ITALIANI ALL’ESTERO
(Fonte immagine Rai Italia)
ROMA – A “Casa Italia”, la trasmissione di Rai Italia dedicata ai connazionali nel mondo, è intervenuto nei giorni scorsi in video collegamento l’ambasciatore d’Italia in Cina, Luca Ferrari, che ha richiamato il profilo della collettività italiana residente in loco, presenza in rapida ascesa negli ultimi anni, rallentata ora dalle restrizioni imposte con la pandemia.
Dal 2006 al 2013 la popolazione italiana in Cina è cresciuta infatti di un + 239% e questo trend si è interrotto solo negli ultimi anni perché con la pandemia molti hanno scelto di tornare in Italia. Alla fine del 2020 erano 10779 i connazionali residenti in Cina iscritti all’Anagrafe degli italiani all’estero, concentrati prevalentemente a Shanghai, Pechino, Shenzhen, Xiamen e Hong Kong.
“Nei fatti la comunità italiana in Cina non è poi scesa così tanto, gli 11 mila connazionali circa che risiedevano qui prima della pandemia oggi sono ridotti a 9.500. La metà di essi – spiega Ferrari – sono effettivamente in Cina, gli altri sono in Italia in attesa che la Cina riapra. La nostra comunità, formata da imprenditori, architetti, artigiani, cuochi, ma anche di tanti studenti, si chiede quando potrà tornare a viaggiare in Cina senza dover fare lunghi periodi di quarantena e quando l’ambiente sarà più accogliente per gli stranieri”.
Non sono in pausa invece i rapporti commerciali: “gli interscambi commerciali sono in crescita, le nostre esportazioni, che nel 2019 erano di circa 12 miliardi, sono arrivate a 18 miliardi, dati che rendono la Cina il secondo Paese per le nostre esportazioni al di fuori dell’Ue dopo gli Stati Uniti – spiega l’Ambasciatore. “Importiamo anche tantissimo dalla Cina, per cui siamo in deficit commerciale, ma l’interscambio italo-cinese in questi anni è cresciuto e continua a crescere – precisa Ferrari.
“L’Italia – prosegue – è molto apprezzata in Cina, è apprezzata la nostra cultura e i cinesi fremono dalla voglia di tornare in Italia. Nel 2019 ne abbiamo accolti quasi 5 milioni. Il problema è il trasporto aereo; per consentire ai nostri connazionali di rientrare in sicurezza in Italia abbiamo organizzato in questi mesi come Ambasciata dei voli charter, un impegno molto complesso ma che ha avuto molto successo presso la nostra collettività”.
“Quando viene meno la possibilità di viaggiare è la cultura che fa da ponte – conclude Ferrari, ricordando che nonostante la pandemia si sia riusciti comunque ad organizzare l’anno della cultura italiana in Cina, in occasione del quale sono state allestite decine di mostre in tutto il paese. Un evento che si è rivelato essere “un grande successo che ha consentito di creare un ponte tra i nostri due Paesi in un momento particolarmente buio – ha ribadito l’Ambasciatore. (Inform)