AICCRE
ROMA – È in uscita il numero 32 di “Comuni d’Europa”, il periodico dell’AICCRE, Associazione italiana per Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa. Come sottolinea il direttore responsabile Giuseppe Viola nel suo editoriale d’apertura (“Il Risorgimento d’Europa”), il numero “attraverso il contributo di autorevoli firme e di giovani autori, ritorna ad investire nell’ideale europeista, rileggendo ed apprezzando la storia europea attraverso i gesti e le vite delle persone. È in questo tempo, in cui la scelta che ci è posta di fronte è di guardare indietro con nostalgia oppure andare avanti verso un Risorgimento dell’Europa, che la nostra Associazione ha l’opportunità di continuare il cammino di accompagnamento alle istituzioni, ai suoi governanti, ma soprattutto alle comunità locali”.
Non possiamo e non dobbiamo restare fermi di fronte alle grandi sfide che ci aspettano nell’immediato futuro: ammonisce nel suo articolo (“L’azione politica dell’AICCRE in senso federalista ed europeista”) il presidente dell’Associazione Michele Picciano: “non dobbiamo far vincere la paura e soprattutto non dobbiamo rinunciare alla prospettiva federalista dell’Europa. Mai come in questo periodo gli Enti Locali devono tornare protagonisti, in quanti più prossimi alla vita quotidiana dei nostri cittadini. Senza federalismo e senza gli Enti Locali sarebbe un’Europa con gravi limiti democratici, dove l’interesse nazionale prevarrebbe su quello europeo. Questa deve essere la nostra battaglia da sostenere con forza sia nelle sedi istituzionali italiane che europee”. L’unica via percorribile è l’Europa federale, ribadisce nel suo intervento Carla Rey, segretario generale dell’AICCRE (“Un nuovo modello di democrazia europea”). “A dirlo non sono più solo gli Spinelli, i Serafini, gli Albertini (solo per citarne alcuni); oggi a chiederlo con forza è ormai la stessa Storia. I fatti oggi danno ragione ai federalisti ed alle loro numerose battaglie: sono passati più di sessant’anni da quando l’ingranaggio comunitario si è messo in moto. La Rey lancia un monito: i movimenti, le associazioni, le organizzazioni che si richiamano al federalismo europeo devono mettere da parte particolarismi, egoismi ed elitarismi per aprirsi al mondo. Occorre cambiare linguaggio, parlare alla gente di Europa e farlo in modo semplice e diretto”.
“Enti locali e regionali al centro del nostro progetto politico” è invece il titolo dell’intervento del segretario generale aggiunto dell’Associazione Emilio Verrengia: “sono convinto che il discorso sulle autonomie locali e regionali vada compreso nel quadro più ampio di riforme strutturali che portino anche nel nostro Paese ad un federalismo autentico, solidale e cooperativo, come nella tradizione della nostra Associazione, l’unica che rappresenta comuni, province e regioni, in una prospettiva europea”. Verrengia tra l’altro ricorda la Carta europea dell’autonomia locale redatta nel 1985 dal CPLRE del Consiglio d’Europa ed entrata in vigore in Italia il 1° settembre 1990, “la nostra bussola politica da sempre”.
Il numero è arricchito dagli interventi di Fabio Zucca (“Europa al bivio. Il ruolo degli Enti locali europei”); Luigi Moccia (“Cittadinanza e legittimazione democratica dell’Unione europea: il ruolo dei territori”); Francesco Velo (“Il ruolo delle autonomie locali nella costruzione dell’unione economica europea a 25 anni dal Trattato di Maastricht”). La sezione storica della rivista presenta due interessanti studi: Le prime organizzazioni giovanili per la federazione europea; Lodovico Benvenuti. Dalla Resistenza all’unità europea, curati rispettivamente da Daniela Preda e Giovanni Paolo Cantoni. Chiude il numero la recensione “Unità europea: ieri, oggi, domani. Atti del Convegno (Pavia, 30 novembre – 1 dicembre 2006)”, curata da Raffaella Cinquanta. (Inform)