove vivono principalmente e quali opportunità il Canada offre alla generazione dei nuovi migranti? Sulla Trasmissione di Rai Italia “Casa Italia” Roberta Ammendola lo chiede a Andrea Ferrari, Ambasciatore d’Italia in Canada, collegato dalla capitale Ottawa, a Joe Volpe (editore de “Il Corriere Canadese” di Toronto) e a Giulia Spagni, giovane expat che vive a Vancouver dal 2007. Il “Paese della foglia d’acero”, come viene chiamato nel servizio, è divenuta meta privilegiata per migliaia di connazionali che risiedono, per la maggior parte nella regione dell’Ontario. Nel corso del tempo gli italiani sono riusciti a scalare posizioni sociali importanti fino ad arrivare ai vertici, anche istituzionali. Ad attirare in Canada tanti giovani, che chiudono la valigia e fanno il biglietto di sola andata, sono le opportunità lavorative che mancano in territorio italiano ma anche la qualità generale della vita. La lingua italiana è divenuta tra le prime lingue non ufficiali parlate in Canada dove dominano chiaramente inglese e francese. Nel suo intervento l’Ambasciatore Ferrari ricorda come il Canada sia secondo Paese più grande al mondo dopo la Russia: gli italiani sono concentrati soprattutto nelle due principali province, quelle del Québec e dell’Ontario. “Da Toronto a Vancouver sono circa cinque ore di volo”, spiega Ferrari per far capire più o meno la vastità di un territorio dove il mondo dell’associazionismo italiano è presente e molto attivo e vede a livello istituzionale anche l’esistenza di un congresso italo-canadese. “La lingua italiana ha avuto un impatto molto importante”, evidenzia Ferrari rilevando che ci sono anche altre lingue non ufficiali molto forti come cinese, indù e spagnolo. “La presenza dei nostri espatriati nel secolo scorso ha spinto affinché la nostra lingua venisse non dimenticata e nell’ambito culturale ricordiamo figure come Mario Bernardi, fondatore dell’Orchestra sinfonica nazionale”, continua Ferrari menzionando eventi come la Settimana della lingua e cultura italiana. L’Ambasciatore ha tenuto a precisare come l’Italia abbia negli anni rivestito un ruolo strategico nel campo della ricerca, esprimendo l’auspicio che tra Italia e Canada la collaborazione anche economica sia sempre più proficua. Giulia Spagni racconta che prima di arrivare in Canada aveva maturato un’esperienza a Londra ma nonostante questo “il Canada mi si è aperto davanti come un qualcosa di enorme, trasferendomi a Vancouver e vivendo sulla pelle come nei grandi centri non si dorma mai”. Spagni evidenzia come l’inserimento nel mercato canadese non sia stato facile, muovendo pian piano i primi passi della sua nuova carriera nel mondo cinematografico; ora lavora come manager in post-produzione e visual effects. L’editore Joe Volpe ricorda la sua infanzia e la sua storia emigratoria risalente al dopoguerra. Volpe ha avuto incarichi anche di prestigio a livello istituzionale in Canada rivestendo il ruolo di Ministro per le questioni migratorie. “Sono stato fortunato avendo avuto dei concittadini che hanno evidentemente visto in me un qualcosa in più. La politica canadese era e continua ad essere un po’ diversa rispetto a quella europea e italiana”, spiega Volpe evidenziando come in un’epoca di grandi cambiamenti in Canada il Premier di quegli anni vide nell’inserimento di un italo-canadese nel governo una marcia in più. (Inform)