SENATO DELLA REPUBBLICA
ROMA – Avviato dalla Commissione Esteri-Difesa del Senato l’esame del disegno di legge di ratifica dell’accordo tra Italia ed Emirati Arabi in materia di cooperazione nel settore della difesa, siglato a Roma nel 2025. Il senatore e relatore Michele Barcaiuolo (FDI) ha illustrato il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, sottolineando come esso abbia lo scopo di fornire un quadro giuridico di riferimento per incrementare la cooperazione e gli scambi tra le Parti nel settore della difesa, con l’intento di consolidare le rispettive capacità difensive e di migliorare la comprensione reciproca circa le questioni della sicurezza, nonché di indurre positivi effetti indiretti nei settori produttivi e commerciali interessati. Il relatore ha spiegato come l’intesa sia composta da un preambolo e da 14 articoli. L’accordo, dopo aver enunciato il proprio obiettivo ed individuato nei Ministeri della difesa delle due Parti le Autorità competenti per la sua attuazione (articoli 1 e 2), disciplina la formazione, i compiti e le competenze di un Comitato congiunto di cooperazione per la difesa preposto al monitoraggio dell’implementazione dell’accordo stesso (articolo 3). Il testo individua quindi le aree e le modalità di cooperazione bilaterale, riferendosi – fra l’altro – alle politiche di sicurezza e difesa, allo sviluppo di procedure di cooperazione, anche con riferimento alle industrie della difesa, all’importazione e all’esportazione di equipaggiamenti militari e del supporto logistico integrato, alla sicurezza cibernetica, all’intelligenza artificiale, alle esercitazioni e alla formazione militari, ai servizi medici militari, alle operazioni umanitarie e di mantenimento della pace, alle problematiche ambientali, e all’intelligence militare (articoli 4 e 5). Ulteriori disposizioni regolano l’impegno delle Parti in relazione ai contratti conclusi nell’attuazione dell’accordo (articolo 6), gli aspetti finanziari dell’intesa (articolo 7), la tutela della proprietà intellettuale (articolo 8) e il trattamento di informazioni, documenti, materiali e atti classificati (articolo 9). Barcaiuolo ha anche segnalato come l’articolo 10 dell’accordo stabilisca che il personale del Paese inviante sia chiamato al rispetto delle leggi del Paese ospitante nel corso della propria permanenza e che quest’ultimo avrà il diritto di esercitare la propria giurisdizione nei confronti del personale militare e civile ospitato per le condotte commesse nel proprio territorio e ritenute punibili in base al proprio ordinamento, salvo i casi in cui sia prevista l’applicazione della pena capitale o di altre sanzioni contrarie ai princìpi fondamentali del Paese inviante. Ulteriori misure riguardano la necessità del rispetto delle reciproche normative doganali (articolo 11), le questioni relative al risarcimento dei danni provocati alla parte ospitante (articolo 12), le modalità di risoluzione delle eventuali controversie interpretative o applicative (articolo 13) e i termini per l’entrata in vigore dell’accordo, per la sua durata e la sua denuncia (articolo 14). Il relatore ha poi spiegato che il disegno di legge di ratifica dell’accordo si compone di 4 articoli. Con riferimento agli oneri economici, l’articolo 3 li quantifica in 15.093 euro ad anni alterni a decorrere dall’anno 2026, imputabili alle sole spese di missione e di viaggio per lo svolgimento delle visite ufficiali e degli incontri operativi previsti nel quadro della cooperazione bilaterale. Il medesimo articolo 3 specifica altresì come agli eventuali oneri derivanti dagli articoli 12 e 14 dell’accordo, relativi rispettivamente agli eventuali danni causati alla parte ospitante da un membro del personale dell’altra nel corso di una missione e alle modifiche dell’Intesa medesima, dovrà farsi fronte con apposito provvedimento legislativo. Da ultimo, il relatore ha evidenziato come il provvedimento non presenti profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l’ordinamento dell’Unione europea e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Ha poi preso la parola il senatore Alessandro Alfieri (Pd), che, in considerazione dell’attuale drammatica situazione di conflitto in Medio Oriente, ha chiesto di rinviare l’esame del provvedimento in titolo, come richiesto, peraltro, anche presso l’altro ramo del Parlamento, in attesa che si chiarisca il quadro geopolitico in tale cruciale area. Dal canto suo il senatore Bruno Marton (M5S) ha richiamato l’attenzione sul persistere, nella legislazione degli Emirati Arabi Uniti, della pena capitale, che potrebbe configurare, per l’Italia, un ostacolo alla continuazione della cooperazione militare con tale Paese. Al riguardo, il Sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti ha fatto presente che l’articolo 10 della Convenzione in oggetto contiene una clausola di salvaguardia che rimanda al rispetto delle norme previste all’uopo dal diritto internazionale. Ha poi preso la parola il senatore Graziano Delrio (PD) ha che espresso ulteriori perplessità in merito alla ratifica del suddetto accordo Il Sottosegretario Rauti ha spiegato che l’articolo 4 del Trattato rappresenta una vera e propria garanzia, in quanto stabilisce la collaborazione bilaterale tra i due Paesi in materie come la ricerca tecnologica, la sinergia nel settore industriale e l’implementazione della pace nell’area. Il Sottosegretario ha quindi aggiunto che l’applicazione dell’accordo avverrebbe nel rispetto delle procedure previste dalla legge n. 135 del 1990 e che gli Emirati Arabi Uniti rappresentano un Paese amico dell’Italia e sostanzialmente pacifico, se si considera che finora non ha mai compiuto atti di ritorsione militare agli attacchi missilistici provenienti dall’Iran. Il seguito dell’esame è stato, quindi, rinviato. (Inform)