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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Domani a Bruxelles un confronto sulle migrazioni qualificate e le loro ricadute nei Paesi più vulnerabili

MIGRAZIONI

Tra gli interventi previsti quello di Amref, l’organizzazione sanitaria no profit attiva in Africa, che segnala come anche l’Italia stia subendo gli effetti del brain drain di personale medico e infermieristico

BRUXELLES – Un incontro sul tema della fuga dei cervelli, il cosiddetto “brain drain”, si svolgerà domani, venerdì 18 marzo, a Bruxelles in occasione dell’Assemblea Parlamentare Paritetica che coinvolge parlamentari provenienti da Paesi dell’Africa, Caraibi, Pacifico (ACP) e dall’Unione Europea ed è incentrata su temi di comune interesse nell’ambito delle migrazioni e dello sviluppo economico, sociale ed ambientale.

Alla sessione di domani è chiamata a presentare le proprie considerazioni in relazione alle migrazioni di personale sanitario altamente qualificato e alle ricadute di tale flusso sui Paesi di origine Amref, l’organizzazione sanitaria no profit presente in Africa, che sottolinea come tali ricadute incidano direttamente sull’equità nell’accesso ai servizi sanitari offerti alle comunità, e sulla loro qualità.

Nel mondo la carenza di personale sanitario è stimata essere attorno ai 7,2 milioni di operatori specializzati e l’Africa – sottolinea la nota di Amref diffusa in proposito – è l’area in cui si soffre la maggiore scarsità di personale sanitario, tanto è vero che nel continente lavora solo il 2% dei medici, infermieri e ostetriche. La “gara” tra Paesi ad accaparrarsi il personale sanitario più valido e l’incapacità dei sistemi sanitari di origine di fornire valide alternative all’espatrio accrescono pericolosamente le diseguaglianze in salute.

“La mancanza di coordinamento tra le varie politiche settoriali europee rischia di aggravare le carenze di personale in altri sistemi sanitari – afferma Giulia De Ponte, referente della campagna Health Workers for All e policy advisor di Amref Italia, rilevando come la questione non riguardi solo l’Africa, ma anche la stessa Europa e con essa il nostro Paese. “Anche l’Italia – rileva De Ponte, – come da tanti anni i Paesi africani, rischia di tramutarsi oggi, a causa dei tagli alla spesa sanitaria, in un Paese da cui medici e infermieri partono per cercare lavoro all’estero, vanificando così gli investimenti fatti nella formazione di questi operatori negli anni passati”.

Con l’iniziativa Health Workers for All, alla sua conclusione, Amref Health Africa ha portato all’attenzione dei decisori europei, attraverso un’intensa attività di sensibilizzazione, l’incoerenza che esiste oggi nel gestire il fenomeno del brain drain del personale sanitario, tra politiche sanitarie, politiche migratorie e politiche di sviluppo all’interno dell’Unione Europea.

Nel suo intervento a Bruxelles, Giulia De Ponte presenterà il progetto Health Workers for All e gli spunti di riflessione forniti dal lavoro condotto. “A livello europeo continueremo a fare pressioni sulle istituzioni affinché la corsa per attrarre personale sanitario non si faccia a spese dei Paesi a risorse più scarse. Continueremo a chiedere dunque – aggiunge De Ponte – l’applicazione del Codice di Condotta sul Reclutamento Internazionale di Personale Sanitario dell’OMS”.

Ad arricchire il dibattito contribuiranno anche Ibadat Dillon, technical officer dell’Health Workforce Department dell’OMS e Patrick Kadama, direttore delle Strategie e Politiche di Salute presso l’African Center for Global Health and Social Transformation. Kadama, che è anche executive director dell’African Platform on Human Recourses for Health, è un medico ed economista specializzato nel settore sanitario e possiede oltre 25 anni di esperienza nell’analisi delle politiche sanitarie. Tra le sue esperienze di rilievo spiccano la collaborazione presso l’OMS in qualità di advisor sulle politiche e gli approcci per il rafforzamento dei sistemi sanitari a livello nazionale, nonché il ruolo di direttore dell’area salute del Ministero della Sanità dell’Uganda. (Inform)

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