CGIE – ASSEMBLEA PLENARIA
Oggi il via alla seconda giornata di lavori
“I nostri connazionali rappresentano una idea nuova di connazionalità non più legata a schemi del passato o stereotipi, ma ad un protagonismo sociale e civile di nuova generazione. Gli oltre 5 milioni e mezzo di italiani sparsi nel mondo hanno prodotto ricchezza in ogni nazione e sono diventati per noi una inestimabile risorsa e una componente essenziale del sistema Italia”
ROMA – Ad aprire la seconda giornata dei lavori dell’assemblea plenaria del Consiglio generale degli italiani all’estero è stato questa mattina, nella Sala delle Conferenze internazionali della Farnesina, l’intervento del ministro degli Affari Esteri, Angelino Alfano, che ha ricordato di “aver avuto il privilegio di incontrare, in questi mesi trascorsi dal mio precedente saluto al Cgie nel marzo scorso, i connazionali che studiano o lavorano all’estero in numerose occassioni”. In ultimo nella sua visita a New York, la scorsa settimana. “Dai brillanti ricercatori fino ai bambini della scuola d’Italia Guglielmo Marconi, i nostri connazionali rappresentano una idea nuova di connazionalità non più legata a schemi del passato o stereotipi, ma ad un protagonismo sociale e civile di nuova generazione – ha rilevato Alfano, ricordando come “gli oltre 5 milioni e mezzo di italiani sparsi nel mondo hanno prodotto ricchezza in ogni nazione e sono diventati per noi una inestimabile risorsa e una componente essenziale del sistema Italia”. Ha dunque evidenziato come anche i connazionali residenti all’estero siano portatori di un modo di essere italiani cui non si chiede di rinnegare la cittadinanza o il Paese in cui sono stati accolti, ma come essi siano “ambasciatori d’Italia” specialmente coloro che fanno parte del Cgie, che rappresentano in qualche modo “i togati, e perciò hanno un supplemento di dovere” nei confronti della bandiera italiana.
Alfano ha ricordato poi come nel 2016 le rimesse dei connazionali residenti all’estero siano state 7,2 milardi di euro, quasi un mezzo punto percentuale di Pil italiano, rilevando come si debba “difendere il patrimonio umano, di capitale e culturale rappresentato dagli italiani all’estero”, in particolare nella situazioni più complesse, come quella che si delinea con la Brexit, o nel caso dei più vulnerabili, come i 150 mila connazionali residenti in Venezuela o in altre aree del globo sensibili. A proposito del Venezuela, il Ministro segnala come sia stato deciso un aumento di 300 mila euro al milione già destinato all’emergenza con misure straordinarie di assistenza, che proseguiranno nel 2018, e sia stata decisa la “sospensione dell’adeguamento del tasso di ragguaglio per evitare la lievitazione dei costi dei servizi consolari”. Sul governo venezuelano si stanno invece esercitando pressioni per il rifornimento di beni di prima necessità e medicinali.
Tra le priorità di intervento richiamate da Alfano anche il tema della nuova mobilità e in particolare il rientro di ricercatori o delle persone altamente formate in Italia per porre un argine “alla perdita di capitale umano essenzialmente unidirezionale a cui assistiamo ogni anno, con circa 3000 dottori di ricerca italiani che decidono di espatriare, il 16,2% del totale e a fonte di un 3% che attraiamo – segnala il Ministro, ricordando come i numerosi interventi già adottati in materia non siano sufficienti.
Anche sul fronte delle risorse, Alfano ricorda i progressi compiuti e la lunga strada ancora da compiere, in particolare richiama le risorse stanziate per il fondo straordinario di promozione di lingua e cultura italiana e l’integrazione a 12 milioni di euro dal capitolo di spesa destinato agli enti gestori dei corsi di lingua italiana all’estero. Passa poi a considerare la carenza di risorse umane negli uffici consolari presenti all’estero, segnalando come il blocco del turn over abbia determinato la diminuzione del 30% degli addetti consolari e il suo impegno personale su questo fronte, impegno cui una prima risposta viene data nella legge finanziaria all’esame del Parlamento con la programmazione di fondi per l’assunzione di funzionari consolari nei prossimi 3 anni e 100 contrattisti nelle sedi all’estero, “a favore – chiarisce Alfano – di quelle maggiormente esposte all’aumento di domanda dei servizi consolari, a partire dall’America latina, ma anche Londra, Nord America e Australia”. Tra le risorse previste nella medesima legge, sostenute – segnala Alfano – anche dai parlamentari eletti nella circoscrizione Estero, vi sono stanziamenti per i Comites, il Cgie, le agenzie di stampa, l’editoria italiana all’estero e l’indennizzo ai cittadini e alle aziende italiane in Venezuela. Il Ministro assicura anche la rapida riassegnazione da parte del Mef dei 3,8 milioni di euro derivanti dal contributo per le pratiche per il riconoscimento della cittadinanza italiana alla sedi consolari che hanno svolto tali pratiche, cifra che include la percentuale prevista da una recente normativa in merito calcolata sulle entrate del 2016 e dei primi 3 mesi del 2017. Ricorda poi il proseguimento della digitalizzazione dei servizi e della semplificazione burocratica anche se “non trascureremo – assicura – la tradizionale erogazione allo sportello, si tratterà di un affiancamento da parte dei servizi online e non di una virata traumatica verso questi ultimi”. Alfano ribadisce infine l’importanza della collaborazione con il Cgie e del ruolo del Cgie, “organismo che mi ha sempre convinto per la sua qualità di rappresentanza e di intermediazione delle istanze della nostra collettività – dice. “Io vi sostegno e credo che insieme potremmo fare un buon lavoro utile a tutti i nostri connazionali, che continuano ad avere amore e passione per la loro patria – conclude Alfano. All’assemblea vengono segnalati anche due eventi luttuosi che hanno colpito la Farnesina in questi giorni: la morte di Luca Lepore, già console italiano a Mendoza, e di Paolo Castellani, già consigliere del Cgie per il Cile. (Viviana Pansa – Inform)