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A Caracas la premiazione del concorso “Fare Cinema” organizzato dall’Ambasciata d’Italia in Venezuela

EVENTI

Hanno partecipato alla terza edizione dell’iniziativa 32 cortometraggi provenienti da 14 Stati del Paese. Premiati quattro giovani registi venezuelani

 

CARACAS – L’Ambasciata d’Italia in Venezuela segnala i vincitori della terza edizione del concorso di cortometraggi “Fare Cinema – L’immigrato italiano”, premiati nel corso di una cerimonia che si è svolta nei giorni scorsi al Trasnocho Cultural di Caracas. Il primo classificato è Joseth Emmanuel Amarista Mora, autore di La Cruz del Cacao, mentre Israel Pérez Araque, direttore di Sangre, e Luis Abraham Suárez Castillo, direttore di Semblanzas de Campilongo, hanno vinto rispettivamente il secondo e il terzo premio.

Con il cortometraggio Los amores de mi Nonna, Eros Zinatelli è stato premiato nella categoria “Giovani talenti”, creata per i ragazzi dai 14 ai 18 anni. La giuria ha inoltre assegnato tre menzioni speciali.

Il concorso, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, è stato organizzato dall’Ambasciata d’Italia in Venezuela, dal Consolato generale d’Italia a Caracas, dal Consolato d’Italia a Maracaibo, dall’Istituto Italiano di Cultura di Caracas, e da Comites, Agenzia Ice, Camera di Commercio Venezuelano – Italiana (Cavenit), Società Dante Alighieri di Maracay e centro Trasnocho.

Creato nel 2020, Fare Cinema – si legge nella nota diffusa dall’Ambasciata in proposito – è un concorso che mira a celebrare la memoria degli italiani in Venezuela, a diffondere i valori della cultura italiana e l’importanza dell’eredità dei primi immigrati e il loro ruolo sullo sviluppo del Paese. L’obiettivo del concorso di quest’anno era quello di valorizzare la “cultura italiana nella realtà venezuelana: arte, cucina e scienza”. All’iniziativa hanno partecipato 32 produzioni inedite provenienti da 14 Stati del Paese.

All’apertura della cerimonia di premiazione, l’incaricato d’Affari italiano a Caracas, ambasciatore Placido Vigo, ha ricordato che lo scopo di “Fare Cinema” consiste nello stimolare la creazione artistica, affinché ogni persona che abbia una storia conservata “nel cuore, possa mostrarla sul grande schermo e farla viaggiare in tutto il mondo”. “Sono commosso dal fatto che le persone continuino ad interessarsi e a partecipare all’evento. Credo che questo sia il modo migliore per apprezzare i tanti italiani che amano il Venezuela e lo considerano il loro Paese – ha detto Vigo.

La cerimonia di premiazione ha coinciso anche con la fine delle attività organizzate per la Festa della Repubblica italiana, che ha previsto anche un concerto con i membri del Sistema Nazionale di Orchestre e Cori Giovanili e Infantili del Venezuela.

La giuria della III edizione del Concorso di cortometraggi era composta da membri del “Sistema Paese” in Venezuela, registi e critici cinematografici, che hanno esaminato le 32 produzioni iscritte per selezionare i vincitori.

Secondo il verdetto della giuria, il cortometraggio primo classificato, “L’immigrato italiano” di Joseth Emmanuel Amarista Mora, è riuscito a “trasmettere al pubblico la straordinaria personalità della maestra cioccolataia Maria Fernanda Di Giacobbe, testimone di una vera e propria fusione tra l’italiano e il venezuelano che attraverso la sua storia personale, abilmente narrata e ripresa, trasmette l’emozione, la passione, l’allegria e la malizia che la caratterizza, il tutto in un’eccellente esposizione fotografica e di montaggio”. Il premio è stato di 3.000 dollari, assegnati da Ambasciata a IIC.

Al secondo posto si è qualificato Israel Pérez Araque, autore di Sangre, un’opera che descrive “il rapporto tra un nonno italiano e il nipote venezuelano che non ha mai conosciuto a cui trasmette le proprie esperienze, attraverso un sensibile e personale racconto poetico-filmico affascinante per via della sua originalità – secondo le parole dello stesso Araque. Cavenit e Comites hanno sponsorizzato questo premio da 2.000 dollari.

La Cavenit e la Società Dante Alighieri di Maracay hanno invece premiato Luis Abraham Suárez Castillo, per il suo cortometraggio Semblanzas de Campilongo. La giuria ha ritenuto che questo documentario, girato nello stato di Guárico, meritasse il terzo posto, “alla luce della sua capacità di esibire sul grande schermo, attraverso l’uso di immagini del presente e del passato, lo sviluppo di una città e delle zone circostanti, frutto del lavoro e l’azione dei cittadini italiani nonché della loro capacità di integrarsi armoniosamente nel nuovo ambiente venezuelano”. Suárez Castillo ha ricevuto un premio pari a 1.000 dollari, festeggiando così il debutto sul grande schermo della sua appena fondata casa di produzione – creata proprio con lo scopo di raccontare le storie del “llano” venezuelano – con questo omaggio alla comunità italiana di Calabozo.

In questa terza edizione di Fare Cinema, la giuria ha assegnato il premio nella categoria “Giovani talenti” al diciottenne Eros Zinatelli, studente del quinto anno della Scuola Simón Bolívar e Giuseppe Garibaldi di Caracas, per il cortometraggio Los amores de mi Nonna (Gli amori di mia nonna). Al documentario è stato conferito questo riconoscimento “per via della freschezza della storia e l’ottimo uso degli istrumenti cinematografici”, grazie a cui ha trasmesso agli spettatori il carattere della nonna e le proprie emozioni.

Il Consolato Generale d’Italia a Caracas ha sponsorizzato il premio da 1.000 dollari assegnato al giovane che ha partecipato alla cerimonia in compagnia della nonna Filomena, di 91 anni, e che ha entusiasmato il pubblico con un’interpretazione originale di un brano italiano. Eros Zinatelli ha ringraziato la sua scuola per il sostegno alla produzione e la pazienza di sua nonna nel partecipare al cortometraggio. “È stato difficile riassumere 91 anni di vita in 8 minuti, ma ne è valsa la pena. Questo è un bellissimo ricordo che avrò di mia nonna il giorno in cui non sarà più con noi – ha detto Zinatelli.

La giuria ha deciso di assegnare inoltre tre menzioni speciali. Il primo a Método y Fe, del regista e giornalista Jonathan Reverón, che ha presentato una “eccellente sintesi dei valori fondamentali di un venezuelano di origine italiana”, il maestro José Antonio Abreu Anselmi, fondatore del Sistema Nazionale di Orchestre, un’opera sociale che ha “lasciato tracce profonde nel nostro Paese e nel mondo”.

Un’altra menzione speciale è andata al cortometraggio Italianófilo, del regista Rodrigo Michelangeli, che con eccellenza artistica “ritrae con acutezza e sensibilità” parte del lavoro fotografico di José Ignacio Briceño, che ha catturato con un alto “senso estetico l’idiosincrasia e il modo di vivere urbano degli italiani, accompagnato da un testo che trasmette una profonda comprensione del Paese europeo e della sua cultura”.

Infine, Gonzalo Maduro Álvarez, regista di Las aguas vuelven, ha ottenuto un diploma d’onore per il suo cortometraggio che, con “armonia e profondità”, ha proiettato sul grande schermo il valore universale della famiglia “nell’andirivieni delle migrazioni passate e presenti e nei sentimenti che risveglia nei migranti”.

Sul sito web www.farecinemavenezuela.com è possibile visionare i 102 cortometraggi partecipanti alle tre edizioni del concorso. (Inform)

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