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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A “Casa Italia”, un focus sulla comunità italiana in Tunisia

RAI ITALIA

(Fonte immagine Rai Italia)

ROMA – La Tunisia è il Paese africano più vicino all’Italia, con una storia millenaria comune che risale fino ai romani. Qui si è scritta una pagina poco conosciuta di emigrazione italiana avente per protagonisti i cosiddetti “italiani d’Africa” ossia coloro che sono nati e cresciuti in questa terra a partire dai primi esodi avvenuti dall’Italia nell’800, costretti a rientrare a seguito dell’esproprio dei loro possedimenti seguiti alla dichiarazione d’indipendenza della Tunisia dalla Francia. I connazionali residenti sono più di ottomila, un numero in aumento per via del fenomeno dei pensionati italiani che scelgono questa terra. Nel 2022 l’Italia ha raggiunto il dato storico di diventare primo partner commerciale del Paese scavalcando la Francia. Partendo da questi dati, illustrati durante un servizio, la trasmissione di Rai Italia , “Casa Italia” ha sviluppato un dibattito sulla presenza italiana in Tunisia. Sono intervenuti Fabrizio Saggio (Ambasciatore d’Italia in Tunisia), Matteo Garavoglia (giornalista freelance che vive a Tunisi) e Denise Salustri (Segretaria Generale della Camera di Commercio Italo-Tunisina). “Ho trovato un Paese che ama l’Italia, ha avuto molta Italia in passato e vuole ancora più Italia nel futuro: quindi è un Paese di enorme interesse e stimolo per chi svolge il lavoro di diplomatico”, ha spiegato l’Ambasciatore Saggio che è da pochi mesi in Tunisia. “Gli italiani sono qui una comunità storica: se si va molto indietro nel tempo, i legami tra i due Paesi risalgono all’epoca romana. Se parliamo di chi sono oggi gli italiani in Tunisia, li dividerei in tre categorie: la comunità storica che è qui da tre o quattro generazioni, la comunità imprenditoriale molto presente e poi una nuova categoria rappresentata dalle persone in pensione che per ragioni varie, anche di natura fiscale, stanno arrivando sempre più numerose”, ha aggiunto Saggio parlando quindi del progetto che prevede attraverso un cavo sottomarino di 240 chilometri il collegamento tra Italia e Tunisia, ossia tra Europa e Africa, sul fronte energetico. “Sarà un cavo elettrico che consentirà all’energia verde di essere trasportata dalla Tunisia verso l’Italia”, ha evidenziato Saggio precisando gli effetti positivi anche sul fronte delle energie pulite e rinnovabili. Garavoglia ha invece affrontato la situazione attuale della Tunisia dal punto di vista dei cambiamenti economici e politici dell’ultimo decennio, con un parlamento appena ‘riaperto’ dopo essere stato fermo per diverso tempo. “La Tunisia sta soffrendo una grave crisi interna dal punto di vista finanziario e negli ultimi mesi c’è stata scarsità di prodotti di prima necessità”, ha spiegato Garavoglia sottolineando come ci siano però anche molti aspetti affascinanti da vivere. “E’ un Paese che, nonostante sia vicino all’Italia, ha tante cose che non conosciamo e che meritano di essere approfondite”, ha concluso il giornalista. Salustri ha ribadito come il 2022 sia stato un anno record per l’Italia per gli scambi commerciali con la Tunisia per un ammontare di 6,5 miliardi di euro. Tre sono stati i settori trainanti: quello dei prodotti energetici e petroliferi raffinati, quello dei macchinari industriali, quello alimentare, soprattutto per quanto riguarda i cereali. Salustri ha sottolineato come le imprese italiane in loco siano un volano di sviluppo per la stessa Tunisia. “Esse creano oltre 70mila posti di lavoro in settori come tessile e abbigliamento ma non mancano anche settori più tecnologici come l’automotive”, ha spiegato Salustri. (Inform)

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