PATRONATI
Consegnato un documento unitario alle rappresentanze diplomatiche e consolari, ai parlamentari eletti all’estero, ai consiglieri del Cgie e ai presidenti dei Comites presenti alla riunione dell’Intercomites. Avviata una raccolta di firme
BERNA – In occasione della riunione dell’Intercomites Svizzera, tenutasi presso la Casa d’Italia a Berna, i rappresentanti locali dei patronati Ital, Inas e Acli, hanno consegnato all’ambasciatore d’Italia in Svizzera Cosimo Risi e ai consoli generali d’Italia di Lugano, Ginevra, Zurigo, Basilea e Berna, un documento unitario in cui si chiede un ripensamento al previsto taglio al Fondo dei Patronati contenuto nella legge di stabilità 2015. Un decurtazione che pone a rischio la sopravvivenza dei patronati all’estero. Nel documento, che è stato consegnato anche ai parlamentari eletti all’estero, ai consiglieri del Cgie e ai presidenti dei Comites presenti alla riunione, i patronati ricordano anche la necessità di evitare che la comunità italiana in Svizzera venga privata di importanti ed essenziali servizi di tutela e di assistenza che oggi assicurano le sedi di patronato attive nella Confederazione. A Berna i tre patronati hanno anche lanciato una raccolta firme fra i cittadini volta a sostenere la mobilitazione contro il taglio del Fondo.
Di seguito il testo integrale del documento
Come sapete la legge di stabilità prevede un importante taglio di risorse agli enti di Patronato. Una manovra in tre mosse che prima storna 150 milioni di euro a un’altra imprecisata “posta del bilancio pubblico”. Poi riduce dall’80 al 45% l’anticipo dei pagamenti agli enti e infine dal 2016 dimezza anche l’aliquota di contribuzione (dallo 0,226 allo 0,124% dei salari) che alimenta il Fondo, senza specificare dove finiranno questi soldi di lavoratori e imprese. In totale, su un fondo oggi di 430 milioni di euro, i Patronati se ne vedono sottratti 298 milioni. Di qui la nostra preoccupazione per il destino segnato di migliaia di operatori e delle loro famiglie.
Ma lo sono ancora di più le conseguenze che un tale impoverimento di servizi avrebbe per i cittadini che senza assistenza non solo non riusciranno ad accedere a quel poco di welfare che abbiamo, ma verrà negato loro in radice il diritto di chiedere.
Inoltre, come si può leggere nel Bilancio sociale 2013 dell’Inps “per garantire lo stesso livello di servizio e accessibilità oggi assicurato dalla capillare rete di sportelli dei Patronati, la Pubblica Amministrazione dovrebbe aprire a gestire circa 6000 nuovi uffici permanenti. In particolare, l’Inps dovrebbe aumentare gli organici di 5350 unità. In termini economici, il sistema dei Patronati garantisce un risparmio annuo di 564 milioni di euro per l’Inps occorrenti per garantire annualmente gli stessi servizi. Va, inoltre, ricordato che tali conteggi non considerano l’attività che i Patronati svolgono all’estero a favore dei cittadini là residenti”.
Ciò premesso con il taglio di quasi il 40% del Fondo Patronati (peraltro complessivamente molto inferiore ai risparmi che la rete dei patronati italiani consente all’Istituto previdenziale italiano), previsto nella Legge di Stabilità 2015 predisposta dal governo italiano, saranno sopratutto a rischio di chiusura le sedi dei patronati all’estero e quindi anche i loro uffici in Svizzera. Se ciò accadrà, ai cittadini italiani che risiedono nella Confederazione, dopo le recenti chiusure di molti Uffici consolari, verranno a mancare anche gli ultimi presidi esistenti sul territorio della Confederazione a cui potersi rivolgere per essere tutelati ed assistiti nelle loro pratiche socio- previdenziali, e non solo, poiché, come noto, i patronati all’estero svolgono spesso un lavoro complementare e sostitutivo della stessa rete consolare.
I patronati Acli- Inas – Ital chiedono, pertanto, all’Ambasciata d’Italia in Svizzera, ai Capi degli Uffici consolari italiani della Confederazione, ai Parlamentari eletti all’estero nella Ripartizione Europa, ai Consiglieri del Cgie in Svizzera ed all’Intercomites elvetico di intervenire nei confronti del Governo e del Parlamento affinché si rinunci al taglio al Fondo dei Patronati, già previsto dalla Legge di stabilità 2015, per evitare che la comunità italiana in Svizzera venga privata di importanti ed essenziali servizi di tutela e di assistenza che, oggi, garantiscono loro le sedi di patronato attive nella Confederazione.
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