direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il 16 maggio a Lucca presentazione del romanzo di Michele Cecchini

ITALIANI ALL’ESTERO

“Per il bene che ti voglio”, una storia di emigrazione dalla Lucchesia agli Stati Uniti

L’evento di presentazione è curato dalla Fondazione Paolo Cresci per la Storia dell’emigrazione italiana

 

LUCCA – Presso il Palazzo Ducale di Lucca , il 16 maggio alle ore 18 Michele Cecchini presenterà il suo romanzo “Per il bene che ti voglio” (Edizioni Erasmo, 2015) .

L’evento di presentazione è curato dalla Fondazione Paolo Cresci per la Storia dell’emigrazione italiana nell’ambito delle iniziative del progetto della Regione Toscana “Amico Museo”.

“Questa è una storia di partenze e di vie di fuga verso una terra di mezzo dove, per trovare se stessi, si è costretti a spogliarsi delle parole e dell’identità, fino a rinunciare alla propria persona e divenire un’ombra, un punto luce”. Alla fine degli anni Venti, Antonio Bevilacqua parte dalla Lucchesia deciso a intraprendere la carriera di attore nel circuito dei teatri off-Broadway di San Francisco. Qui entra in contatto con l’ambiente artistico raccolto attorno, tra gli altri, a Lawrence Ferlinghetti. Elegante e degradata, gelida e solare, accogliente e crudele, San Francisco esalta e sottopone a cocenti delusioni i suoi figli e i suoi figliastri: tra questi ultimi i Dagos, gli emigrati di origine italiana. Per un periodo Antonio si trasferisce a Hollywood, dove viene scritturato in un film di Chaplin come ‘controfigura schermatica’. Sul set, in pratica, ha il compito di sostituire Chaplin nella predisposizione delle scene: su di lui i tecnici tarano le luci, impostano il piano dell’inquadratura, la distanza e l’altezza della macchina da presa, la definizione degli spazi e dei movimenti.

Sembra dunque avere trovato la sua ‘Merica’ nel ‘muvinpicce’: con questa espressione, storpiata dall’inglese ‘moving pictures’, Antonio indica il cinema. Lui e tutti gli altri Dagos parlano infatti una strana lingua, l’italiese, una goffa eppure poetica commistione di italiano e inglese, che racconta il tentativo di integrarsi in una realtà tanto diversa da quella di origine. Ad esempio uno dei suoi amici, Mario Peruzzi, lavora come spalatore della ferrovia. In inglese si indica con l’espressione ‘sheveller of the Railroad’, che gli italiani storpiano in ‘sciabolatore di Re Erode’.

Nel linguaggio come nella vita Antonio Bevilacqua – nel frattempo ‘divenuto’ Tony Drinkwater – abita una terra di mezzo, quella di chi non è ancora e allo stesso tempo non è più.

A proposito di italiese, il testo è stato integrato con un piccolo vocabolario in calce.

Michele Cecchini è nato a Lucca nel 1972. Docente di materie letterarie, vive e lavora a Livorno.

Nel 2014 insieme a Ettore Borzacchini ha ideato e condotto il quindicinale radiofonico “Aperte Virgolette” – dal 2015 “Saccadé” – in onda sull’emittente QuiRadio.Per la casa editrice Erasmo ha pubblicato nel 2010 “Dall’aprile a shantih”. “Per il bene che ti voglio” è il suo secondo romanzo.(Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform