CENSIS
Per il 60% degli italiani l’immagine degli avvocati è danneggiata dal cattivo funzionamento del sistema giudiziario. Il 51% dei cittadini ha rinunciato a far valere i propri diritti a causa delle sue inefficienze
ROMA – Una professione ancora prestigiosa, ma non più al top. Ai primi posti nella classifica delle professioni d’eccellenza secondo gli italiani si collocano i medici (il 37% ha attribuito il punteggio massimo su una scala da 1 a 10), seguiti dai magistrati (25%), i professori universitari (19,5%), i notai (17%), gli ingegneri (15%), gli imprenditori (15%) e i dirigenti d’azienda (13%). Politici (9%), avvocati (9%) e dirigenti di banca (8%) occupano la metà della classifica, mentre in coda figurano commercialisti (5%) e geometri (4%).
Gli avvocati sono troppi? Ad aver fatto ricorso alle prestazioni professionali di un avvocato nell’ultimo quinquennio è stato il 42% degli italiani. Il ricorso alla consulenza legale aumenta al crescere del livello di istruzione della clientela: il 24% degli italiani con la licenza media, il 43% di quelli con un diploma, il 48% dei laureati. Per l’85% degli italiani però il numero degli avvocati oggi in Italia è eccessivo.
La sfiducia nella giustizia danneggia l’immagine dell’avvocato. Per il 60% degli italiani la figura dell’avvocato è danneggiata principalmente dal cattivo funzionamento del sistema giudiziario. E c’è chi rinuncia a far valere i suoi diritti. Per il 75% degli italiani il sistema giudiziario non garantisce pienamente la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini. E secondo il 57% c’è stato pure un progressivo peggioramento nel tempo (solo il 4% ritiene che la situazione sia invece migliorata). Non a caso, il 51% degli italiani ha ritenuto almeno una volta di rinunciare alla tutela di un proprio diritto a causa della sfiducia nel sistema giudiziario.
Questi sono alcuni dei dati che risultano dal Rapporto annuale sull’avvocatura realizzato dal Censis per la Cassa Forense, rapporto presentato oggi a Roma da Andrea Toma del Censis e discusso da Nunzio Luciano, presidente della Cassa Forense, e da Giuseppe De Rita, presidente del Censis. (Inform)