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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il direttore generale per la Promozione del Sistema Paese del Maeci, Vincenzo De Luca ospite a “L’Italia con voi”

LINGUA E CULTURA ITALIANA

 

Richiamate le iniziative per la promozione di lingua e cultura italiana nel mondo

 

ROMA – Il direttore generale per la Promozione del Sistema Paese del Maeci Vincenzo De Luca è intervenuto il 6 dicembre scorso alla trasmissione di Rai Italia “l’Italia con voi” ed ha illustrato l’attività di promozione di lingua e cultura italiana messa in campo dalla Farnesina.

De Luca ha ricordato come l’italiano sia la quarta lingua più studiata al mondo – segue l’inglese, lo spagnolo e il cinese – e come la mappa tracciata dalla rete diplomatico consolare in proposito abbia quantificato in oltre 2 milioni gli studenti di italiano in tutto il mondo, “dall’America latina all’Australia, dagli Stati Uniti al Canada – precisa il direttore generale, rilevando come ciò testimoni il “forte interesse culturale per la nostra lingua e cultura”.

Richiamate, tra le iniziative dedicate alla promozione, la Settimana della lingua italiana nel mondo e il tema dell’edizione di quest’anno: l’italiano e la rete e le reti per l’italiano. Si è trattato – rileva De Luca “di un argomento attuale e anche impegnativo, sia perchè parliamo delle reti virtuali e quindi di cosa succede su internet, sia delle reti fisiche, come le nostre comunità all’estero, la stampa italiana all’estero, i nostri comitati, la nostra rete e come essa avvicina altri potenziali studenti alla conoscenza e allo studio della lingua”. Il direttore generale ricorda come concorrono a questo impegno gli Istituti Italiani di Cultura, i Comitati della Società Dante Alighieri, gli enti gestori, le scuole italiane – circa 50 istituti, tra paritarie e statali, – i corsi di lingua nelle scuole locali e nelle università straniere. “È una rete molto estesa, che noi vogliamo sempre più promuovere per aumentare gli studenti di italiano – afferma De Luca, segnalando anche il confronto avuto con “gli operatori della rete, come Google, Faceboook, Instangram per capire come riuscire ad interagire con il mondo della rete per far conoscere meglio l’Italia e la sua cultura”. “Abbiamo così scoperto che ci sono tanti influencer e blogger che promuovono l’Italia perché l’Italia fa crescere il numero dei loro follower e perché il brand Italia e la cultura italiana sono motivo di forte attrazione. Pensiamo quindi – continua De Luca – di interagire con loro per promuovere i nostri contenuti, le iniziative culturali per far conoscere la lingua italiana”.

Richiamato poi il portale della lingua italiana www.linguaitaliana.esteri.it “su cui sarà possibile trovare tutte le informazioni sui corsi di lingua italiana, su dove si può studiare l’italiano, sugli strumenti disponibili anche in rete per l’apprendimento, sulle trasmissioni televisive dove si parla dell’italiano e della nostra cultura”; e strumenti innovativi, come l’app ItaliAmo, pensati “per raggiungere un pubblico sempre più vasto”.

De Luca segnala come il Paese in cui è più alto il numero di studenti di italiano è l’Australia, seguita da Francia e Stati Uniti, “poi ci sono molti altri Paesi europei, come la Germania e l’Inghilterra, poi  l’America latina, con l’Argentina, il Brasile, e altri Paesi dove ci sono grandi comunità di connazionali che sono bacino importante di moltiplicazione di interesse per la nostra lingua e cultura”.

Altra iniziativa è la Settimana della cucina italiana nel mondo, nata dal successo di Expo Milano 2015 – spiega De Luca, ricordando come quest’anno, la terza edizione della manifestazione incentrata su cibo, produzione agricola e trasformazione dei prodotti alimentari italiani abbia promosso oltre 1000 eventi in 130 Paesi e coinvolto chef e cuochi italiani, esperti di nutrizione e aziende che si occupano di distribuzione alimentare. “Al centro della Settimana abbiamo posto anche il tema importante di una nutrizione sana, equilibrata, che nasce da un’agricoltura sostenibile come la nostra, che è la più sostenibile in Europa – ribadisce il direttore generale, – con minore dispendio di energia e una maggiore diversificazione dei prodotti”. “La dieta mediterranea  è patrimonio dell’Unesco e non è il caso che gli italiani che sono abituati a questo regine abbiano uno stile di vita migliore e migliori condizioni di salute – conclude De Luca. (Inform)

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