ATTIVITA’ PARLAMENTARE
ROMA – Le Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato hanno svolto un’audizione congiunta del Ministro degli Esteri Antonio Tajani e del Ministro della Difesa Guido Crosetto, in merito alla deliberazione del Consiglio dei Ministri riguardante la partecipazione dell’Italia a ulteriori missioni internazionali per l’anno 2026, nonché alla relazione analitica sulle missioni internazionali in corso e sullo stato degli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione. “La nostra politica estera si basa sulla costruzione paziente di pace e dialogo, mettendo sempre la persona al centro”, ha esordito nel suo intervento il Ministro Tajani ricordando che alla sfilata del 2 giugno era presente anche una rappresentanza del personale della rete diplomatica e consolare, impegnata nella tutela dei connazionali all’estero soprattutto negli scenari di maggiore crisi a livello globale. “Auspichiamo che la logica della descalation si consolidi”, ha aggiunto Tajani riferendosi alla situazione di crisi nel Golfo, un’area dove è operativa anche la missione Aspides, e nel Libano. “L’aggravarsi della crisi rischierebbe di avere un costo politico ed economico tropo elevato che incide anche sulla sicurezza nazionale e sulla competitività del nostro sistema produttivo”, ha rilevato il Ministro indicando, su tutte, la crisi energetica scaturita dal fronte bellico che interessa in particolare lo Stretto di Hormuz, con i negoziati tra USA e Iran in continua variazione, e ricordando come l’Italia stia lavorando presso le istituzioni UE per avere una maggiore flessibilità in sostegno ai bisogni energetici. In proposito Tajani ha auspicato un cessate il fuoco stabile mentre per il Libano appare come un fronte sempre più critico con il conflitto in corso tra Israele ed Hezbollah. “Solo il silenzio delle armi può creare spazio alla pace”, ha evidenziato Tajani ritenendo che lo Stato libanese debba essere libero dall’azione di Hezbollah. Il Ministro degli esteri ha anche ricordato il persistere della crisi anche a Gaza e Cisgiordania. “L’obiettivo resta quello di due Stati in grado di convivere in pace e sicurezza”, ha aggiunto Tajani condannando tanto Hamas quanto le condotte dei coloni israeliani. “Tutti i valichi di Gaza devono restare aperti per gli aiuti”, ha poi auspicato il Ministro chiedendo nel breve termine a Israele di facilitare l’ingresso di tali aiuti umanitari, mentre nel medio e lungo termine l’obiettivo è quello di formare la classe dirigente del futuro Stato palestinese. Sul fronte del conflitto tra Russia e Ucraina, Tajani ha ribadito che “il futuro di Kiev è in Europa, ma nel quadro di un percorso basato sul merito”, anche alla luce della presenza di altri candidati quali diversi Paesi dei Balcani: Balcani che restano peraltro centrali nella politica estera italiana. “Il nostro è diventato un sostegno concreto a tante famiglie ucraine”, ha aggiunto il Ministro che poi ha sottolineato l’importanza di proteggere le comunità cristiane nel mondo. Sulla cooperazione allo sviluppo, Tajani ha ribadito che l’Italia vuole valorizzarla al meglio con un focus specifico sull’Africa dove paesi stanno combattendo anche contro gravi patologie quali l’ebola. Anche Asia centrale e Indo-Pacifico sono tuttavia sotto la lente d’ingrandimento per la politica estera italiana. Il Ministro ha poi segnalato la massima attenzione che viene posta per la sicurezza delle sedi diplomatiche e consolari, dei connazionali all’estero e degli stessi contingenti che devono garantirla. “Portiamo nel mondo a testa alta i nostri valori nella consapevolezza che l’Italia non vuole essere spettatrice”, ha inoltre sottolineato Tajani ricordando come l’Italia sia da sempre in prima linea nelle missioni multilaterali. Dal canto suo il Ministro Crosetto ha delineato uno “scenario internazionale difficile con crisi sempre più interconnesse” in cui si alimenta la dinamica globale di conflitti o competizioni di tipo strategico. Il Ministro ha espresso preoccupazione per il conflitto tra Russia e Ucraina, spiegando che si potrebbe raggiungere la soglia dei 2 milioni, tra morti e feriti tra entrambe le parti, entro la fine dell’anno. “La narrazione di guerra è diventata parte del nostro quotidiano”, ha evidenziato Crosetto ricordando che il nostro continente non conosceva una situazione così difficile da molto tempo. “Sul piano strettamente militare c’è oggi una situazione di stallo nel conflitto”, ha spiegato il Ministro, sottolineando che, secondo alcuni analisti, a questo ritmo servirebbero alla Russia diversi decenni per conquistare l’intera Ucraina. Sul fronte dell’Iran, invece, Crosetto ha rilevato come purtroppo il conflitto si sia esteso a gran parte della regione senza contare naturalmente il già menzionato Stretto di Hormuz il cui blocco sta rappresentando un serio problema. Per quanto riguarda il conflitto tra Libano e Israele, il Ministro ha ricordato che ad oggi abbiamo 1 milione e mezzo di sfollati libanesi. Anche in Africa, è particolarmente preoccupante la situazione di instabilità politica in alcuni Paesi mentre la Libia continua a rappresentare una priorità strategica. Sui Balcani Occidentali, invece, Crosetto ha ricordato che tuttora persistono tensioni etniche e instabilità interna. Il Ministro ha quindi spiegato come, alla luce di tali scenari, la deliberazione in esame preveda la proroga di 50 missioni internazionali. In modo specifico, Crosetto ha auspicato che la missione UNIFIL in Libano possa essere seguita da una altrettanto solida missione per evitare di lasciare un vuoto in quel territorio. Nel Mediterraneo, invece, l’obiettivo è quello di continuare con un presidio costante, così come nel nord del continente africano, in Paesi quali Libia e Tunisia, o in zone come il Corno d’Africa. “Non può esserci sicurezza senza sviluppo”, ha spiegato Crosetto menzionando anche il Piano Mattei per l’Africa. “Le missioni internazionali sono uno strumento attraverso il quale l’Italia tutela la propria sicurezza e contribuisce alla pace: la pace non è più un dato acquisito ma va costruita, protetta e consolidata”, ha concluso il Ministro della Difesa. (Inform)