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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni interviene in Aula sulla crisi libica e sulla drammatica vicenda dei quattro italiani sequestrati

SENATO DELLA REPUBBLICA

“Il Governo italiano difenderà il Paese dalla minaccia terroristica con le azioni proporzionate che saranno necessarie e non si farà trascinare in Libia in avventure inutili e persino pericolose per la nostra sicurezza nazionale. Per i nostri connazionali non è stato pagato alcun riscatto”

 

ROMA – Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni è intervenuto nell’Aula del Senato sulla crisi libica e sulla drammatica vicenda dei quattro  connazionali sequestrati in Libia, che si è conclusa con la morte di Salvatore Failla e di Fausto Piano. Il ministro, dopo aver espresso comune cordiglio e vicinanza alle famiglie delle vittime, ha ricostruito la vicenda del rapimento dei quattro tecnici italiani che, con ogni probabilità sono stati tenuti prigionieri da un gruppo filoislamico operante tra Mellitah, Zuara e Sabrata.

“Nel pomeriggio del 2 marzo, – ha spiegato Gentiloni entrando nel merito della vicenda – nell’ambito di quotidiane azioni di controllo del territorio condotte dalle forze locali facenti capo alla municipalità di Sabrata, un convoglio composto da due o tre pick up (del tipo Toyota Tundra), nell’area a Sud di Sorman, è stato ingaggiato in un conflitto a fuoco che ha provocato nove vittime, tra cui purtroppo i nostri due connazionali, che erano stati prelevati dal nascondiglio dove erano detenuti insieme agli altri due connazionali, probabilmente allo scopo di spostarli in due movimenti differenti. Nelle prime ore del mattino del 4 marzo, Gino Pollicardo e Filippo Calcagno, lasciati incustoditi nel luogo di prigionia, sono riusciti a fuggire e a raggiungere la municipalità di Sabrata, mettendosi in contatto con le famiglie e con le autorità tripoline e italiane. Sulla base delle evidenze emerse,- ha aggiunto il ministro  – i quattro connazionali sono stati nelle mani dello stesso gruppo durante tutta la durata del sequestro, cambiando, prima degli eventi citati, solo una volta il luogo di prigionia…  Voglio anche chiarire – ha precisato Gentiloni – che non era stato pagato alcun riscatto, che non risulta fosse imminente la liberazione degli ostaggi e che non sono stati trovati nel nascondiglio passaporti appartenenti ad elementi di Daesh”. Dopo aver evidenziato che in queste ore il Parlamento è chiamato a mostrare il volto di un’Italia coesa che si stringe intorno alle famiglie delle vittime, Gentiloni ha sottolineato come il nostro interesse nazionale sia quello “di evitare che il processo di disgregazione libico prosegua o addirittura si accentui portando al limite la crisi umanitaria e trasformando questo paese in una polveriera. Per Evitare il collasso, dunque, e ritessere la tela della sovranità. – ha proseguito il ministro – Serve un governo legittimo, capace di riconciliare Tripolitania, Cirenaica, Fezzan e l’enorme quantità di milizie presenti in Libia, di riacquisire gradualmente, non sarà un’operazione di poche settimane, il controllo del territorio, di prosciugare l’acqua nella quale nuota Daesh, di contrastare il traffico di essere umani, da cui derivano i flussi di immigrazione clandestina, e di valorizzare le risorse libiche, che certamente non mancano”. Un obiettivo non ancora raggiunto, quello di creare un Governo libico legittimo, a cui sta lavorando l’Italia.

“Lavoriamo – ha infatti precisato il ministro – per rispondere ad eventuali richieste di sicurezza del Governo libico, niente di più e niente di meno, nel rispetto della Costituzione visto che, come ho detto, c’è una risoluzione delle Nazioni Unite che lo prevede. Ovviamente, lo faremo soltanto in seguito al via libera da parte del Parlamento, come ha ricordato qualche giorno fa il Presidente del Consiglio”.

“A chi agita la minaccia di Daesh, che è reale e dalla quale dobbiamo difenderci, per invocare interventi militari, – ha continuato Gentiloni – rispondiamo che gli interventi militari non sono la soluzione; talvolta, possono perfino aggravare il problema…. il Governo italiano – ha concluso il ministro – non è sensibile al rullare di tamburi e non si farà influenzare da radiose giornate interventiste. Il Governo difenderà il Paese dalla minaccia terroristica con le azioni proporzionate che saranno necessarie. Il Governo interverrà, se e quando possibile, per rispondere alle richieste di sicurezza di un Governo legittimo e impegnato a riprendere gradualmente il controllo della sovranità del proprio territorio e lo farà su decisione del Parlamento e coordinando le forze alleate. Il Governo non si farà trascinare in avventure inutili e persino pericolose per la nostra sicurezza nazionale”. (Inform)

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